Ma quale #ciaone, abbiamo appena cominciato!

Ma quale ciaone?Comitato Vota SI Ferma le trivelle
18 aprile 2016

Grazie di cuore ai 15.806.788 italiani che sono andati a votare. Italiani che hanno superato ostacoli immensi perché il fallimento di questo referendum è stato perseguito con ostinazione: dalle poche settimane per la campagna referendaria fino all'invito incessante a non andare a votare.

Eravamo consapevoli che svolgere la campagna referendaria su un solo quesito, in tempi così stretti ed avendo come avversari le lobby dei fossili ben insediate nei luoghi del potere, sarebbe stata una missione ciclopica. Eppure abbiamo accettato la sfida.

Non ce l’abbiamo fatta ad eliminare il regalo che il Governo ha voluto fare alle compagnie petrolifere, nonostante la mobilitazione straordinaria e appassionata che siamo riusciti a mettere in piedi lungo tutta la penisola.

A casa però portiamo un bel bottino.

Abbiamo costretto Governo e Parlamento a smontare  il famigerato art. 38 dello SbloccaItalia che prevedeva trivellazioni in ogni parte del nostro mare entro le 12 miglia, espropriando i territori del diritto di parola e dichiarando strategiche opere che poco hanno a che fare con l’interesse pubblico.

Altra cosa importante e niente affatto scontata, siamo riusciti ad imporre nel dibattito pubblico temi difficili quali le scelte energetiche che il nostro paese deve fare per combattere  i cambiamenti climatici e l’inquinamento, innovare il sistema produttivo e creare lavoro duraturo e utile.

Abbiamo acceso i riflettori sulle lobby petrolifere e sulle modalità poco trasparenti con cui agiscono, erodendo fortemente la loro legittimazione sociale.

Abbiamo organizzato migliaia di iniziative nelle piazze, nelle università, nelle periferie e sensibilizzato milioni di cittadini. Abbiamo allargato le alleanze con il mondo della scienza, della cultura, del lavoro, dei settori produttivi del turismo, della pesca, dell’agricoltura, delle rinnovabili, con tanti enti locali.

Abbiamo rotto i confini degli addetti ai lavori e fatto diventare popolare la battaglia, che sarà lunga e che non si esaurisce con un referendum, di fare a meno dei fossili e puntare su risparmio, efficienza, 100% rinnovabili e un’energia che utilizzi le risorse del proprio territorio, distribuita e democratica.

Amareggia, ma non stupisce, che tutti i commentatori il giorno dopo banalizzino tutto questo con un “pro-contro Renzi”, senza interrogarsi sulla domanda di cambiamento di marcia che viene dalle urne, per politiche di sviluppo che non contrappongano lavoro, salute, salvaguardia ambientale. Noi non ci fermiamo.

Abbiamo avuto il consenso di 13.334.764 italiani che hanno votato le nostre ragioni. E’ un capitale eccezionale, impensabile anche solo pochi mesi fa, sta a noi non disperderlo. Il 22 aprile a New York si firmerà l’accordo di Parigi contro i cambiamenti climatici e il nostro Governo firmerà senza aver definito un Piano energetico climatico per superare le fonti fossili.

Governo Renzi #staisereno, ti terremo d’occhio e riusciremo a dare una spallata alle fonti fossili.
Ma quale #ciaone, abbiamo appena cominciato.

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