L'Analisi

Barbara Befani e Fabio Sabatini, Micromega
31 maggio 2013
    
Al delitto della giovane Fabiana di Corgliano Calabro è seguita la solita retorica del lutto inatteso e imprevedibile. Nulla di più sbagliato: quel delitto (insieme a tanti altri simili ad esso) è frutto di un clima culturale retrivo e opprimente, che costringe la donna a una sottomissione permanente alla famiglia, alle aspettative del collettivo, e infine al maschio. ...

Paola Zaretti, Gli Altri

14 dicembre 2012

Si dice e si scrive di "forza" femminile e di violenza, si discute animatamente del nesso fra le due. Si denunziano, giorno dopo giorno, stupri e violenze e discriminazioni ed esclusioni, si raccolgono firme, per questo e per quest'altro, si organizzano convegni, spettacoli e quant'altro e ci si presenta come candidate alle primarie a raccogliere sconfitte annunciate.

Annamaria Rivera, Micromega

14 dicembre 2012

La notte fra l’8 e il 9 dicembre, un sessantenne di origine egiziana, detto Jimmy, muore assiderato per strada a Napoli. Il mattino dell’11 dicembre, a Torvajanica, sul litorale romano, in un casolare abbandonato è rinvenuto un cadavere carbonizzato: secondo i carabinieri, è di una donna immigrata da un paese dell’Est europeo che era solita rifugiarsi lì.
Maria Gigliola Toniollo
26 novembre 2012

Guardando all'Europa e anche molto oltre, la questione prostituzione in questi anni è stata affrontata dagli Stati in modo assai diverso per impianto legislativo, filosofia, impatto, effetti ottenuti e ricadute sociali: si va dai neo-proibizionisti svedesi che criminalizzano il cliente, ai neo-regolamentisti olandesi che riconoscono il lavoro sessuale, al nulla totale
di Francesco Caruso
14 giugno 2012

Luglio 2001 centinaia di migliaia di persone si riversarono per le strade di Genova per contestare il vertice internazionale del G8. Il Genoa social Forum, l'assedio ai grandi del pianeta, la morte di Carlo Giuliani, le menzogne e le violenze poliziesche.
Tutto questo è avvenuto all'incirca dieci anni fa.
di Monica Pepe, Paese Sera
12 luglio 2012

"Ora qualcuno mi crederà" ha detto una ragazza che quella notte tra il 21 e il 22 luglio era dentro la Diaz a Daniele Vicari, all’uscita del film "Diaz. Don’t clean up this blood". La violenza camminava sotto la pelle dello Stato a Genova nei giorni del G8 del 2001. Dopo 11 anni la giustizia si è parzialmente divincolata dalla sua iniqua controfigura. Una sospensione del tempo interminabile per chi non gode della stessa dispensa di chi la impone, per chi ha subito una violenza spietata e il fiotto dei ricordi sbocca senza argine.
di Luisa Betti, Antiviolenza
30 aprile 2012

Con medio stupore leggo oggi l’articolo di Barbara Bossi Fedrigotti sul “Corriere della sera” titolato “Donne uccise, violenza in aumento, ma non chiamatelo più femminicidio”. Medio stupore perché è da tempo che da queste pagine viene sollecitato un approfondimento su quello che riguarda violenza di genere e femmicidi da parte dei media, e quindi diciamo che ci sono abituata.
di Marco Filoni, Pubblico
18 settembre 2012

L'intelligenza dei nomi. Pussy Riot, letteralmente la rivolta della vagina. Aveva ragione il filosofo Jacques Derrida: la singolarità del nome è inestricabile con la sua generalità. Il gruppo di artiste e musiciste sono ormai molto celebri.
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di Cinzia Sciuto, Animabella
19 maggio 2012

Il Movimento 5 Stelle può costituire un ottimo oggetto di analisi per capire che tipo di personale politico – potenziale futura classe dirigente del paese – è in grado di selezionare un movimento dichiaratamente fuori dai partiti tradizionali, e dunque sottratto alle logiche della “casta”. Alcuni tratti sono già stati sottolineati: la stragrande maggioranza degli attivisti (ai grillini non piace la parola militante) e la sostanziale totalità dei candidati del M5S sono giovani, di cultura medioalta, generalmente impegnati in attività lavorative legate ai nuovi media.
di Luisa Betti, Women's Human Rights
5 marzo 2012

Un altro femmicidio, tutto italiano, con un ex marito che uccide la ex moglie, da cui si era separato due anni prima, su cui i giornali titolano, ancora una volta: “delitto passionale” e “raptus di gelosia”, indicando la gelosia come un movente sostanziale per un delitto, che questa volta è strage, per quello che in realtà è l’atto supremo di violenza, controllo e possesso dell’uomo nei confronti della donna che non risponde più alle sue aspettative.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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