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Il 6 maggio è il No Diet Day contro l'anoressia

  • Mercoledì, 06 Maggio 2015 10:52 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
05 05 2015

La giornata, spiega il National Center for Eating Disorders, è un'opportunità per incoraggiare ad avere stili di vita salutari senza l'ossessione per le taglie.

Nato nel 1992 da un'idea di Mary Evans Young, ex anoressica, fondatrice dell'associazione Diet Breakers, si è diffuso dagli Usa al Canada all'Australia. Contro l'ossessione del peso si celebra domani il "No Diet Day".

La giornata, spiega il National Center for Eating Disorders, è un'opportunità per incoraggiare ad avere stili di vita salutari senza l'ossessione per le taglie e promuove una campagna ricordando che il 30% delle bambine tra i 10-14 anni è stata a dieta pur avendo un peso normale.

 
 
 
 

Francia, stop alle modelle troppo magre

anoressiaIl parlamento ha approvato ieri una norma che vieta alle agenzie di far sfilare ragazze sotto un certo peso. Sanzioni pecuniarie molto pesanti per chi non rispetta i criteri indicati dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Francesca Pierantozzi, Il Messaggero ...

Anoressia senza magrezza, un nuovo allarme

Il Fatto Quotidiano
02 09 2014

L’anoressia cambia forma. In Italia soffrono di disturbi alimentari circa tre milioni di persone. Il nuovo allarme, lanciato da Melissa Whitelaw studiosa del Royal Children’s Hospital di Melbourne, prende di mira quella forma di anoressia che non da segni evidenti di magrezza.

Nolita campagna anti-anoressia di Oliviero Toscani“Ci ha sorpreso – ha spiegato la studiosa al quotidiano francese Le Figaro – vedere un numero così elevato di adolescenti anoressiche (9 volte su 10 si tratta di ragazze) con questo nuovo profilo, in un periodo di tempo così limitato”. Nel centro australiano le persone ‘normopeso’ rappresentavano l’8% del totale ma, ora, sono quasi il 50%. Spesso, prima dell’anoressia, questi ragazzi e ragazze hanno qualche chilo di più. I ricercatori invitano i genitori ad analizzare i comportamenti degli adolescenti in caso di dimagrimento veloce o di comportamento anomalo nei confronti del cibo. Ad essere prese di mira, in particolar modo sono le “diete fai da te” spesso pericolosissime. Nessuno dei ragazzi ricoverati nel centro australiano dove è stato eseguito lo studio,infatti, era stato seguito da un medico o da un nutrizionista durante la fase di dimagrimento. La percezione corporea e i comportamenti irrealistici verso il cibo sono i due fattori presi in considerazione da Melissa Whitelaw come cause principali di questa nuova forma di anoressia e invita pediatri e medici ad analizzare e informarsi su questa evoluzione della malattia.

La percezione corporea è un altro dei temi molto delicati che riguarda le adolescenti: le recenti statistiche dicono che 8 su 10 hanno una visione di sé distorta. Il mito della magrezza eccessiva le spinge in tunnel in cui alle volte è difficile venirne fuori. Ecco perché è fondamentale la prevenzione nelle scuole e la possibilità, fin da giovani, di avere all’interno del sistema scolastico uno psicologo a cui rivolgere le loro domande.

Il Fatto Quotidiano
06 08 2014

Carcere fino a 2 anni e multe da 10mila a 100mila per chi istiga all’anoressia o alla bulimia. Sono queste le nuove misure che il Parlamento, per un’iniziativa bipartisan presentata lo scorso 19 giugno a Montecitorio, intende prendere per contrastare gli oltre 300.000 siti internet e blog (cosiddetti “pro-ana” e “pro-mia”) che incitano alla magrezza estrema, con consigli su come smettere di mangiare e vomitare per raggiungere il traguardo dei 35 chili. Prima firmataria del 580-bis del codice penale (un’estensione del reato di incitamento al suicidio) è Michela Marzano, deputata del Pd, docente di Filosofia morale all’Università di Parigi V René Descartes e autrice di diverse pubblicazione tra cui “Volevo essere una farfalla”, storia della sua battaglia personale contro l’anoressia.

“Dopo avere pubblicato il libro ho ricevuto migliaia di email da genitori, insegnanti e personale medico che mi chiedevano un confronto sulle figlie, alunne e pazienti con disturbi alimentari”, spiega Marzano. “In Italia non esistono linee guida nazionali su questo fenomeno che è in continua crescita, né misure concrete per fermarlo. Una legge come quella che abbiamo appena presentato quindi è doverosa. Ricordo che in Francia una normativa simile sta per essere discussa al Senato”. L’intervento che è stato firmato, tra le altre, da Paola Binetti, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, prevede anche iniziative per migliorare l’educazione sanitaria e alimentare, la preparazione del personale sanitario e scolastico, la promozione delle diagnosi precoci e costerà in tutto ai cittadini 3 milioni di euro (per gli anni 2014, 2015 e 2016).

L’idea del carcere per arginare un fenomeno come quello dei disturbi alimentari sta però suscitando diverse polemiche. “E’ una legge assurda, ultraconservatrice, che porta a ragionare con la frusta”, dice Chiara Lalli, filosofa e giornalista autrice di diversi saggi (l’ultimo “La verità, vi prego, sull’aborto”). “Come si può pensare di mettere in prigione le autrici dei blog, dei siti internet, delle pagine Facebook che spesso sono proprio le ragazze che soffrono di anoressia? Invece di intercettare il loro malessere, magari agganciandole attraverso la rete, si pensa a punirle. La sensazione che ho è che questa misura sia stata fatta sull’onda di un impulso, che manchi di riflessione, di studio. E lo dico anche perché nella premessa c’è scritto che le ricerche sull’anoressia in Italia sarebbero poche. Basta informarsi un attimo per trovare una bibliografia sterminata in merito”.

La rilevanza penale della legge ha sollevato i dubbi anche della giornalista Angela Azzaro che ha scritto una lettera a Marzano. Pur apprezzando il tentativo di risolvere un problema “enorme e spesso sottovalutato”, Azzaro critica “la cultura punitiva” della legge: chi ha vissuto e conosce l’anoressia, spiega, “sa che non può esserci un colpevole che spinge una ragazza, e oggi anche molti più ragazzi, a cadere in un drammatico rapporto con il cibo e con se stessi”. Oltre al fattore culturale, che riguarda i modelli di bellezza e l’immaginario proposto da tv, giornali, cinema e web, dietro all’anoressia ci sono anche i drammi privati dei singoli individui.

Attacchi a cui ha replicato la stessa Marzano. “Le leggi”, spiega, “hanno sempre un valore simbolico. E nonostante le critiche mi stiano facendo riflettere sul modo migliore per modificare questa proposta, resto dell’idea che si debba trovare una soluzione di fronte ai siti pro-ana e pro-mia che, facendo l’apologia dell’anoressia e della bulimia, rischiano di intrappolare per sempre chi cerca solo di dire tutta la sofferenza che si porta dentro”.

Stefania Prandi


Anoressia, un dialogo intelligente

  • Mercoledì, 23 Luglio 2014 15:40 ,
  • Pubblicato in La Storia
23 luglio 2014

Qui di seguito trovate il dialogo che si sta sviluppando in questi giorni su Cronache del Garantista tra Angela Azzaro e Michela Marzano a proposito della proposta di legge sull'anoressia.

Cara Michela, cambia la legge su anoressia
Cara Angela, sull'anoressia una legge serve

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