Le proposte dei freelance per un Welfare solidale

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Il Manifesto
24 06 2015

Quinto Stato. Le ini­zia­tive del movi­mento dei free­lance a Roma il 24 e 25 giu­gno. Lo spea­kers’ cor­ner della coa­li­zione 27 feb­braio al mini­stero del lavoro e la “pro­po­sta decente” per una riforma delle tutele per le par­tite Iva di Acta: «Siamo le spie più sen­si­bili della crisi, vogliamo par­lare a tutti della nostra con­di­zione che anti­cipa la pro­spet­tiva di tutti»

Sono le bar­chette più fra­gili nella tem­pe­sta: i lavo­ra­tori indi­pen­denti, free­lance, par­tite Iva, pre­cari, lavo­ra­tori gio­vani e maturi. Sono sulla bocca di tutti quando si tratta di stra­par­lare di «inno­va­zione sociale», «nuove pro­fes­sioni», «start up» o «imprese per­so­nali». In realtà, non c’è governo che gli abbia alzato le tasse, spre­men­doli come limoni, negando diritti sociali ele­men­tari, l’accesso al wel­fare o a una pre­vi­denza equa. Ad esem­pio, il governo Renzi ha cer­cato di asfal­tarli aumen­tando nella legge di sta­bi­lità l’aliquota della gestione sepa­rata Inps dal 27% al 30%. Con la riforma del regime fiscale age­vo­lato per i gio­vani pro­fes­sio­ni­sti under 35 ha pro­vato a tri­pli­care le tasse a oltre 3 milioni di lavo­ra­tori che for­mano un nuovo pro­le­ta­riato con red­diti da povertà.

Su un cam­pione di 2210 auto­nomi la recente ricerca Cgil «Vite da pro­fes­sio­ni­sti» ha cal­co­lato un red­dito medio da 15 mila euro all’anno per il 57,8%; tra i 15 e i 20 mila euro per il 13,2;, il restante 28,9% più di 20 mila euro. Tutte cifre lorde. I free­lance si sono orga­niz­zati, hanno fatto coa­li­zione e hanno fer­mato il governo. Renzi ha ammesso gli errori, come gli capita sem­pre più spesso, ma negli ultimi sei mesi ha messo il silen­zia­tori sugli impe­gni presi a dicem­bre: riforma della gestione sepa­rata, una delle poche casse Inps in attivo, e riforma dei «regimi dei minimi». Ieri, come oggi, i free­lance con­ti­nuano a navi­gare in una terra di nes­suno: la Naspi non è stata estesa alle par­tite Iva, diver­sa­mente da quanto pro­messo; la Dis-Coll non è stata ero­gata a causa dei ritardi dell’Inps e oggi esclude dot­to­randi e ricer­ca­tori strutturati.

Mer­co­ledì 24 e gio­vedì 25 giu­gno a Roma, i free­lance tor­ne­ranno a mobi­li­tarsi in coa­li­zione. In autunno vogliono ria­prire la par­tita, ma sta­volta su basi diverse. Non ci sarà solo la pro­te­sta, ora vogliono met­tere insieme le pro­po­ste che da tempo sono sul tavolo e rilan­ciare un pro­getto di società. La coa­li­zione 27 feb­braio è un ampio schie­ra­mento di asso­cia­zioni e movi­menti del lavoro auto­nomo ordi­ni­stico e ati­pico com­po­sto da avvo­cati, archi­tetti, geo­me­tri e inge­gneri, far­ma­ci­sti e guide turi­sti­che, archi­vi­sti, stu­denti e ricer­ca­tori, il sin­da­cato dei gior­na­li­sti di Stampa Romana o dal labo­ra­to­rio romano dello scio­pero sociale Domat­tina saranno pro­ta­go­ni­sti di uno “spea­kers’ cor­ner” al mini­stero del lavoro in via Vit­to­rio Veneto a Roma dove chie­de­ranno un incon­tro al mini­stro Poletti al quale hanno invi­tato una let­tera con nove riven­di­ca­zioni. Tra le richie­ste è stata avan­zata la pro­po­sta di riforma della Gestione sepa­rata Inps, sulla quale la coa­li­zione ha già avuto un con­fronto con il pre­si­dente dell’Inps Boeri il 24 aprile scorso; il diritto all’indennità di malat­tia per il lavoro auto­nomo; l’estensione della Naspi, una «pen­sione minima di cit­ta­di­nanza» e l’introduzione di un red­dito minimo garan­tito, una pro­po­sta soste­nuta da una larga parte della società ita­liana. «Sono que­ste le pre­messe per ripen­sare i diritti e le pro­te­zioni sociali in un paese dove c’è la disoc­cu­pa­zione di massa, l’impoverimento e il lavoro viene sva­lo­riz­zato» si legge nella lettera.

Temi ana­lo­ghi ritor­nano nella «pro­po­sta decente» che l’associazione dei free­lance Acta, da tempo al cen­tro delle reti dell’auto-organizzazione del lavoro auto­nomo in Ita­lia e asso­ciata anche alla coa­li­zione 27 feb­braio, pre­sen­terà nella due giorni dedi­cata alla «vita dei free­lance» al Scs/Cnos in via mar­sala 42 a Roma. Domani pome­rig­gio, e gio­vedì nell’incontro con l’associazione euro­pea Efip (Euro­pean Forum of Inde­pen­dent Pro­fes­sio­nals), Act aspie­gherà come pas­sare dall’attuale «wel­fare fami­liare» al «nuovo wel­fare soli­dale». Rivolta a tutti i «cit­ta­dini», indi­pen­den­te­mente dal loro essere dipen­denti auto­nomi o pen­sio­nati, la «pro­po­sta decente» pre­vede la sospen­sione imme­diata della legge For­nero che aumenta l’aliquota Inps per gli auto­nomi; la tutela con­tro le malat­tie gravi e di lunga durata per i free­lance, a soste­gno della corag­giosa bat­ta­glia di Daniela Fre­gosi la cui peti­zione per una pro­te­zione uni­ver­sale della salute dei free­lance ha rac­colto 80 mila firme e il soste­gno di molte giunte comu­nali e regio­nali; infine, una «pen­sione equa per tutti» che pre­vede una pen­sione minima equi­pa­rata all’assegno sociale. «Siamo le spie più sen­si­bili della crisi – sosten­gono i free­lance di Acta – vogliamo par­lare a tutti della nostra con­di­zione che anti­cipa la pro­spet­tiva di tutti».

 

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Giugno 2015 11:10
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