1° marzo, le paure dell'Occidente tolgono diritti ai migranti

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Sciopero Migranti 1° marzoGabriella Guido, Zeroviolenza
29 febbraio 2016

Disuguaglianze. E Diritti. Forse dovremmo sforzarci e decidere costantemente ed esclusivamente di ripartire da qui. Da questi due sostantivi, due termini che stanno dividendo il mondo in due.
O meglio stanno separando pezzi di umanità senza considerare che indivisibili dovrebbero essere i diritti di tutti gli esseri umani, e che le disuguaglianze non fanno che continuare a creare sofferenze, ingiustizie, guerre, carestie, migrazioni forzate.

Dal 2010 ad oggi l’1 per cento delle persone più ricche si è ulteriormente arricchito del 44 per cento. Mentre, dall’altra parte del mondo, i 3,6 miliardi di poveri si sono ulteriormente impoveriti del 41 per cento (fonte Oxfam). Sono numeri che fanno rabbrividire, ma che non “correggono” le tante politiche europee e mondiali, mentre è sotto gli occhi di tutti quello che sta avvenendo nella cara e vecchia democratica Europa.

Le guerre alle porte del Mediterraneo disegnano nuovi flussi migratori, nuove rotte, con 1 milione di storie e di destini, ovvero di uomini e donne e bambini che sono fuggiti da guerre e paesi in rovina, mettendosi in viaggio via terra e via mare nel 2015, pur di salvarsi. I flussi migratori non si fermeranno di fronte a muri e fili spinati, a campi e treni dirottati, alla conta dei morti, ad impronte digitali prese a forza, Dublino III che sconfiggerà forse Schengen, alla forza inarrestabile delle vite che vogliono continuare a vivere “contro” lo spettro dell’invasione dello straniero, con l’Europa gigante dai piedi di argilla che traballa e mette in mostra la sua paura. Un’Europa in crisi morale, economica e politica.

Divisa tra accoglienza e respingimenti. Un’Europa che cerca di risolvere la questione con una catalogazione e differenziazione del genere umano. Il migrante economico non ha gli stessi diritti del rifugiato politico. Dunque chi di qua e chi di là dei confini nazionali ed europei. Giocando al baratto con la Turchia, che continui a fare da cuscinetto, da stato parcheggio, per ottenere lo status di paese meritorio di far ingresso nell’EU.

A quanto pare l’unica risposta che riusciamo a trovare è “proteggerci”.
Ma da chi ? Ma da cosa … ?!
L’umanità altro non è che l’incontro tra popoli, culture, tra etnie, e spostamenti e nuovi insediamenti.
E disuguaglianze. E diritti. Diritti negati, poi conquistati.

Non c’è modo di tornare indietro nella storia. Possiamo solo andare avanti. E lo possiamo fare cercando di costruire società con meno diseguaglianze, paesi democratici che vivono nella pace, senza guerre, senza fondamentalismi politici o religiosi. E non è un problema di “altri”. E’ in assoluto un nostro prioritario problema.

Ecco perché anche il 1 marzo dobbiamo essere in piazza. Per non lasciare un solo giorno senza affrontare un tema che riguarda tutti noi. Un mondo senza frontiere, senza diritti parziali o discrezionali, senza diseguaglianze.

Concludo riportando alcuni estratti  dalla Carta Mondiale dei Migranti:
“Le politiche di sicurezza attuate dagli Stati Nazione inducono a credere che le migrazioni siano un problema e una minaccia, mentre costituiscono un fatto naturale, complesso, certo, ma che, lungi dall’essere una calamità storico  per i paesi di residenza, costituisce un contributo economico, sociale e culturale di valore inestimabile. 

Ovunque i migranti sono privati del pieno esercizio del loro diritto alla libertà di movimento e di istallazione sul nostro pianeta.

Le persone migranti sono bersaglio di politiche ingiuste. A detrimento dei diritti universalmente riconosciuti ad ogni persona umana, queste mettono gli esseri umani gli uni contro gli altri attraverso strategie discriminatorie, basate sulla preferenza nazionale, l’appartenenza etnica, religiosa o di genere.

Le persone migranti hanno il diritto all’integrità fisica e a non essere molestati, espulsi, perseguitati, arrestati arbitrariamente o uccisi a causa del loro statuto o perché difendono i propri diritti.

Noi, persone migranti, ci impegniamo a rispettare e promuovere i valori e i principi sopra espressi e, in questo modo, a contribuire alla scomparsa di qualsiasi sistema di sfruttamento segregazionista e all’avvento di un mondo plurale, responsabile e solidale.”

Ricominciamo da qui. Dal pensare che un mondo plurale, responsabile e solidale è impossibile dove vengano negati i diritti fondamentali dell’uomo. Ricordiamolo ai Governi e alle istituzioni che dimenticano o peggio, rinnegano, di volta in volta quanto ci ha insegnato la storia.

La storia che si è riversata anche nei trattati internazionali, la storia che si è macchiata di crimini e conquiste che portiamo silenziosamente nel nostro stesso sangue, nella nostra cultura, nella nostra identità. Ricordiamolo, ma soprattutto continuiamo a lottare per affermarlo.

Il 1° marzo, e gli altri 364 giorni che lo precedono.

* Campagna LasciateCIEntrare

Ultima modifica il Martedì, 01 Marzo 2016 11:02
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