AIUTO' LA FIGLIA MALATA A MORIRE, ASSOLTA DAI GIUDICI DI LONDRA

lastampa.it
26 gen


Procurò alla 15enne paralitica
pasticche di morfina in dosi letali


LONDRA
Era accusata della morte della figlia paralizzata. L'ha aiutata a morire, ed è stata dichiarata innocente dell’accusa di omicidio. Poiché però si è detta colpevole di aver collaborato al suo suicidio è stata condannata a 12 mesi di libertà condizionata. E' accaduto a Londra.

Bridget Kathleen Gilderdale, 55 anni, è la madre accusata della morte della figlia Lynn, 31 anni, per 15 anni paralizzata e costretta a letto per colpa di una rara malattia, l’encefalopatia mialgica. La madre ha ammesso in tribunale di aver aiutato la figlia a togliersi la vita, ma è stata assolta dall’accusa di omicidio volontario in quanto le prove hanno dimostrato che sua figlia aveva più volte espresso il desiderio di morire. Secondo quanto è stato riferito in tribunale, la signora Gilderdale ha procurato alla figlia due siringhe di morfina. La giovane donna si sarebbe autosomministrata la sostanza, che però è risultata inefficace. A quel punto, la madre avrebbe somministrato alla figlia due pasticche di morfina e una iniezione di aria per causare un embolo.

L’autopsia ha stabilito che Lynn è morta per overdose di morfina. La madre ha dichiarato che la figlia viveva una vita «incredibilmente triste e isolata» e che aveva più volte espresso il desiderio di portare a termine la sua infelice esistenza. La famiglia aveva anche pensato di mandarla alla clinica Svizzera Dignitas, che pratica il suicidio assistito, ma la soluzione si era rivelata troppo costosa.

In questi giorni il parlamento scozzese si unisce al dibattito sul suicidio assistito con un disegno di legge che permetterebbe ai malati terminali di richiedere aiuto per porre fine alla propria vita. La Bbc riferisce che la deputata scozzese Margo Macdonald, ch eha il morbo di Parkinson, ha presentato la proposta che sarà sottoposta allo scrutinio di una commissione parlamentare per poi essere votata dai deputati scozzesi. I «richiedenti», secondo il disegno di legge, dovranno essere malati terminali o disabili fisici permanenti. Le richieste dovranno essere approvate da un medico e da uno psichiatra. I medici che vorranno astenersi potranno farlo. La legge intende anche evitare che coloro che contemplano il suicidio assistito debbano recarsi all'estero.


http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/51612girata.asp

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