Referendum 17 aprile: come andare al voto informati

17 aprile VOTA SI Ferma le trivelleLorenzo Ligas
14 aprile 2016

L'inchiesta della procura di Potenza che ha coinvolto Tempa Rossa e la Val d'Agri, investendo la ministra dello Sviluppo economico, ha dato nuova linfa alla battaglia referendaria contro le trivelle,
avvicinando l'opinione pubblica al tema delle estrazioni petrolifere e, ovviamente, al quorum previsto il prossimo 17 aprile.

Ma, se molta parte degli italiani ha scoperto in questi giorni che in Basilicata c’è il maggior giacimento europeo di petrolio sulla terraferma, la possibilità di fare di tutte le trivelle un fascio è una grande tentazione: per quanto grande sia lo scandalo e per quanto aperto sia l’ombrello dell’indignazione contro Guidi, Gemelli, Boschi ed Eni, il voto sul quale saremo chiamati a esprimerci.

Il percorso che ci ha portati a questo Referendum ha un inizio, il Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 cioè il Codice dell’ambiente, e una fine, la Legge 28 dicembre 2015 cioè l’ultima Legge di stabilità, che ha introdotto appunto le parole che il Referendum propone di abrogare.

I quesiti referendari originariamente (ottobre 2015) erano sei, ma la Cassazione ha ritenuto che cinque fossero superati dalle modifiche apportate proprio dalla Legge di stabilità 2016 con l’emendamento 16.293 che, approvato il 21 dicembre 2015, ha accolto le richieste contenute in quei cinque quesiti, tra cui il divieto di nuove concessioni entro le 12 miglia.

Perciò, tecnicamente, il Referendum è stato già vinto dai suoi promotori, dal momento che le istanze più importanti sono già state accolte dal Governo. Ciò che resta, quindi, non è l’abolizione delle trivelle e nemmeno sulla possibilità di concedere nuove trivellazioni entro le 12 miglia marittime, ma solo sulle concessioni esistenti poste in questo raggio e sulla cancellazione della possibilità che queste vengano prorogate, come scritto nella Legge di stabilità, «per la durata di vita utile del giacimento».

Il nocciolo del Referendum sono proprio le proroghe. La Legge di Stabilità (comma 240) infatti ha cancellato le vecchie regole sulla vigenza delle concessioni (già modificate dal Decreto Sblocca Italia), stabilendo che il titolo concessorio unico abbia solo un tempo di durata di 30 anni non prorogabile. Al contempo però ha introdotto la novità che il titolo valga fino a esaurimento del giacimento (comma 239).

Con una vittoria del SI, perciò, le compagnie petrolifere non potranno più prorogare le concessioni esistenti, a meno che non ne abbiano fatto richiesta prima del dicembre 2015, il che significa anche l’abbandono di evenutali ampliamenti di pozzi esistenti. In caso di vittoria del NO, invece, la situazione oscillerebbe su un contrasto normativo: le compagnie petrolifere potrebbero richiedere il rinnovo della concessione finché il giacimento è vivo (comma 239), ma gli enti locali potrebbero far ricorso in base alle nuove regole sulla vigenza (comma 240), continuando la “tradizionale conflittualità” finora concessa dall’art. 117 del Titolo V della Costituzione e dalle materie cosiddette “concorrenti” tra Stato e Regioni.

Molta confusione s’è fatta poi su quali siano le concessioni coinvolte dal Referendum. La cartina del Sole 24 ore, ripresa da tutte le principali testate, è fuori luogo: essa mostra le nuove istanze di ricerca bloccate dalle norme introdotte dalla Legge di Stabilità, non le concessioni esistenti. Premesso che ognuna di esse può comprendere più strutture (pozzi, piattaforme ecc...: sono 92 offshore) e prendendo a riferimento solo quelle effettivamente produttive (lasceremo fuori anche le istanze di ricerca sospese), quali sono le concessioni coinvolte?

Sono 22 e le loro strutture sono elencate sotto il nome di “piattaforme di produzione eroganti” sul sito dell’Ufficio nazionale minerario del Mise. Come si vede, le piattaforme che ci interessano (Agostino, Amelia, Anemone ecc...) sono legate dallo stesso nome e dal bollino verde e quelle che fanno parte della stessa concessione hanno ovviamente lo stesso codice. Le 22 concessioni sono: A.C 3.AS - A.C 2.AS - A.C 8.ME - A.C 27.EA - A.C 30.EA - A.C 5.AV - A.C 4.AS - A.C 29.EA - CERVIA MARE - A.C 1.AG - A.C 21.AG - A.C 26.EA - A.C 17.AG (Emilia Romagna), B.C 3.AS - B.C 5.AS (Marche), D.C 1.AG (Calabria), C.C 1.AG - C.C 3.AG - C.C 6.EO (Sicilia), B.C 8.LF - B.C 1.LF - B.C 7.LF (Abruzzo). Tra queste solamente 5 prevedono anche l’estrazione di olio greggio (di cui solo una se ne occupa esclusivamente), mentre tutte le altre estraggono gas naturale o gasolina. I titolari sono in gran parte Eni (12) ed Edison (4), che in alcuni casi sono co-titolari (4), della controllata Eni Ionica Gas (1) e Adriatica Idrocarburi (1).

Quando scadono? Molte di queste concessioni risalgono agli anni Settanta e stanno esaurendo la loro terza proroga. Altre invece, più “giovani”, sono alla seconda, altre ancora alla prima, il che rende frastagliato il fronte delle scadenze. Se vincesse il sì, potrebbero essere prorogate solo quelle per cui si è già fatta istanza di proroga (sono in tutto sei), mentre le altre cesserebbero le loro attività al termine dell’attuale validità del titolo; in 13 chiuderebbero nel lustro compreso tra il 2020 e il 2025, in 6 prima del 2020 e in 4 dopo il 2025.

Quanto producono? Prendendo in esame la più consistente di gas naturale, secondo i dati riportati dal Ministero dello sviluppo economico nel 2015 la produzione di queste 22 (in realtà 21 perché Rospo Mare in Abruzzo estrae solo olio greggio) è stata di 1.552.526.104 metri cubi e rappresenta il 22, 5% di tutta la produzione nazionale (6.877.023.798 metri cubi) nonché il 34% del totale di 4.525.837.702 metri cubi estratti in mare; ha rappresentato invece il 2,3% del gas consumato dagli italiani nel 2015 (quasi 67 miliardi di metri cubi).

Per quanto riguarda invece il petrolio le cinque concessioni interessate da questo Referendum hanno prodotto lo scorso anno 542.880.883 kg di olio, rappresentando il 9% della produzione nazionale (che resta per la maggior parte ancorata a terra) e il 72% di quella offshore.

Ultima modifica il Sabato, 16 Aprile 2016 09:16
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