La pedofilia non ha confini di classe

  • Mercoledì, 04 Maggio 2016 10:55 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Salvador Dalì, AngelusBia Sarasini, Il Manifesto
4 maggio 2016

Non trova balsami e conforto in nulla il dolore per la morte violenta della piccola Fortuna Loffredo, la bambina buttata da un balcone dall'uomo che l'ha aggredita sessualmente, come sostiene l'accusa di un'indagine che con pazienza è venuta a capo di una vicenda che risale a due anni fa.

"Mai più bambine spose": a Roma il finto matrimonio

  • Martedì, 27 Ottobre 2015 14:52 ,
  • Pubblicato in Flash news

L'Unità
27 10 2015

Giorgia e Paolo sposi. 10 anni lei, 45 lui: davanti al Pantheon a Roma si è celebrato un "matrimonio forzato", una messa in scena che accende però i riflettori su una pratica diffusa che tocca ogni anno 13,5 milioni di bambine e ragazze in tutto il mondo, 37mila ogni giorno, secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). ...

Loredana Lipperini
05 10 2015

Questo è un post lungo che parla del Male. Un Male banalissimo, quotidiano, che potrebbe essere giudicato ininfluente perché non fa scorrere sangue, non viola leggi, al massimo provoca dolore nei diretti interessati. Eppure, quello che viene commesso dal gruppo di giovani persone di cui vi dirò è indubbiamente Male, con la maiuscola.

Il Male significa pubblicare su un sito di design (che teoricamente pubblicizza arredi e nei fatti accumula click e dunque “fa community” e racimola pubblicità) le fotografie di bambine scomparse: Denise Pipitone prima, le gemelline Schepp poi, invitando i navigatori - attraverso pagine a pagamento su Facebook - a visionare “le foto choc” e “per adulti” delle loro camerette. Foto reperite dalla rete, disseminate su tre pagine in modo da aumentare i contatti, incorniciate da banner pubblicitari e corredate da testi finto-commossi che, per non perdere di vista l’apparente fine del sito, si spingono anche a qualche critica estetica sul mobilio.

Questo è un post lungo e contiene una richiesta che va avanzata subito: vi racconterò tutto quello che in questi tre giorni ho capito, ma vi prego di non cercare on line i siti che verranno nominati. Non un solo click deve venire da questo post, visto che da questi click si trae profitto. E il modo per cercare quel profitto è, appunto, perseguire il Male.
Probabilmente con inconsapevolezza, al punto che resteranno stupiti dell'accusa i fondatori e collaboratori (facciamo subito i nomi, e togliamoci il dente) di Cookie srl, registrata a Napoli il 16 febbraio scorso, ovvero Ferdinando Cirillo (amministratore unico), Alessandro Gargiulo, Adamo Davide Romano (soci), Danila Mancini e Lazzaro Langellotti (i collaboratori che hanno firmato gli articoli sulle gemelline Schepp e Denise Pipitone).

La Cookie srl nasce per prestare servizi e consulenza nel settore della pubblicità e del marketing, si legge nella ragione sociale. Sul sito si enfatizza così: “Promuoviamo iniziative volte a creare, mantenere o rivitalizzare la presenza del brand sui social media”. Rivitalizzare. Segnarsi il verbo. Quelli di Cookie, che assicurano di sviluppare strategie per il social web e campagne pubblicitarie “di grande impatto”, vantano 450.000 visitatori unici. 11 milioni e mezzo di pagine visualizzate. 21 milioni di persone raggiunte. I loro progetti, o siti, sono diversi. Per cominciare, Quel che non sapevi, il cui obiettivo, si legge, è “condividere notizie e curiosità interessanti e sfatare falsi miti”. Per esempio: gli errori che fanno gli uomini con una vagina, oppure tutto quel che fa clickbait (un titolo o un sommario costruiti per farti continuare a cliccare), tipo ho trovato un iphone per terra e quel che c’era mi ha inquietato. Oddio, e che sarà, e tu clicchi, e loro ti aggiungono alle cifre.

Quel che non sapevi contiene un’informazione interessante, che ti porta a capire (non a giustificare) chi scrive efferatezze sulle camerette delle bambine morte:

“Quel che non sapevi nasce con un sistema molto semplice che ha già dimostrato la sua validità: i ricavi pubblicitari verranno condivisi con l’autore nella forma del 75% all’autore. L’occasione unica che si presenta con noi è che gli articoli ritenuti idonei alla pubblicazione genereranno guadagni all’autore non solo nei primi 30 giorni come la maggioranza dei siti web fanno, ma aumenteranno i guadagni di chi li scrive ogni mese fintanto che sono online. In questo modo l’autore, se scrive ad esempio 10 articoli al mese, il primo mese solare la sua rendita si basa su 10 articoli, il secondo mese solare su 20 e così via. Con il tempo e con l’aumentare degli articoli si può puntare in alto.Quel che non sapevi si impegna a condividere il tuo articolo su tutti i canali a disposizione, per scoprire meglio come e dove.. beh, conosci quanto sono popolati i nostri canali sui social network”.

Dunque, più scrivi e più teoricamente guadagni. Dunque, scrivi tanto. Danila Mancini, che ha firmato l’articolo sulle gemelline Schepp, ha scritto 75 post su argomenti diversi: il gorilla più bello del mondo, l’uomo più brutto del mondo che fa più sesso di te, i sette motivi per cui è meglio avere un seno piccolo. Lazzaro Langellotti, l’autore del post su Denise Pipitone, ne ha scritti 48: 5 metodi per scoprire le sue dimensioni, i 6 vantaggi di averlo piccolo, e così via.

Gli altri progetti di Cookie srl sono Super Viaggiare, Arredamento Shabby, Io ti maledico (e questa community, nata su Facebook, l’abbiamo frequentata in parecchi, per gioco, e personalmente me ne pento, se dal gioco nasce l’idea degli altri “progetti”), Gogossip, Miglior matrimonio, Makeup21, Cristianità, Roba da mamma e, appunto, Design Moderno.
Come si vede, il gruppo di soci, amici e scriventi (tutti ragazzi, tutti con belle facce allegre fotografate al mare, o davanti a una pizza, pieni di positività, una cosa tipo l’Italia che riparte, ecco) usa gli argomenti che si ritengono più trendy: le mamme, la religione, i matrimoni, il trucco e, certo, i pettegolezzi. Design Moderno è, invece e in apparenza, un sito di arredamento. O, per dirla con loro, “è alla ricerca dell'intuizione capace di cogliere e gestire il dialogo tra forme e materiali, prendendo ispirazione dagli architetti e designer che sono riusciti ad arredare e strutturare ambienti in grado di esaudire le aspettative anche del più esigente dei clienti”.

In effetti, ci sono anche post su come creare un mini bar a casa tua e sulla scrivania che diventa letto e le, wow, idee design per amanti dei gatti. Un po’ poco per generare click. Però c’è “case vip”: una cosa facile facile, un po’ di foto e un po’ di testo e guarda dove vivono Alessandra Sorcinelli e Lady Gaga. E la figlia dei marò, giuro. Giulia Latorre.
E le bambine scomparse, e forse morte. Poche settimane fa, Design Moderno spara questo post:

“Una bambola stretta tra le braccia, una torta per festeggiare il suo compleanno, un lettino dove sdraiarsi comodamente, un luogo confortevole dove condividere le gioie familiari. La casa di Denise è e rimarrà il luogo che mamma Piera le ha creato amorevolmente intorno, e che attende solo il suo ritorno”.

Denise è Denise Pipitone, scomparsa undici anni fa. Perché parlare della sua cameretta? Perché quelle immagini “devono rimanere impresse nella memoria di noi tutti, per non dimenticare mai!”
Anche se come arredatrice la mamma non era un granché, scrive Lazzaro Langellotti:

“Dalle immagini, circolate sui social network in particolare, si intravede il luogo dove è cresciuta serena Denise, un ambiente decisamente demodè, arredato in maniera modesta e semplice ma pur sempre carica di attenzioni per la bambina, tra cui giocattoli sparsi per la casa, un angolo a lei dedicato per il suo tempo libero (che sembra essere un piccolo asse per stirare i vestiti, di quelli che si vendono nei negozi giocattoli, n.d.r.), all’occorrenza colorati palloncini per decorare la cucina in occasione del suo compleanno. La casa, dov’è cresciuta Denise, è la tipica casa di una mamma che ha saputo piegare le esigenze dell’arredo ai bisogni della sua piccola figlia, che vuole soprattutto giocare e divertirsi”.

Piera Maggio, avvertita dell’articolo, ha parlato di “atto di sciacallaggio”:
“già una settimana fa sono venuta a conoscenza di questo articolo che rappresenta un vero e proprio atto di sciacallaggio, non si può sfruttare il dramma delle persone (vi sono altri articoli dello stesso tipo riferiti ad altre tragedie e fatti di cronaca) per un mero interesse commerciale, in modo da attirare l’attenzione dei navigatori di facebook ricevendo visualizzazioni. Questi signori, ai quali ho inviato una lettera chiedendo di cancellare l’articolo e dai quali però non ho ricevuto nessuna risposta, non hanno mai visitato la nostra casa e la cameretta della mia piccola Denise, quasi nessun giornalista ha visto la sua camera e né tanto meno pubblicato foto”.

Ed eccoci a noi, commentarium, perché questa era solo la premessa. Venerdì scorso, nella Timeline di Facebook, mi appare una “notizia” da una pagina sponsorizzata, appunto Design Moderno. “Guarda le foto della casa delle gemelline scomparse. Non noti nulla di strano?”. Le gemelline sono Alessia e Livia Schepp. Sono ritratte mentre giocano tranquille. Guardo la foto per qualche minuto, stupefatta: conosco la loro storia e l’ho recentemente riletta nel bel libro Mi sa che fuori è primavera, che Concita De Gregorio ha scritto raccogliendo l’invito di Irina, la mamma di Alessia e Livia. Mi chiedo come sia possibile. E apro il link.

Sono tre pagine, appunto, per racimolare più visite possibili e già che ci siamo farti cliccare su qualche inserzionista, perché il giro pubblicitario è notevole, si arriva attraverso i banner a siti magari sconosciuti ma molto indicizzati, aziende e aziendine, e cataloghi virtuali, più click più vendite. Cookie srl, se non si fosse capito, vende click. Danila Mancini li vende attraverso Alessia e Livia. Con questa giustificazione:

“Abbiamo deciso di rinnovare il ricordo delle gemelline scomparse, a partire proprio dalla loro casa, che vedevano come il luogo dove sono cresciute, il luogo che le avrebbe protette, il luogo dove giocavano insieme con i cuginetti, il luogo dove trascorrevano serenamente le loro giornate. E, invece, quella stessa casa si è trasformata nell’inizio della loro fine…”

E ancora e dalli con “Foto Choc” e “Per adulti”, e una ributtante descrizione che mira alla lacrima:

“Sul parquet, buttati lì a terra come se avessero finito da poco di giocare, i due pupazzetti di Alessia e Livia; tutto il resto è rimasto sì come lo hanno lasciato: le copertine colorate, le bambole sui lettini e il tappeto dove poggiavano i piedini appena sveglie, prima di correre da mamma e papà.”

Ecco, questo è il Male quotidiano in cui ci imbattiamo per caso. E raccontandovelo mi pongo la domanda ovvia, il rituale Come è possibile? Prevengo le risposte: la gente vuole questo (vecchia, carissimi: già sentita e già smentita migliaia di volte), se non lo facciamo noi lo fa qualcun altro (vecchia pure questa, e ipocrita: qualcuno dovrà pur cominciare a sfilarsi). E l’ultima: perché attaccare ragazzi e ragazze giovani e precari che creano lavoro e dunque costruiscono un futuro mentre voi, vecchia generazione, ce lo avete tolto?
Giusto.
Perché è un futuro orrendo, , dove si calpesta il minimo senso di pietà e di comunità reale per vendere il vuoto.
Perché crea sfruttati che per guadagnarsi la pagnotta scrivono di tutto, e scrivono pensando a ottenere click, e dunque la propria percentuale sui ricavi pubblicitari.
Perché questi non sono i valori del Nuovo: questo è l’inganno di chi dice di essere portatore di Nuovo e nasconde una vecchissima verità. Accumulare una miserabile ricchezza, a qualunque costo, e con qualunque mezzo.

Nuovo, auspicabilmente, è chi si opporrà a tutto questo.

Donne-bambineAdriano Sofri, La Repubblica
3 ottobre 2015

Era già successo, ma c'è sempre un  gradino più infame: cinque bambine mandate insieme a esplodere all'entrata di una moschea all'ora della preghiera della sera. ...

Dalla pedofilia alla schiavitù, il calvario delle bambine

  • Venerdì, 02 Ottobre 2015 10:33 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Venerdì di Repubblica
02 10 2015

Mina ha 14 anni e vive a Cibu, nelle Filippine. Non va più a scuola e non riesce a dormire - soffre di depressione, mancanza di autostima, comportamenti autodistruttivi - perché, da quando il padre ha dovuto smettere di fare il pescatore per una malattia, lei mantiene la famiglia togliendosi i vestiti davanti a una webcam. ...

Antonella Barina

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