HUMAN WASTE, l'onda della vergogna

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Human Waste, l'onda della vergogna18 dicembre 2015

In occasione della Giornata Mondiale dei Migranti, il progetto Zeroviolenza con gli artisti Gian Paolo Renzi e Monica Pepe ha realizzato a Roma, a piazza Trilussa, l'installazione artistica "Human Waste" - Rifiuto Umano.

Un'opera pensata per sensibilizzare la città in modo creativo e partecipato su un dramma quotidiano e vicino a tutti noi.

Solo negli ultimi giorni e settimane sono morti molti bambini, bambine e migranti di ogni età arrivati sulle coste del Mediterraneo.

Corpi inermi, un tempo persone e corpi coraggiosi, che come rifiuti portati dalle onde trasformano il Mar Mediterraneo nel mare della morte.
Ogni giorno scorrono in televisione le immagini dei migranti, vere e proprie ondate umane che cercano riparo da guerre, da persecuzioni, dalla fame e da condizioni climatiche insostenibili.

"Chi sono questi esseri umani? "Qual è la loro storia?" "Perché rischiano così tanto?" "Non sanno che molte persone qui non li vogliono?" "Cosa possiamo fare per loro?"
Dall'altra parte dello schermo ci siamo noi che assistiamo a immagini in diretta o differite, immagini che ci turbano, emozioni a cui rischiamo di diventare indifferenti senza più avere un momento vero di commozione e di riflessione.

L’azione e l’installazione HUMAN WASTE vuole fermare il tempo, anche solo per un attimo, un fermo immagine per noi e un destino per milioni di esseri umani.
Ricostruire questo mare nero, minaccioso e profondo con gli oggetti che accompagnano i migranti nelle traversate, significa Vedere con altri occhi e Sentire questa realtà vicina, come se fosse anche nostra.

Per non dimenticare che anche se loro non possono più parlare sono sempre lì a guardarci e a chiederci perché.
Per ricordare a noi stessi che i migranti con cui viviamo fianco a fianco ogni giorno sono già la realtà di questo nostro tempo.

Ultima modifica il Sabato, 19 Dicembre 2015 09:25
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