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Atlasweb
18 03 2014

Un parrucchiere straniero è stato arrestato ieri dalla polizia morale saudita per aver tagliato i capelli a delle donne in un salone per soli uomini nella città portuale di Jeddah.arabiasauditadonne

Come riporta il quotidiano online Sabaq, gli agenti della Commissione per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio (polizia morale) hanno arrestato l’uomo dopo aver ricevuto una denuncia secondo cui una ragazza sarebbe entrata nel salone il cui accesso dovrebbe essere consentito esclusivamente a uomini.

Recatasi sul posto, la polizia morale ha sorpreso l’uomo mentre tagliava i capelli a una giovane donna con la porta del salone chiusa per evitare di essere visti.

Il parrucchiere, di cui il quotidiano non menziona la nazionalità, assicurando però che è un arabo, riceveva frequentemente donne a mezzogiorno, nell’orario di chiusura. I prezzi relativamente bassi, spiega il quotidiano, avrebbero spinto diverse giovani a frequentare il suo salone.

La polizia morale ha consegnato la ragazza alla sua famiglia, dopo che questa si era impegnata per iscritto a non ripetere una simile azione, e il parrucchiere alla giustizia.

Recentemente, le autorità saudite, in coordinamento con la polizia morale, hanno messo in marcia una nuova serie di rigide norme per impedire il contatto tra donne e uomini nei negozi che vendono prodotti femminili.

La Stampa
06 03 2014

L'Arabia Saudita ha la sua prima donna alla guida di una banca. Sarah Al-Suhaimi è il nuovo ceo della Nbc Capital, la maggiore banca di investimenti saudita, appartenente alla National Commercial Bank che ha appena annunciato l`intenzione di mettere sul mercato il 15 per cento delle proprie azioni. ...

 

La Stampa
05 03 2014

“Abbiamo diritto ad essere considerate cittadini come tutti gli altri”: è la tesi che ha spinto un gruppo di attiviste saudite ad inviare una petizione al Consiglio della Shura in Arabia Saudita chiedendo “la fine del dominio maschile e l’estensione dei diritti delle donne”.

Le 25 firmatarie del documento includono alcune docenti universitarie del regno wahabita che hanno deciso di compiere tale passo in coincidenza con l’8 marzo ovvero la Festa della Donna. Azizah al-Yousif, che ha aderito al documento, afferma a “Saudi Gazette” che l’”intenzione del nostro gruppo è di essere ascoltati” affinchè i “diritti delle donne vengano messi in cima alle priorità del Consiglio della Shura”, all’interno del quale vi sarebbero almeno due componenti favorevoli a discutere gli argomenti sollevati.

Il Consiglio della Shura è un organismo consultivo, composto da 150 membri, il cui mandato è proporre nuove leggi e correggere quelle esistenti, sebbene rimanga il sovrano l’unica autorità cui spetta emanarle e ordinarne l’applicazione. In particolare, la petizione delle femministe saudite suggerisce alcuni emendamenti “da adottare il prima possibile” che riguardano la fine dell’obbligo per le donne di avere un’”autorizzazione del guardiano maschio” per completare la propria istruzione, per lavorare o viaggiare. Le donne vogliono anche vedersi riconosciuto il diritto di essere parte civile nei processi, di ricevere trattamenti medici, chiede l’emissione di carte di identità e passaporti senza dover dimostrare di avere il consenso degli uomini. Il riferimento alle cure mediche ha a che fare con le vittime degli abusi domestici - donne e bambini - che chiedono di avere il diritto di farsi ricoverare in ospedale senza essere obbligati ad avere l’autorizzazione di mariti e padri che a volte sono gli stessi autori di tali violenze. Un’altra delle firmatarie, Haya al-Manee, in un articolo sul giornale “Al-Riyadh”, afferma che “il problema alla radice di tali carenze di diritti sta nel considerare le donne come dei minori che hanno bisogno di un’autorizzazione per ogni azione di rilevanza sociale” mentre “le donne saudite meritano di essere trattate da cittadini come tutti gli altri”.

E pensate che nel regno Saud, una donna, giornalista, scriva un articolo sulle note di "Imagine" di John Lennon: "Immagina se le donne potessero guidare...". E continua: "Immagina che sia l'anno 3000 e le donne guidano la macchina in Arabia Saudita. Vanno a prendere i bimbi da scuola, fanno un po' di spesa, e vanno al lavoro...". Immagina, sì, e battiti perché questa speranza si avveri. Lei l'ha fatto e oggi è diventata il nuovo direttore del quotidiano in inglese edito a Gedda, Saudi Gazette. ...

Women take the wheel in Saudi Arabia

  • Mercoledì, 18 Dicembre 2013 09:18 ,
  • Pubblicato in Flash news

Newyorker.com
18 12 2013

In this week’s issue of the magazine, Katherine Zoepf writes about an emerging women’s revolution in Saudi Arabia. Yesterday, we posted a slide show focussing on the inroads that women have made in the workforce, particularly in the retail sector, in a country where the majority of jobs go to men.

Today, we have a video about another facet of the women’s movement: the right to drive. Saudi Arabia is the only country in the world where women are barred from taking the wheel. The October 26th Campaign, which Zoepf wrote about for News Desk in November, was launched as a protest. The group collects videos of Saudi women driving in defiance of the ban and posts them online.

The video above, featuring commentary by Zoepf, shows a collection of clips from the campaign.


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