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FAN PAGE

Fanpage.it
02 12 2013

L'ex Pdl al Pirellone sostiene la Lega nella proposta di una consultazione popolare per riaprire le case chiuse. L'obiettivo: raccogliere 500mila firme, ma basta anche la richiesta di cinque consigli regionali.

La frangia di centrodestra del consiglio regionale lombardo è per la legalizzazione e regolamentazione la prostituzione. Quello che per la Lega Nord è già un vecchio pallino, ora viene accolto anche dai membri dell'ex PdL al Pirellone.

La proposta è infatti quella di indire un referendum abrogativo per cancellare almeno parzialmente la legge Merlin che nel 1958 mise al bando le case chiuse.

Affianco alla firma del promotore, il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, ci saranno quelle di Giulio Gallera (Fi), Stefano Bruno Galli (lista Maroni presidente) e Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia).

I promotori spiegano comunque che non si vuole “l’abolizione totale, ma parziale della legge, per togliere le prostitute dalle strade e fare anche in modo che paghino le tasse”. L'idea è quella di sfruttare l'articolo 75 della Costituzione, “prevede la possibilità di indire un referendum popolare se si raccolgono 500mila firme oppure se viene richiesto da cinque Consigli regionali.

Quest’ultima mi sembra la strada più facile, speriamo che altre regioni seguano il nostro esempio”, spiega De Corato. Da parlamentare, il capogruppo di Fratelli d’Italia aveva già presentato una proposta di legge sul tema e quando era vicesindaco di Milano aveva chiesto al governo di far diventare un reato la prostituzione in strada.

Il sistema dei “consigli regionali” è stato utilizzato una volta sola nel 1948. Poi pochi mesi fa da nove Regioni per chiedere l'abrogazione della legge sul taglio di 969 uffici in tutto il Paese, fra tribunali, procure e sedi distaccate.

Biagio Chiariello


Padova: ragazzo gay denuncia i genitori omofobi

  • Feb 26, 2013
  • Pubblicato in FAN PAGE
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FanPage
26 02 2013

Il ventenne non ne poteva più delle continue ingiurie da parte dei genitori: il suo dramma è iniziato il giorno che ha deciso di raccontare la sua omosessualità.

Un'inquietante vicenda di omofobia è avventa nel padovano, dove un giovane ventenne gay, stanco delle offese a sfondo sessuale fatte dal padre e dalla madre, domenica mattina ha deciso di rivolgersi alle forse dell'ordine e denunciare il suo dramma. I genitori adesso dovranno rispondere  in concorso del reato di ingiurie. I due non sono una coppia di sprovveduti, bensì persone agiate e di buona cultura che, inspiegabilmente, anziché proteggere il figlio hanno deciso di offenderlo e discriminarlo, tentando ogni giorno di farlo sentire un “diverso”. L'unica colpa del ragazzo è stata quella di raccontare alla famiglia la sua omosessualità. da quel giorno la sua vita è stata un vero inferno, con continue umiliazioni che, infine, l'hanno convinto a sporgere denuncia.

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