Un'amica anestesista mi racconta che è vicina al burn-out: non ce la fa più, come tutti quei pochi medici non-obiettori che continuano a garantire l'applicazione della legge 194 sull'interruzione di gravidanza a prezzo di salute psichica e carriera. ...
Ha trentacinque anni. Quasi metà di una vita. Odiata, amata, combattuta, difesa, la legge 194 per l'interruzione di gravidanza, nella forma, è rimasta uguale a se stessa, ma nella sostanza? ...

Anatema laico

  • Domenica, 10 Novembre 2013 12:24 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
Loredana Lipperini
10 novembre 2013

C'è un racconto di Ray Bradbury,The Scythe, dove un uomo riceve una terribile eredità che inizialmente non comprende: una falce, come da titolo, e un appezzamento dove il grano cresce in modo discontinuo, e soprattutto marcisce appena viene tagliato. In cambio, avrà casa, animali, cibo per la propria famiglia.

Mangiagalli: attacco alla 194

  • Martedì, 08 Ottobre 2013 07:38 ,
  • Pubblicato in Flash news

GiULiA
08 10 2013

Campagna antiabortista davanti all'ospedale milanese. La denuncia delle associazioni Usciamo dal Silenzio, Libera università delle donne e Consultori privati laici.


Il comunicato delle associazioni milanesi di donne Usciamo dal Silenzio, Libera università delle donne e Consultori privati laici sulla campagna antiabortista davanti all'ospedale milanese.

Il 2 ottobre, all'entrata dell'ospedale, un uomo, "in divisa" da personale sanitario, con accanto un altarino, un crocifisso adorno di bambolotti fetali e una macabra scritta, ha distribuito volantini antiabortisti urlando "E' importante!!" dietro a una giovane donna che l'aveva rifiutato e che era diretta in ospedale. Quando lei ha obiettato che si trattava di un attacco alla legge dello stato, ha iniziato a ripetere, nell'indifferenza generale, che "un aborto è un bambino morto" e non ha dato spiegazioni alla domanda su chi l'avesse autorizzato a volantinare davanti a un ospedale cui si rivolgono anche le donne che decidono di interrompere la gravidanza. Il volantino, intriso di retorica antiabortista, è lo stesso che da oltre un anno viene distribuito davanti agli ospedali per caldeggiare il referendum sulla 194. Non è la prima volta che ciò accade: il gruppo No194 ha organizzato diverse maratone di preghiere con corredo di croci e bambolotti-feti davanti all'ospedale prima che, su pressione di gruppi di donne, gli venisse vietato il ritrovo.

La gravità dell'episodio è evidente: una persona con una divisa da personale sanitario fa, indisturbata, propaganda contro una legge dello stato, con un chiaro intento colpevolizzante e violento nei confronti delle donne che si recano nella più grande clinica ostetrica della città per chiedere informazioni o sottoporsi ad un'interruzione di gravidanza. Le associazioni delle donne Usciamo dal Silenzio, Libera università delle donne e Consultori privati laici, promotrici del Manifesto per la piena applicazione della 194, chiedono pubbliche spiegazioni dell'accaduto alla Direzione sanitaria dell'ospedale a tutti coloro che devono garantire una corretta applicazione della legge. Abbiamo sottolineato che ciò significa accoglienza, informazione e sicurezza dell'intervento per le donne che decidono di usufruire della legge 194: quello che, non una sola volta è accaduto davanti alla Mangiagalli, va esattamente nella direzione opposta e si configura come un atto violento e intimidatorio contro la responsabile scelta delle donne.

L'insostenibile ministra Lorenzin

  • Mercoledì, 18 Settembre 2013 09:59 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Ivan Cavicchi, Il Manifesto
17 settembre 2013

Nella relazione annuale presentata al parlamento sull'IVG (interruzione volontaria della gravidanza) c'è qualcosa di inesplicato. Non convince affatto la lettura che ne offre la ministra Lorenzin.
Cosa vuol dire che c'è "congruità" tra l'aumento del numero degli obiettori di coscienza e la riduzione del numero degli aborti?

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