Alexis Tsipras. Il coraggio di un uomo alla testa del suo popolo

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Alexis TsiprasMonica Pepe, Zeroviolenza
22 settembre 2015

Alexis Tsipras sta al suo popolo come la Grecia sta alla storia della democrazia. Hanno provato a ucciderlo umiliandolo, e lui parla di lotta.

In due mesi soltanto il clima in Europa è cambiato, ma quell'anomalia non assimilabile che Tsipras rappresenta per le gerarchie politiche e finanziarie, rimane una spina nel fianco che va al di là della solvibilità degli accordi presi.

Per parafrasare una citazione di Sciascia, un uomo che lotta affinchè la sicurezza del potere coincida con la sicurezza dei cittadini è un elemento di destabilizzazione più di qualsiasi borsa in fibrillazione.

Il risultato del voto di domenica è chiaro e netto, lui ama e appartiene al popolo e il popolo si fida di lui. "Càrisma" vuol dire "ascendente, forte influenza, dono divino" e lui ne dispone come non si vedeva sulla scena politica internazionale da parecchio tempo. Per comprendere la vittoria di Tsipras bisogna comprendere i greci, un popolo che sa di avere una storia, un popolo tradizionale e moderno al contempo, dove proprio tutti intrecciano la propria vita sociale alla politica.

Singolare coincidenza che la vittoria di Tsipras avvenga nello stesso giorno in cui Papa Francesco a Cuba dica che il "servizio" agli altri "non è mai ideologico dal momento che non serve idee ma persone". Chiaramente il luogo giustifica il messaggio, ciononostante è un contenuto contraddittorio, soprattutto per chi rappresenta l'ideologia più longeva della storia.
Le ideologie nascono con il pensiero, sono connaturate alle relazioni umane, e quando non ne abbiamo qualcun altro le formalizza per avere la meglio su di noi.

Il grande valore di Tsipras, nato pochi giorni dopo la caduta dei Colonnelli in Grecia, è quello di aver ricostruito il migliore e più moderno immaginario di sinistra, contro la più mostruosa e inafferrabile ideologia che sia mai stata concepita, la finanza. Ora toccherà alla prassi del suo governo e ai popoli della sinistra europea dimostrare di meritare un futuro.

Parlando con più persone in Grecia questa estate, da una famiglia emigrata in Australia a giovani che non avevano votato al referendum, il sentimento comune in cui si rispecchiano i greci è il profondo senso di onestà e di dedizione al popolo che Tsipras trasmette.

Confonderlo con Matteo Renzi, come qualche editorialista ha provato a fare sui giornali di ieri, non fa onore alla realtà.
Peccato che quello che restava della sinistra partitica italiana non era nelle condizioni tali da cogliere nell'incontro politico con Tsipras alle europee del 2014 l'occasione per voltare pagina e lacerazioni, ma era ingenuo pensare che un uomo solo potesse mettere mano alle mancanze della storia politica di altri.

E' di fondamentale importanza però cogliere il segno ora, afferrare la mano che Tsipras tende a tutti quelli che in Europa fanno della giustizia sociale e del cambiamento la battaglia di una vita. Le iniziative di solidarietà popolare, come le mense e i presidi di assitenza sanitaria primaria a cui tutti i greci che possono inviano sussidi e medicine e di cui tutti indistintintamente -a qualsiasi parte politica appartengano- possono giovarsi, è esattamente quello che dovremmo fare anche noi in Italia e che tra l'altro saremo obbligati a fare a breve visto il numero di migranti che raggiungeranno il nostro Paese. Va citata la notevole esperienza autorganizzata del centro di accoglienza dei migranti Baobab a Roma.

La forza del lungo percorso di Alexis Tsipras è stata la sua umiltà e il superamento del passato. La sinistra italiana dovrebbe farne tesoro, ammettere per quanto doloroso il fallimento di una modalità e di una storia politica, per "il bambino dalle uova d'oro" che potrà nascere domani.

Ultima modifica il Lunedì, 05 Ottobre 2015 16:59
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