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S'avanza un'Europa oscura

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Il Venerdì - la Repubblica
04 09 2015

A Varsavia, l`aristocratico illuminato Bronislaw Komorowski ha fatto le valigie un mese fa dal bel palazzo presidenziale: il giovane nazionalconservatore Andrzej Duda eletto in tarda primavera s`è insediato come nuovo capo dello Stato. La premier Ewa Kopacz liberai (PO, Piattaforma civica) come lui, la vedono tutti sconfitta alle politiche di ottobre.

A Praga nel mitico castello dove lavorarono Tomas Garrigue Masaryk, Ludvìk Svoboda presidente di Dubcek, e poi Vaclav Havel, l`ospite di turno Milos Zeman odia l`Europa come detesta le Pussy Riot, equipara i due temi e su entrambi si esprime in pubblico in modo irripetibile.

A Budapest c`è Orbàn, basta la parola come diceva l`antica réclame del confetto Falqui.

A Bratislava il premier socialista-populista Robert Fico tuona sia contro la Grecia sprecona sia contro i migranti.

A Bucarest il capo del governo Victor Ponta, indagato per casi gravissimi dalla Dna, la polizia anticorruzione, si ostina a non dimettersi.

In Bulgaria oligarchi con etichette di destra e di sinistra si alternano al potere, gli studenti gridano invano in piazza contro la miseria, e per la questione dei Rom i sindaci usano le ruspe. Letteralmente, non a parole come Salvini. ...

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