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Comunicato
25 06 2015

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che istituisce la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sessuale in situazioni di conflitto. La data scelta, il 19 giugno, coincide con l'anniversario dell'adozione, nel 2008, della risoluzione 1820 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha riconosciuto la violenza sessuale come tattica di guerra e minaccia alla pace e alla sicurezza globali, e ha sancito che lo stupro e altre forme di violenza sessuale possono rappresentare crimini di guerra, crimini contro l'umanità e/o atti di genocidio.

Saluto con grande favore l'introduzione di questa giornata, segno dell'impegno non più rinviabile della comunità internazionale e dei singoli Stati su tema che mi è sempre stato a cuore e che mi ha vista, nel 2013, prima firmataria di una mozione in Senato.

Violenze sessuali e stupri sono gravi violazioni dei diritti umani e della legge internazionale umanitaria. Colpiscono principalmente donne e bambine e vengono perpetrate allo scopo di seminare il terrore tra la popolazione civile in zone di guerra, disgregare famiglie, distruggere comunità, nonché, in alcuni casi, modificare la composizione etnica della generazione successiva. Pensiamo che – solo negli ultimi decenni – si è parlato di 20.000-50.000 donne violentate in Bosnia, almeno 200.000 nella Repubblica democratica del Congo negli ultimi 12 anni di guerra, 60.000 donne stuprate durante la guerra civile in Sierra Leone, più di 40.000 in Liberia. Anche oggi abbiamo notizie quotidiane di violenze su donne e bambine commesse da Boko Haram in Nigeria, e dalle milizie dell'Isis in tutti i territori controllati dal Califfato.

Fermare le violenze e gli stupri nelle situazioni di conflitto e post-conflitto richiede dunque azioni urgenti a livello internazionale, tanto più urgenti oggi che donne, uomini e bambini in fuga dalle guerre, vittime di ogni tipo di violenza, attraversano a migliaia il Mediterraneo e chiedono asilo nel nostro continente. Secondo UNHCR, circa il 50% della popolazione mondiale dei rifugiati è costituito da donne e bambine, e circa l'80% è costituito da donne, spesso sole, con i loro figli. Si tratta di donne e bambine particolarmente vulnerabili, che spesso hanno subito violenza nei loro paesi di provenienza e durante il viaggio verso la salvezza, e che in troppi casi subiranno violenza anche nei luoghi che dovrebbero rappresentare un rifugio e una nuova opportunità di vita.

Il nostro impegno per combattere la violenza sessuale nelle situazioni di conflitto e di post-conflitto, perciò, deve andare di pari passo con la capacità di dare effettività al diritto alla protezione internazionale a donne, uomini, bambini che fuggono delle gravi crisi umanitarie in corso in larghe parti del pianeta, e di accoglierli con dignità, sia in Italia sia nel resto nell'Unione Europea.

Valeria Fedeli

Si parte in blocco. Senza l'Onu

Europa-Confini-MigrantiNella più totale confusione, mentre nel Mediterraneo succede di tutto, l'Europa continua ad annaspare. Si imbarca in una missione militare dai contorni poco chiari (manca ancora il via libera dell'Onu) e finge un onorevole compromesso sulla ripartizione di pochi migranti nei vari paesi.
Luca Fazio, Il Manifesto ...

Caschi Blu sotto accusa "Cibo e regali per fare sesso"

  • Venerdì, 12 Giugno 2015 08:35 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Stampa
12 06 2015

Sono almeno 480 le denunce per abusi sessuali contro i caschi blu dell`Onu, fatte dal 2008 al 2013, e un terzo hanno come vittime i bambini.

A rivelare questo imbarazzante fenomeno è stato lo stesso Palazzo di Vetro, attraverso un rapporto realizzato dallo UN Office of Internai Oversight Services (Oios), e pubblicato dalla Reuters.

Secondo questa inchiesta interna, i caschi blu usano abitualmente soldi, cibo, vestiti, gioielli, profumi e anche telefonini, per pagare le prestazioni sessuali, nonostante un regolamento emesso nel 2003 abbia vietato ogni genere di rapporto con le popolazioni locali, proprio per non compromettere la credibilità dell`organizzazione. ...

Europa unita, ma solo nell'intervento militare

E' un'Unione europea brava a menar le mani ma decisamente scarsa in solidarietà quella uscita dal vertice dei ministri degli Esteri e della Difesa di ieri a Bruxelles. [...] L'Europa che ancora una volta vede prevalere gli egoismi nazionali sugli interessi comuni. [...] Ieri l'ambasciatore libico all'Onu, Ibrahim Dabbashi, ha mostrato più di un dubbio sul pino messo a punto dall'Ue. "Non è una buona idea", ha detto il diplomatico riferendosi alla possibilità di affondare i barconi direttamente nei porti libici.
Carlo Lania, Il Manifesto ...

Quanto costerà all'Italia affondare i barconi

barcone migranti, foto Massimo SestiniNell'intero progetto del commissario Mogherini e dei suoi sostenitori europei (quanti si sfileranno?) si giocano vite umane con una leggerezza (o incapacità di capire) allarmante. Ma il "piano" - che sia Mogherini o Europa - è anche un grave pericolo. Vuol dire buttare benzina sul fuoco, perché non può che generare altro e peggiore conflitto. Non resta che sperare nel Consiglio di sicurezzaper sbarrare la strada a un impeto di follia che sembra dilagare. Pensate, l'Italia, quella degli "italiani brava gente", vuole la guida delle operazioni militari come se fossero l'Expo Due. Aiuta molto la trovata (lanciata dai leghisti e accolta dal mondo civile con entusiasmo), di chiamare "schiavisti" o "mercanti di carne umana" quel nuovo tipo di criminali detti anche "scafisti", il cui crimine consiste nel rispondere all'altro crimine, quello di  chiudere il mare.
Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano ...

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