"Lo Sblocca Italia non è invincibile". Intervista ad Augusto De Sanctis

Sblocca ItaliaLuca Cardin, Zeroviolenza
18 giugno 2015

D. Il Decreto “Sblocca Italia” è stato approvato a settembre dello scorso anno. A distanza di otto mesi, qual'è il primo bilancio sui suoi effetti concreti?
R. Il Decreto sta già determinando effetti sotto vari punti di vista.
Per i progetti di perforazione in terraferma la procedura di valutazione di Impatto Ambientale è stata sottratta alla competenza delle regioni per trasferirla a partire dal primo aprile 2015 a Roma presso il Ministero dell'Ambiente.
In pochi mesi sono stati presentati progetti di scavo in Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Molise.

Il Decreto, riconoscendo agli idrocarburi il carattere di strategicità, sta avendo effetti anche sulle sentenze dei TAR. Recentemente il TAR Basilicata ha annullato un diniego della sovrintendenza per la procedura di compatibilità paesaggistica per un pozzo dell'ENI facendo un esplicito riferimento al carattere strategico dell'intervento. Insomma, la tutela del paesaggio italiano, che teoricamente sarebbe un bene tutelato dalla Costituzione, non delocalizzabile e durevole se ben curato, deve lasciare il passo all'estrazione degli idrocarburi come se ci trovassimo in un deserto.  
 
Infine, ma non ultimo per rilevanza, al Decreto legge è seguito il varo del Decreto attuativo che innova il Disciplinare tipo che le compagnie devono seguire, aprendo la strada al rilascio dei titoli concessori unici.

D. Cosa vuol dire?
R. Prima del Decreto le società dovevano prima chiedere un Permesso di Ricerca e poi, in caso di ritrovamento di un giacimento, una Concessione di Coltivazione. Ora il procedimento è unico, il Ministero potrà rilasciare titoli concessori che comprendono la fase di estrazione anche senza sapere se vi è petrolio o gas nel sottosuolo. Con il particolare significativo, previsto dal decreto, che le aree concesse, che spesso sono vaste centinaia di kmq ciascuna, vengono gravate dal vincolo preordinato all'esproprio.

Nelle ultime settimane, inoltre, il Ministero dell'Ambiente sta emanando decine di Decreti con altrettanti provvedimenti di compatibilità ambientale per progetti di prospezione e ricerca di idrocarburi con l'ausilio della famigerata tecnica dell'Airgun, dannosa per cetacei e pesci, che coprono praticamente tutto l'Adriatico sul versante italiano, una parte dello Ionio, una parte del Canale di Sicilia. Sono stati emanati anche Decreti di compatibilità ambientale non solo per autorizzare nuove prospezioni ma anche per nuove perforazioni, come, ad esempio, il campo Vega B di fronte la Sicilia.

D. Ad oggi sette Regioni hanno fatto ricorso contro lo “Sblocca Italia”. Cosa sta accadendo a livello giuridico?
R. Oltre allo Sblocca Italia alcune regioni hanno impugnato anche la Legge di Stabilità che ha introdotto modifiche all'Art.38 del Decreto, peraltro a poche settimane dalla sua conversione in legge.

Intanto dobbiamo ricordare che le regioni hanno potuto impugnare solo alcune parti degli Artt.37 e 38 perché dovevano dimostrare la lesione di prerogative delle regioni. Invece ci sono altri punti estremamente negativi del Decreto la cui costituzionalità è quantomeno dubbia, ad esempio quello relativo agli espropri, che potrà essere sollevato dai cittadini in sede di Tribunale Amministrativo Regionale, con il primo ricorso utile. Si dovrà sollevare eccezione di costituzionalità, il TAR dovrà valutare  se è in qualche modo fondata e, nel caso, trasmettere alla Corte ulteriori quesiti circa la costituzionalità di parti del decreto non impugnate dalle regioni.  

Sicuramente, in considerazione della moltiplicazione dei Decreti e dei procedimenti amministrativi innescati dalle politiche del Governo Renzi favorevoli a nuove estrazioni e, soprattutto, dalla reazione di rigetto che sta avendo sui territori, si moltiplicheranno i contenziosi in sede di Giustizia amministrativa e, perché no, in sede penale. Segnalo, tra l'altro, che il M5S nel Parlamento Italiano e il GUE in sede di Parlamento Europeo e diversi autorevoli giornali hanno sollevato parecchie ombre su diversi membri della Commissione Valutazione di Impatto Ambientale nazionale che opera presso il Ministero dell'Ambiente.

D. Di che ombre parla?
R. Stiamo parlando di una Commissione di tecnici poco conosciuta ma centrale nell'apparato dello Stato visto che rilascia i pareri su tutte le grandi opere, sui progetti petroliferi, sulle infrastrutture come gasdotti, elettrodotti e ferrovie. Interventi, più o meno, per un valore di 30-35 miliardi di euro l'anno. Si parla di conflitti di interesse in alcuni casi espliciti e addirittura rischi di infiltrazione. Tutte cose da dimostrare, ovviamente, ma i fatti e le circostante riportate negli articoli dovranno essere valutati nelle sedi opportune e, da quanto ne so, sono stati presentati diversi esposti.

Intanto non sono stati smentiti e il Ministro dell'Ambiente, con grande imbarazzo, ha attivato la procedura per la nomina della nuova Commissione assicurando che il tema del conflitto di interessi sarà trattato adeguatamente. Per la prima volta è stato fatto un avviso pubblico! Peccato che nel Decreto non vi siano i criteri di selezione dei curricula che perverranno al ministero, cioè mancano i punteggi minimi e massimi da attribuire ai titoli di studio, alle pubblicazioni, all'esperienza lavorativa. Nel Decreto vi è scritto che la scelta sarà a discrezione del Ministro.      
Anche su questi aspetti potrebbero esserci ricorsi.

Voglio infine ricordare che l'Italia deve recepire un'importante Direttiva Europea, la 30/2013 sulla prevenzione degli incidenti negli impianti in mare. Una norma importantissima perché dispone che le aziende devono avere la capacità finanziaria per rispondere di tutti i danni.  Il Governo ha varato un decreto monco di aspetti dirimenti. Questo la dice lunga sugli interessi che il Governo Renzi sta tutelando.

Augusto De Sanctis è un Attivista del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

(La seconda parte dell'intervista ad Augusto De Sanctis sarà pubblicata lunedì 22 giugno, all'interno di uno SPECIALE SU SBLOCCA ITALIA a cura di Zeroviolenza.it)



Ultima modifica il Giovedì, 18 Giugno 2015 12:04
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook