Quando nacque la televisione e l'invenzione capitolò sotto i colpi del capitale

Etichettato sotto
Video killed the radio starFranco Berardi "Bifo", Zeroviolenza
1 luglio 2015

"The last lone inventor" è il titolo di un libro di Evan Schwartz pubblicato nel 2003 da Harper Collins che ci permette di capire qualcosa della storia dei media, particolarmente l'origine della televisione, ma anche e soprattutto ci permette di comprendere il rapporto tra lavoro e capitale nel campo della produzione cognitiva, e della produzione mediatica in particolare.

Due competenze sono in gioco nella sottomissione dell’invenzione al profitto: la competenza raffinatissima e concreta dello scienziato e del produttore semiotico, e la competenza brutale del capitalista, del commercialista, dell'espropriatore.

Chi vince sul piano economico? Naturalmente vince chi possiede competenza nella disciplina che contempla l’espropriazione del lavoro altrui, chi si dedica a perseguire la sottomissione dell'infinita ricchezza del sapere all'infinita miseria del danaro.

All'inizio degli anni 20, nella campagna dello Utah uno studente di nome Philo Farnsworth si appassiona all'idea di costruire una macchina per la trasmissione a distanza di immagini. Nel frattempo, a New York, l’immigrato russo David Sarnoff trova lavoro al New York Herald, poi entra nella RCA, conosce Guglielmo Marconi e diviene il suo agente. Grazie al rapporto con Marconi riesce a creare un'azienda radiofonica. Alle 10.25 del 14 aprile 1912, trovandosi in ascolto all'apparecchio radiofonico della RCA, David Sarnoff rilanciò il messaggio "Titanic run into iceberg. Sinking fast” proveniente da una nave che si trovava a circa 1000 miglia di distanza dal Titanic. Il mondo ricevette tramite Sarnoff le notizie sull'affondamento più celebre di tutti i tempi.

Era iniziata la carriera del più grande magnate dei media americani tra le due guerre mondiali. Quando, nel 1918 il presidente Woodrow Wilson lanciò i suoi quattordici punti per la pace, il mondo poté ricevere la sua voce attraverso le onde radio. A quell'epoca un apparecchio radiofonico aveva delle cuffie auricolari ed era usato per comunicazioni dirette tra due persone. Il lancio della radio come medium di massa avviene nel 1921 quando la RCA mette in onda un match di pugilato.

David Sarnoff, dirigente della RCA, cominciò a vendere licenze sulle trasmissioni della sua radio: la fonte di profitto non era più la vendita di apparecchi radiofonici, ma la proprietà dei prodotti del lavoro intellettuale. Nello stesso periodo Philo Farnsworth costruiva il suo Image Dissector, la prima telecamera elettronica capace di catturare una immagine attraverso una lente e di convertire la luce in impulsi elettromagnetici, poi depositò il brevetto sulla sua invenzione. Aprì un laboratorio in Green Street, e confidò alla moglie: la televisione sarà la macchina della verità, spazzerà via l'ignoranza e porterà la pace.

Sarnoff, che a quel punto era diventato il principale imprenditore nel campo dei media elettrici, inviò un ingegnere di nome Vladimir Zworykin per spiare sulla tecnologia che Philo stava mettendo a punto. Siamo ormai nell'era della grande depressione e Sarnoff prevede che il lancio della televisione potrà salvare la sua azienda dalla crisi ma non possiede le conoscenze per costruirla. Le vendite di apparecchi radiofonici stanno crollando.

Qualche tempo dopo lo stesso Sarnoff, fingendo di avere intenzione di giungere a un accordo alle condizioni di Farnsworth, venne a far visita al laboratorio di Farnsworth, e chiese una dimostrazione delle tecnologie. Philo pensò davvero che Sarnoff intendesse accettare le sue proposte di collaborazione. Ma Sarnoff gli fece avere una proposta inaccettabile: Philo avrebbe dovuto cedere i suoi diritti in cambio di uno stipendio come dipendente della RCA. Naturalmente non accettò.

Nel 1932 la Philco strinse un contratto con l’azienda di Philo per la produzione di apparecchi televisivi, ma negli anni successivi la situazione si fece drammatica per il povero Philo, anche sul piano personale, dal momento che cominciò a soffrire di ulcera. La Depressione entra nella sua fase più drammatica, e anche la RCA licenzia migliaia di operai. Intervistato da qualcuno, Sarnoff nega di sentire su di sé il peso della situazione, e aggiunge: "Io non prendo l'ulcera, semmai la faccio prendere a qualcun altro.”

Nel 1934 Philo organizzò la prima dimostrazione della sua invenzione: installò la telecamera all'ingresso di un locale, e distribuì dei ricevitori video all'interno. Chi entrava poteva quindi essere filmato mentre i suoi amici e famigliari lo vedevano sugli schermi. Questo fece molta sensazione, e una folla di persone si accalcò all'ingresso. Il giornale di Philadephia riportò la notizia. Nel periodo successivo Farnsworth aprì una sorta di studio televisivo nel sobborgo di Wyndmoor e lanciò uno sporadico programma televisivo. Il nome dell’emittente era W3XPF, e trasmetteva da una torre.

Mostrava soprattutto dei bambini che cantavano e ballavano, come Baby Dolores, di quattro anni e Smiles Blum, di undici. Ma solo una manciata di persone, soprattutto amici di Farnsworth, avevano degli apparecchi televisivi nelle loro case per poter ricevere le trasmissioni.
Nel 1937 muore Guglielmo Marconi, che nel frattempo aveva aderito al partito fascista italiano.

La morte di Marconi con tutti gli omaggi che seguirono, aiutò Sarnoff a consolidare il mito della creazione della radio. In realtà Marconi aveva inventato il telegrafo senza fili, mentre la costruzione della radio era stata resa possibile dalle invenzioni di Lee de Forest e di Edwin Howard Armstrong. La corte suprema degli stati uniti giunse al punto di invalidare il brevetto marconiano della radio, il fondamento su cui si era costruito l'impero della RCA, attribuendo la priorità a Nikola Tesla, ma la decisione venne dopo che sia Marconi che Tesla erano morti.

La subordinazione dell'invenzione al profitto privato fu la causa della truffa che permise a Sarnoff di attribuire a Marconi l’invenzione della radio e a se stesso l’invenzione della televisione, e l'intera storia della nascita della televisione mostra invece che il sistema della privatizzazione non garantisce e non premia affatto l'inventore, ma lo sottomette al dominio feroce di chi possiede i mezzi e il potere economico per appropriarsi comunque del valore prodotto dall'invenzione.

Nella primavera del 1939, mentre l'Europa stava scivolando nella guerra, a New York si inaugurava la World Fair, la grande esposizione universale. Sessanta nazioni parteciparono alla fiera. Nel giugno dell'anno successivo si poteva pasteggiare al lussuoso padiglione francese mentre i nazisti entravano a Parigi.

David Sarnoff decise di usare quel palcoscenico per lanciare la televisione, anche se non aveva il diritto di farlo, dato che il brevetto apparteneva a Farnsworth, che non aveva concesso la licenza per l'uso della sua invenzione. Sarnoff si piazzò all'ingresso della Fiera e tenne una specie di comizio in cui invitava la gente a visitare i padiglioni della RCA, in cui si mostrava per la prima volta urbi et orbi la nuova grande invenzione.  Facendo questo, Sarnoff violava non solo i brevetti di Farnsworth, ma anche la sovranità della Federal Commission on Comunication. 

Sarnoff scommise sull'entusiasmo del pubblico, pensò che avrebbe travolto l'industria e la commissione. Ed ebbe ragione. La FCC rimase titubante, anche se tecnicamente Sarnoff stava violando diverse regole e leggi... Il gran trambusto che ne seguì sui media nazionali trasformò l’azione di Sarnoff in un evento storico ufficiale. Le folle di reporter propagarono largamente il messaggio. La radio coprì l'evento dal vivo e ogni giornale e rotocalco rilanciò la storia: "Nascita ufficiale della televisione" titolava il New Yorker.

"Le porte della Fiera si aprirono al pubblico in una soleggiata domenica mattina del 30 aprile del 1939.  Sarnoff  offrì al Presidente Roosevelt il podio nello studio da cui si trasmetteva. e Franklin D. Roosevelt fu il primo presidente degli Stati Uniti ad apparire in televisione."

Schwartz scrive: "Philo Farnsworth era a New York in quei giorni, ma rifiutò di partecipare alla fiera. Sapeva del padiglione della RCA e immaginava che assistere alla cosa lo avrebbe reso terribilmente depresso. Avrebbe voluto poter dimostrare anche lui la sua televisione alla fiera, ma la promozione sarebbe costata troppi soldi. Nel pomeriggio del 30 aprile Farnsworth camminava verso il suo hotel, quando vide schermi televisivi che proiettavano la cerimonia di inaugurazione nella vetrina di un grande magazzino. Sarnoff era in onda e offriva il podio al presidente Roosevelt.

Farnsworth si avvicinò alla vetrina e ascoltò i suoni che filtravano fuori nella strada. Altri pedoni si fermavano con lui a guardare e ascoltare. Sarnoff si stava prendendo tutto il merito dell'invenzione.

L'intera esistenza di Farnsworth sembrò annullata in quel momento. I suoi sogni di ragazzo di campagna, il momento in cui aveva avuto l’illuminazione, la confessione fatta al suo insegnante, la fiducia che gli avevano dimostrato investitori e banchieri, il lavoro nel laboratorio, tutti quegli anni di lavoro, le decisioni, i brevetti, tutte quelle vittorie ottenute a fatica, la sua intera visione del futuro. Tutto questo era cancellato dalla performance di Sarnoff alla Fiera del Mondo. Non poteva credere quel che stava vedendo. Sentì acuti dolori allo stomaco.

Nelle sue previsioni la televisione avrebbe dovuto portare la visione diretta della realtà alla gente.  

Non gli era mai passato per la mente che la sua invenzione avrebbe potuto essere usata per rovesciare la verità, per manipolare la realtà creando impressioni false. Aveva creato un mostro.

Ma a me questa vicenda non interessa tanto perché mostra come nella nascita della televisione fosse implicito il suo destino di fabbrica della menzogna, ma soprattutto perché mostra come nella produzione mediatica il lavoro dell’invenzione sia il principale oggetto di sfruttamento, di furto e di violenza.

Ultima modifica il Giovedì, 02 Luglio 2015 07:37
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook