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Soffia la caccia allo straniero

  • Mercoledì, 23 Marzo 2016 08:53 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Migranti EuropaGuido Viale, Il Manifesto
23 marzo 2016

Il cordoglio e la pietà per le vittime degli attentati di Bruxelles dovrebbero renderci più umani e non più feroci nell'affrontare il vero conflitto con cui dobbiamo misurarci se vogliamo prosciugare lo stagno dove sguazza il terrorismo islamista:

Attacchi terroristici a Bruxelles: teniamo i nervi saldi

  • Martedì, 22 Marzo 2016 13:29 ,
  • Pubblicato in LEFT
Magritte, OmbrelliCorradino Mineo, Left
22 marzo 2016

Nervi saldi. La testa del serpente ha chiamato le cellule in sonno a giocarsi l'ultima partita. Ed è successo. Kamikaze all’aeroporto Zaventem di Bruxelles, nel posto più accessibile, la hall delle partenze, vicino a un "obiettivo" i banchi dell’American Airlines. Bombe nella metropolitana.

La gioventù del pianeta che chiede risposte

cervelliL'incontro aveva per titolo "The Post 2015 Agenda e il ruolo della gioventù" e la gioventù, per una volta, c'era davvero: in teatro 125 nazionalità, sul palco almeno una dozzina. I ragazzi gli hanno posto questioni vere. Ne riporto alcune. La gente, come sapete, si giudica dalle domande. Siamo la generazione più istruita della storia, eppure siamo quella che fa più fatica a trovare un lavoro decente. Mi spiega perché? (Elena Georgalla, 24 anni, Cipro)
Beppe Severgnini, Corriere della Sera ...
trafficanti di migrantiDi fronte a tanta determinazione, c'è da aver paura. C'è da aver paura per i migranti. Fino a oggi infatti ogni volta che Bruxelles ha annunciato di voler contrastare i mercanti di uomini, a fame le spese sono state proprio le centinaia di migliaia di disperati che ne sono vittime.
Carlo Lania, Il Manifesto ...

Il Fatto Quotidiano
01 06 2014

Armato di kalashnikov e di una pistola è stato fermato a Marsiglia. Si chiama Mehdi Nemmouche e sarebbe stato in Siria nel 2013 con dei jihadisti. Durante l'attacco antisemita del 24 maggio quattro persone furono uccise. Gli investigatori hanno trovato anche due teli con le scritte "Stato islamico in Iraq e nel Levante" (Isis) e"Allah Akhbar" (Allah è grande). È in stato di fermo per omicidio plurimo e terrorismo

Un francese armato di kalashnikov e di una pistola è stato fermato a Marsiglia per la strage del museo ebraico di Bruxelles. Si chiama Mehdi Nemmouche e sarebbe stato in Siria nel 2013 con dei jihadisti. L’uomo, secondo gli inquirenti, è il sospetto dell’attacco antisemita del 24 maggio, quando quattro persone furono uccise. La sparatoria al museo ebraico ha provocato la morte di una coppia di israeliani, di una volontaria francese e di un impiegato belga.

Il francese ha 29 anni ed è originario di Roubaix, nel nord della Francia. Sarebbe stato schedato come seguace della jihad islamica in Siria dai servizi interni francesi (DGSI). È stato bloccato alla stazione ferroviaria marsigliese di Saint-Charles dai servizi doganali, che l’hanno trovato su un pullman proveniente da Amsterdam e Bruxelles. Aveva un fucile kalashnikov e una pistola con munizioni dello stesso tipo di quelli usati nella strage. Gli investigatori hanno trovato anche due teli con le scritte “Stato islamico in Iraq e nel Levante” (Isis) e”Allah Akhbar” (Allah è grande). È in stato di fermo per omicidio plurimo e terrorismo.

In un video di 40 secondi sequestrato a Mehdi Nemmouche inquadra le armi in suo possesso e si sente la sua voce che dice: “Al museo ebraico la telecamera non ha funzionato”. Per il procuratore di Parigi, Francois Molins, ci sono “indizi gravi e concordanti” sulla colpevolezza del fermato. In una conferenza stampa, Molins ha confermato che Nemmouche, pregiudicato per diverse rapine, è rimasto in carcere fino al termine del 2012, poi “tre settimane dopo essere uscito di prigione è partito per la Siria, dove è rimasto un anno”. Secondo il procuratore, la “radicalizzazione” di Nemmouche, è avvenuta in carcere, dove il sospetto “esortava alla preghiera collettiva i detenuti durante l’ora d’aria”.

Oltre alla telecamera – nei giorni scorsi i media belgi avevano rivelato che l’attentatore aveva filmato la sua azione – un altro indizio per gli investigatori è quel cappellino con visiera che il sospetto indossava al momento dell’arresto e che sembra simile a quello visibile sul capo dell’assassino nelle immagini della videosorveglianza diffuse dopo la strage. Il fermo di Nemmouche può durare fino a 96 ore, quindi fino a martedì ma può essere prolungato a 144 ore nel caso che gli inquirenti affermino che se il fermato venisse rilasciato si sarebbe in presenza di un’imminente minaccia terroristica.

Il dettaglio della strage filmata aveva ricordato “il killer di Tolosa” Mohammed Merah, il giovane seguace della jihad islamica che nel marzo 2012 uccise fra Tolosa e Montauban sette persone – tra queste anche tre bambini di una scuola ebraica – con l’intenzione di diffondere le sue immagini in rete.

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