CHI E' IMMUNE DALLA VIOLENZA?

di Monica Pepe, Zeroviolenzadonne
29 aprile 2012

Di quelle violenze di donne ammazzate o stuprate, a cui ormai assistiamo quotidianamente, molti gruppi di donne e di uomini, anche molti giornalisti ormai chiedono una presa di coscienza a livello pubblico e politico.
Da quando ne abbiamo memoria, la violenza maschile sulle donne è l'ombra lunga dell'inconscio collettivo – valvola invisibile e riparatoria della asimmetria della relazione sessuale e riproduttiva tra uomini e donne – con la quale ogni bambina/o cresce e ogni essere adulto convive anche solo a livello immaginifico.

La gravità della situazione attuale è data anche dalla sempre più giovane età delle “vittime” e dei “carnefici”. Non possiamo più chiudere gli occhi sul fatto che la violenza psicologica, fisica e sessuale sui bambini e sulle bambine, soprattutto quando compiuta in ambito familiare o ancora più grave se di madri e di padri, ha spesso delle conseguenze tragiche.

La difficoltà a rendere tutto ciò un tema condiviso a livello pubblico – a differenza di altri temi che riguardano tutti come l'acqua o il lavoro – è iscritta nelle fragilità e contraddizioni viscerali di quella carta di identità sessuale che ogni essere umano si porta dietro per tutta la vita.

Non è un caso che la violenza oggi sia in aumento laddove la crisi di identità maschile, ovvero del principio di autorità è allarmante oltre che evidente. Come è evidente che a livello materiale, nelle famiglie come in politica, manca il "padre". E non è un caso che la stessa tumefatta "autorità" opprima sempre di più a livello sociale le donne in quanto madri.

Questo ovviamente chiama in causa anche le donne, intese come cultura della relazione di coppia e della maternità, ad aprire spazi di messa in discussione di sé e del proprio potere, delle modalità di crescita e dei modelli educativi di figli maschi e femmine.

Dobbiamo ripristinare quel confine buono tra pubblico e privato, fatto a pezzi nell'ultimo ventennio proprio da chi per ruolo doveva garantire maggiore stabilità ideale a quel "fuori" a cui ci affacciamo con speranza ogni mattina quando usciamo di casa.

Non esistono uomini liberi senza che anche le donne lo siano, e viceversa. La condizione irrinunciabile è che le donne e gli uomini insieme possano lavorare per il riconoscimento del rispetto dell’altro.

Ultima modifica il Domenica, 29 Aprile 2012 10:10
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