Il soffitto di cristallo dei 5 Stelle

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Potere politicaMonica Pepe
12 settembre 2016

La scialuppa di salvataggio a bordo della quale Beppe Grillo ha raggiunto Nettuno non è sembrato nulla di nuovo e non ha portato nuova linfa all'immagine dei 5 Stelle. Al contrario ha detto molto più di quanto non fosse verificabile delle dinamiche interne al Movimento 5 Stelle degli ultimi tempi.

La discesa in campo in difesa dei figli maschi, la ricapitalizzazione del proprio ruolo di padre-padrone, la investitura del figlio cadetto come misura della punizione e detronizzazione del candidato in pectore, e via giù tutti i sottoprodotti del potere dal sapore più antico.

Non a caso Grillo non va a Roma a incontrare la Sindaca Virginia Raggi, da suo pari Renzi giustifica la incandidabilità di d'Alema con la necessità di indicare a capo della politica estera dell'Unione europea “una donna”. Grandi differenze non sembrano palpabili su questo versante.

A proposito invece di padronalità del partito, viene da chiedersi ad esempio se Grillo si sia sincerato che l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini fosse informato del No alle Olimpiadi rabbiosamente scagliato dal palco di Nettuno come monito per i nemici esterni e le autonomie interne, nonostante né il luogo né il mittente fossero quelli pertinenti al contenuto della questione.

In questo il Movimento 5 Stelle paga dazio ben più del Partito Democratico la cui leadership dell'uomo solo al comando, per compensare, dispone dell'immenso capitale del partito di tradizione, tutta usa e getta, novecentesca. Così come dispone del bonus di una padronalità nobile come quella dell'ex Presidente della Repubblica Napolitano, la cui attitudine al potere trova in Renzi il degno erede moderno. Nel frattempo le continue contraddizioni di governo, i cambi di annuncio, il tutto e il contrario di tutto  del Premier scorrono a fiumi di morfina per l'opinione pubblica e purtroppo anche per l'informazione, lasciando così che tutti alterino in eguale misura l'interpretazione della realtà e i loro conseguenti modelli di azione.

Ma la padronalità non ha a che fare né con la forma della democrazia nè con la novità in politica, e se Grillo inizialmente ha avuto gioco facile a ricapitalizzare il fuoco agonizzante della politica-spettacolo di Berlusconi come leva per il Movimento, ora questo non basta e la struttura partito con una delle migliori tradizioni politiche e culturali al mondo alle spalle non c'è. Anche perché non c'è più quel mondo.

Quanto accaduto con la vicenda romana ha messo in evidenza un corpo disarticolato e ventriloquo.
Dispiace perché proprio i 5 Stelle sembrano non realizzare l'entità della fiducia che ripongono in loro milioni di italiani che non credono alla sinistra Frankenstein di Renzi, e tendono a differire la responsabilità del potere con l'ingrandimento del nemico.

Lo  stile dello sproloquio fumettistico della lettera di Grillo al Corriere della Sera persevera nel declassare il Movimento 5 Stelle a formazione politica poco matura e affidabile.

E' auspicabile per il Paese che i rappresentanti del Movimento 5 Stelle non tardino a dotarsi di meccanismi di formazione interna e di volontà di crescita politica, che della tradizione di sinistra oltre ad assumere alcuni valori e personalità di rango integrino le migliori funzioni della forma partito, il senso delle istituzioni e delle regole democratiche.

Ultima modifica il Martedì, 13 Settembre 2016 12:35
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