L'embrione non è una persona umana

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Sole sul CavallettoGladio Gemma, Zeroviolenza
11 maggio 2015

Una tesi avanzata dagli antiabortisti (clericali) è costituita dalla equiparazione di embrione (e poi feto) e individuo nato ed avente piena natura di persona umana.
Questa equiparazione, a tacere d'altro, merita due obiezioni.
In termini filosofici, sia pur di una filosofia banale, è priva di qualsiasi fondamento l'equiparazione fra un'entità in potenza ed un'entità in atto.

Ogni soggetto, come ogni oggetto, presenta natura ed aspetti assolutamente diversi nelle diverse fasi nella sua formazione, e tanto maggiore è la differenza se confrontiamo la realtà nella fase iniziale o nella fase finale. Per riferirci ad oggetti, la radice di una pianta è ben diversa dalla pianta stessa, così come, per richiamare un altro esempio, il progetto di un edificio od anche le fondamenta, sono assolutamente differenti dalla costruzione ultimata. Inoltre, sempre per seguire l’esempio, c’è differenza fra l’edificio del quale siano costruiti tre piani su cinque progettati e l’edificio ultimato ed abitabile.
Così pure c’è differenza fra spermatozoi e feto, nonché fra questi e l’essere umano venuto alla luce.

Quindi l’equiparazione di entità iniziali, o comunque ancora in via di formazione, e quelle finali è in netto contrasto con il senso comune e con la logica, posto che il regime delle stesse dev’essere ben diverso. Sempre per esemplificare, l’utilizzazione ed il regime di edifici sono quanto mai differenti secondo lo stato di costruzione dei medesimi.

In termini storici c’è un interessante dato di carattere giuridico. La legislazione dei vari stati, quando pure ha contemplato l’aborto come reato, ha sempre distinto nettamente il regime penale dell’interruzione volontaria della gravidanza dalla disciplina dell’omicidio, cioè non ha mai configurato l’aborto come omicidio. Questa netta distinzione penale fra aborto ed omicidio, con la conseguente negazione che il primo costituisse la “uccisione di un uomo”, si riscontra anche nella legislazione penale degli stati (confessionali) cattolici, ivi compreso – udite, udite! –lo stato pontificio del passato.

Questa mancata equiparazione penale sarebbe ben strana (ed irrazionale) se l’aborto costituisse un omicidio, perché tale fosse considerata anche la soppressione di un embrione o di un feto.

Ultima modifica il Giovedì, 18 Giugno 2015 11:47
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