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La Storia

Tiziana Barillà e Stefano Perri, Left
26 gennaio 2013

Stuprata, minacciata, usata come merce di scambio. È la storia di Anna Maria Scarfò, per anni seviziata dal branco, che ha trovato il coraggio di denunciare. Ora vive insieme alla sorella in una località protetta. La stessa sorte che adesso toccherà ai suoi genitori ...
Pierangelo Sapegno, La Stampa
16 gennaio 2013

C'è qualcosa di terribile e grande insieme nella storia di un bambino piccolo piccolo, che trova il coraggio di denunciare il padre pedofilo e poi scrive a tutte le altre vittime come lui: "Fate come me. Denunciate questi mostri". ...

STORIA DI LETIZIA

  • Gen 12, 2012
  • Da
di Loredana Lipperini, Lipperatura
12 gennaio 2012

Riporto, in testa alla storia di oggi, il commento lasciato poco fa in calce a un altro post, prima che si perda fra gli altri. Due commentatori, m e k,  si chiedono se pubblicare storie faccia bene alle donne o (k) se “questa specie di battaglia” (senza specie: è una battaglia, fattene una ragione) utilizzi le donne stesse “come scudi umani”. In primo luogo, ritengo che le donne abbiano bisogno di parlare delle proprie storie, di condividerle con gli altri, di ragionarci insieme. Proprio perché, in tutti questi anni, su quel che avviene a proposito di 194 e contraccezione d’emergenza è calato - salvo molte meritevoli iniziative - il silenzio.
di Elvio Fachinelli, da Il Bambino dalla uova d’oro (1974)
6 dicembre 2011 

“…il bambino si trova per la prima volta di faccia al mondo esterno, che lo affronta come una potenza nemica che tende ad impedirgli il raggiungimento del piacere… Per eliminare i suoi escrementi, egli non può scegliere l’istante che più gli aggrada, ma deve accettare quello impostogli da altre persone. Per portarlo alla rinuncia di questi piaceri si spiega al bambino come tutto quanto sta in rapporto con tali funzioni sia sconveniente e destinato a rimaner segreto. Per la prima volta dunque egli è costretto a barattare il piacere con la dignità sociale”. […]
di jumpinshark
10 marzo 2012

Uno storify sul nostro più illustre quotidiano, nella copertura della vicenda di Don Marco Mangiacasale, arrestato con l'accusa di violenza sessuale continuata, iniziata quando la vittima era una bambina di 13 anni.
 

STORIA DI MONICA

  • Gen 13, 2012
  • Da
di Loredana Lipperini, Lipperatura
13 gennaio 2012
 
Per rispondere qui a tutte le persone che mi hanno scritto, in pubblico e in privato,  dando la loro disponibilità per future iniziative: anzitutto grazie.  Poi, una conferma: credo che serviranno tutte le competenze, legali, psicologiche, di idee. Per ora, posso solo anticipare che stiamo provando a organizzare un incontro a Roma per le prime settimane di febbraio dove cercare di fare il punto.
Poi, la storia di Monica.

Era il 1992 e avevo 21 anni. Posso dire ero giovane? A che età si finisce di esserlo per giustificare un aborto agli occhi di questa società? Avevo una relazione stabile con un ragazzo più grande di me di 7 anni, un bravo ragazzo emigrato dalla Calabria, fino a Milano, con cui stavo insieme già da 3 anni, che aveva un lavoro stabile all’interno della Guardia di Finanza. Usavamo gli anticoncezionali, sempre
di Lea Melandri
20 dicembre 2011

2. Segnali di sottobanco


Sulla rivista “L’erba voglio” (n.8/9, nov.’72) un’insegnante di Villazzano, provincia di Trento, a cui avevo chiesto di sviluppare il problema della sessualità infantile nel rapporto istituzionale, mi scriveva: 
“Non si è mai toccato questo argomento, non si è mai parlato delle esigenze sessuali che il bambino rivelava in classe, delle richieste da loro avanzate, se non nei termini della informazione sessuale (…)
di Loredana Lipperini, Lipperatura
16 gennaio 2012

Estratto da “1978, l’interruzione volontaria di gravidanza”, “C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza”) di Chiara Lalli.
Scegliere di eseguire interruzioni di gravidanza non è una scelta facile. Lo spazio già angusto dedicato alla questione è occupato esclusivamente dal vissuto della donna, in genere quando c’è qualche caso che va storto più degli altri. Passata l’emergenza della cronaca nessuno se ne interessa più. Come vivono i medici questa parte della loro professione? L’ho chiesto proprio a Paola Lopizzo (Ospedale San Giovanni - Addolorata di Roma, unica ad eseguire interruzioni di gravidanza tardive) durante una pausa di una domenica di turno in ospedale.
di Alberto Gaino, La Stampa
23 agosto 2012

Sveva Taffara aveva alle spalle un'esistenza devastata, come se di anni, anziché i 26 anni anagrafici ne avesse un centinaio. Il suo corpo trovato in fondo un pozzo "in stato avanzato di decomposizione" a Barile (Potenza). La sua storia aiuterà a capire: il padre ha abusato di lei per lunghi anni.
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di Lea Melandri
17 gennaio 2012

3. La disciplina dei corpi (1978)

Con il movimento non autoritario si erano già affacciate alla scuola alcune importanti acquisizioni che, pur non essendo ancora legate alla problematica dei sessi, ne segnalavano conseguenze o connessioni:
a) l’astrattezza del soggetto che parla attraverso la storia, la cultura, tradizionalmente intese, soprattutto quella scolastica dei manuali, degli specialisti, dei rituali burocratici; un essere diviso, scorporato – non di fatto, si intende, ma nel modo di percepirsi, di rappresentarsi –, rispetto ad alcune condizioni materiali, inalienabili della sua esistenza: l’eredità biologica e psichica, la sopravvivenza economica, le cure necessarie per la conservazione della vita, tutte le potenzialità espressive e comunicative che passano attraverso il corpo.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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