Family Day e Pegida. Cosa hanno in comune

Famiglia HaddamsJanika Gelinek, Zeroviolenza
23 febbraio 2016

Cresciuta ad Amburgo con radici miste cattoliche e protestanti e poi nella trasandata e agnostica Berlino, vedo le immagini dal Family Day del 30 gennaio scorso al Circo Massimo e resto confusa: giacche a vento, famigliole, qualche suora, un po' di ciarpame fascista, tutti assieme - sì ma contro cosa manifestano?
Lo spettatore non iniziato legge i manifesti su cui c’è scritto: "Nasciamo da una mamma e da un papà" o "Siamo qua per l'amore dei nostri figli" o "Uomo e donna siamo nati, lo dicono TUTTI GLI scienziati ".

Fin qui tutto normale, penso come madre di due bimbi, ci sono passata anch’io. Poi, da un altro manifesto, distribuito in massa, comincio a capire cosa c’è in ballo: sono disegnate due coppie, in rosa e in blu, maschio-maschio e femmina-femmina. Sulle due coppie c'è scritto in grosse lettere nere: "Sbagliato è sbagliato. Anche se dovesse diventare legge". Ah ecco, pensa allora lo sprovveduto spettatore, si agita di nuovo l’orda cavernicola e omofobica che in pieno secolo ventunesimo non vuole accettare il diritto europeo!

E si chiede che cosa è peggio: questo oppure lo sfacciato disprezzo per il processo democratico, la cui principale conquista consiste proprio nell’accettare la volontà della maggioranza anche quando non è gradita a una parte.

Questa piazza vuole fermare una legge che permetterebbe alle coppie omosessuali di adottare un bambino, se è il figlio biologico di uno dei due. E perché tutto questo parapiglia? …ma non ci sono omosessuali in Italia! pensa in un primo momento lo stupito berlinese. Non si vedano mai coppie dello stesso sesso mano nella mano? Forse tutti gli omosessuali italiani sono da tempo emigrati a Berlino. Ma dove si nasconde questo manipolo di eroi e eroine che invece di migrare vivono in clandestinità nel Belpaese, e che ora vogliono perfino a correre il rischio, di adottare un bambino? E’ davvero contro di loro che dimostra questa piazza con santini, canzoni pop e pic-nic?

Come accennato, tutto questo sembra all’inizio una stupidaggine, al massimo di qualche interesse etnologico. Ma gli slogan biologistici mamma-e-papà diventano molto meno divertenti se paragonati all’altrettanto sgradevole e misteriosa massa del Movimento PEGIDA di Dresda, in Germania. PEGIDA significa “europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente”, e già il nome sarebbe una barzelletta, se non nascondesse una inquietante realtà.

PEGIDA ha iniziato un anno fa con una "passeggiata serale" settimanale e ha aggregato diverse migliaia di persone. Mentre nel frattempo è apparsa chiaramente la forte presenza di rottami dell’estrema destra neofascista, all’inizio la classe politica tedesca si è trovata in difficoltà perché tra i “passeggiatori” c’erano numerosi cittadini "normali", che hanno voluto così esprimere un generale senso di insoddisfazione verso la politica – ossia si sono uniti alle passeggiate per "sfogarsi", come ha detto uno dei partecipanti. Sfogarsi verso tutto ciò che è percepito come estraneo alla propria cultura, innanzitutto migranti e richiedenti asilo.

Il Family Day e PEGIDA sono ovviamente due cose ben diverse, hanno diversi obiettivi e diversi gruppi di partecipanti, ma vale la pena di tentare una comparazione dei due fenomeni per vedere in controluce il pericolo di potenziale populismo dietro la loro grottesca superficie.

Per esempio, entrambi ottengono una gran parte del loro potere di persuasione dal continuo ripetere di essere censurati dal mainstream (vero o supposto che sia). Di conseguenza non si sentono vincolati dalle regole della democrazia: "anche se dovesse diventare legge" parla la stessa lingua profondamente antidemocratica delle forche per i politici tedeschi mostrate alle manifestazioni del PEGIDA.

Non si tratta di una legge, contro cui in una democrazia, è previsto che ogni cittadino possa legittimamente protestare. No, si tratta essenzialmente e chiaramente di discriminare altri, levando gli stendardi del creazionismo omofobico del Family Day, o del razzismo e xenofobo del PEGIDA.

E qui sta il pericolo, per genitori e figli, per le famiglie eterosessuali e omosessuali, per italiani e tedeschi, migranti e gente del posto. Per tutti.

* Traduzione di Sergio Baffoni

_____________________________________

Family Day und Pegida

Für eine Außenstehende ist es nicht leicht zu verstehen. In Hamburg mit protestantischen und katholischen Wurzeln aufgewachsen, in Berlin ein bisschen agnostisch verwahrlost, sehe ich mir die Bilder vom Family Day vom 30.01.2016 im Circo Massimo an und bin verwirrt: irgendwelche Windjackenfamilien, irgendwelche Nonnen, irgendwelche Altfaschisten, die gemeinsam gegen – ja wogegen demonstrieren die eigentlich?  Für den unbeteiligten Zuschauer ist das zunächst gar nicht so leicht zu verstehen: Auf den Plakaten steht: „Nasciamo da una mama e da un papà“oder „Siamo qua per l’amore dei nostri figli“ oder „Uomo e donna siamo nati, lo dicono tutti gli scienziati“.  

So weit, so richtig, mir war, als Mutter zweier Kinder, bislang nichts Gegenteiliges aufgefallen. Ein anderes Plakat, offenbar in Massen ausgeteilt, gibt schon deutlicher zu verstehen, worum es geht: in Rosa und in Blau sieht man zwei jeweils gleichgeschlechtliche Paare, über denen in dicken schwarzen Lettern geschrieben steht: „Sbagliato è sbagliato. Anche se dovesse diventare legge.“ Aha, denkt man als unbeteiligter Zuschauer, da regt sich also noch einmal der steinzeitliche homophobe Mob, der sich nicht mit europäischem Recht  abfinden will – und fragt sich, was unangenehmer ist: die im Jahre 2016 n.Chr. geradezu lächerliche Homophobie oder das dreiste Infragestellen demokratischen Rechts, dessen große Errungenschaft nun eben darin besteht, nicht nur dann zu gelten, wenn es bestimmten Parteien gerade genehm ist.

Doch worum geht es wirklich? Es geht um ein Gesetz, das es homosexuellen Paaren möglich machen soll, ein Kind zu adoptieren, und zwar das leibliche Kind eines der beiden. Aber es gibt doch gar keine Homosexuellen in Italien!, denkt man zunächst überrascht als Berlinerin, die sich immer wieder darüber wundert, dass man nirgendwo je gleichgeschlechtliche Paare Händchen halten sieht, und dass alle homosexuellen Italiener und Italienerinnen des eigenen Freundes- und Bekanntenkreises längst ausgewandert sind. Wo mögen sich diese Handvoll Helden und Heldinnen im bel paese versteckt halten, die nun auch noch das Wagnis eingehen wollen, ein Kind zu adoptieren – und gegen die hier mit Madonnenbildchen, Liedern und Picknick demonstriert wird?

Wie gesagt, all das wirkt im ersten Moment albern und höchstens aus ethnologischen Gründen interessant. Wesentlich weniger lustig sind die biologistischen Mama-und-Papa-Sprechchöre, wenn man sie in Zusammenhang bringt mit einer ähnlich unangenehmen und unklar daher wabernden Masse – der PEGIDA-Bewegung (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes) in Dresden. Sie begann vor gut einem Jahr als wöchentlicher „Abendspaziergang“ und versammelte teilweise mehrere tausend Mitglieder. Mittlerweile deutlich dem rechtsextremen Spektrum zuzuordnen, geriet die deutsche Politik jedoch gerade zu Beginn der Bewegung in größte Bedrängnis, eben weil sich so viele „normale“ Bürger unter den Spaziergängern befanden, die mit ihrer Teilnahme ihre allgemeine Unzufriedenheit mit der Politik zum Ausdruck bringen wollten – d.h. „Dampf ablassen“, so ein Teilnehmer, gegenüber allem, was als der eigenen Kultur fremd empfunden wird, vor allem Migranten und Asylbewerber.

Natürlich sind Family Day und Pegida nicht identisch, sie haben verschiedene Anliegen und verschiedene Teilnehmergruppen, und doch lohnt es sich,  beide Phänomene vergleichend nebeneinander zu halten, um hinter ihrer grotesken Oberfläche das populistische Gefahrenpotential zu erkennen. Denn beide gewinnen einen großen Teil ihrer Überzeugungskraft aus der Tatsache, dass sie sich vom „Mainstream“ nicht repräsentiert und damit nicht an geltendes demokratisches Recht gebunden fühlen: das „anche se dovesse diventare legge“ spricht darin eine die gleiche antidemokratische Sprache wie die Galgen für deutsche Spitzenpolitiker, die auf den PEGIDA-Demonstrationen zu sehen waren. Es geht nicht um ein Gesetz, gegen das jeder Bürger in einer Demokratie grundsätzlich protestieren dürfen soll,  sondern es geht wesentlich und grundsätzlich gegen andere – kreationistisch und homophob der Family Day, rassistisch und xenophob die PEGIDA.

Und hier liegt die Gefahr, für Eltern und Kinder, heterosexuelle und homosexuelle Familien, Italiener und Deutsche, Migranten und Einheimische, für alle.  

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Febbraio 2016 10:23
Altro in questa categoria: Per una nuova resistenza culturale »
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook