Modello occidentale

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Picasso, GuernicaMonica Pepe, Zeroviolenza
16 novembre 2015

Di una cosa ero certa quando sono uscita per strada sabato mattina dopo  gli attentati di Parigi della sera prima. Ogni persona che incontravo pensava quello che pensavo io "Siamo tutti a rischio,
possiamo tutti essere colpiti in qualsiasi luogo e niente sarà più come prima". La vita trasformata in azzardo.

Dobbiamo rispettare il dolore delle famiglie delle vittime, essere solidali con il popolo francese, abbiamo il dovere di difenderci. Poi abbiamo anche il dovere dell'onestà e il coraggio della verità della storia.

Parigi è uno spartiacque e ci proietta in un film di Hitcock o di Spielberg. Salta il confine tra realtà e inconscio, ma se una pellicola ha un inizio e una fine la storia non comincia e finisce quando lo diciamo noi. Questa storia è figlia della storia di quel modello occidentale che ora sentiamo sotto attacco. Pensiamo davvero che quanto stia accadendo sia mirato a sconfiggere il vizio del nostro stile di vita, la nostra realtà liquida, le nostre passioni tristi?

O senza ipocrite ammende possiamo dire che mentre eravamo intenti a vivere come vogliamo, lo stesso modello occidentale invadeva per esportare la democrazia, seminava massacri di esseri umani e distruzione, inventava perversioni ideologiche come la 'guerra umanitaria', deponeva dittatori feroci ma almeno laici, minava equilibri millenari, faceva come fa connivenze e affari multimiliardari con quegli Stati che ora dovremmo combattere? E come finirà questo gioco delle parti?

Possiamo smettere di pensare che lo schermo della tv ci proteggerà dai fantasmi che il democratico occidente ha scavato dalle tombe  di altrui civiltà? Vogliamo dare pacche sulle spalle alla capacità di comunicazione del Califfo o ricordare che l'invasione dell'Afghanistan è stata la risposta alle Torri gemelle (qualcuno ricorda la reazione di Bush?).

O forse dobbiamo parlare del nostro terrore prodotto dall'aggressione a uno Stato sovrano come l'Iraq -prima volta al di fuori del diritto internazionale- che in 12 anni ha ammazzato 1 milione di civili iraqeni. Possiamo immaginare che la metà di tutto questo sarebbe potuto accadere in un paese europeo senza lo scoppio di più conflitti mondiali? Chi ha informato questa catena generazionale di giovani inchiodati a un eterno presente come alla violenza prodotta dal nostro modello, al vuoto delle loro famiglie borghesi come alle guerre del disagio dei ghetti delle periferie?

Possiamo parlare di quel 28% di armi che l'Italia esporta nei Paesi del  Medio Oriente? Possiamo parlare del sostegno armato che l'europeo Erdogan fornisce ai miliziani di Daesh con tanto di inchino di Angela Merkel? E siamo sicuri che questi sono quelli che ci proteggeranno?

Infine se rivendichiamo il diritto di piangere la nostra innocenza con le vittime di Parigi ma non quella di milioni di esseri umani investiti dalla violenza del nostro modello, chi sta perdendo la guerra di civiltà?
"Ma questo non è umano, sono cose che non si capiscono" ha detto il Papa, purtroppo credo che sia vero esattamente il contrario.

Parigi è spaventosa ma guai a rimuoverla come saremo tentati di fare, perchè non scompariranno le nuove armi dell'uomo 'nuovo': droni e finanza, insieme a quelle di sempre, per il più vertiginoso schianto di identità e di autorità che abbia mai attraversato la storia del potere maschile. Non più eserciti a cadere, ma nuovi generi e generazioni di burattini, civili o senza fili, della ragione loro e di altri.

Ultima modifica il Martedì, 17 Novembre 2015 08:25
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