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Quale che sia la ragione, un primo cambiamento si è registrato nella considerazione dell'emergenza migranti e l'opinione pubblica anche italiana sembra finalmente cogliere la valenza epocale di quanto sta accadendo. Non semplice emergenza.
Peppe De Cristofaro, Cronache del Garantista ...

La spartizione dell'accoglienza

  • Giovedì, 12 Marzo 2015 10:13 ,
  • Pubblicato in Flash news
Panorama
12 03 2015

Le 403 villette variopinte sbucano all'altezza di Mineo, sulla statale che da Catania porta a Gela. Lo chiamavano il "Residence degli aranci": era l'alloggio per i marines di Sigonella. E'diventato un Cara, Centro d'accoglienza per i richiedenti asilo: ospita 3.500 immigrati sbarcati sulle cose siciliane, dà lavoro a 400 persone e muove centinaia di milioni di euro. Soldi pubblici, ovviamente.

Su questo colosso dell'ospitalità ora indagano la Direzione distrettuale antimafia di Catania e la Procura di Caltagirone. La pericolosa saldatura tra denaro, politica e cooperative è l'oggetto delle inchieste. Che sono a una svolta. ...

Degrado e illegalità nel centro rifugiati di Alfano

Corriere della Sera
13 02 2015

A Mineo si trova il centro rifugiati più grandi d'Europa e costa allo Stato oltre 30 milioni l'anno (come già mostrato in un’inchiesta sugli appalti legati al CARA pubblicata da Reportime).Ogni giorno al Cara vengono corrisposti 35 euro per ognuno dei 3500 migranti e ad ogni ospite spetterebbe una quota giornaliera di €2.50 in buoni acquisto ma, incredibilmente, la cifra viene talvolta corrisposta in sigarette con le quali, per stessa ammissione del Cara, alimentano un mercato nero.

Cinquestelle e Sel hanno fatto più interrogazioni parlamentari e il ministero dell’Interno ha assicurato che “effettua il controllo tramite le prefetture”. La prefettura di Catania però non ha mai risposto alla richiesta di accesso ai rapporti ispettivi da noi inoltrato per finalità di informazione, pertanto non possiamo sapere che cosa ne pensa del commercio abusivo tollerato dai gestori, dei servizi igienici previsti dal capitolato ed erogati solo in parte, dei gravissimi reati commessi all'interno del Cara o della scarsa vigilanza sulle attività dei migranti, monitorati solo tramite un badge elettronico.

Nonostante il rischio incendi, poi, manca un presidio dei vigili del fuoco: non è mai stato disposto dall’ex commissario per l’emergenza immigrati Giuseppe Castiglione, oggi sottosegretario all’Agricoltura e luogotenente in Sicilia di Ncd.

Come mostrato in un’inchiesta pubblicata la settimana scorsa su Reportime, sempre di Ncd è Anna Aloisi, sindaco del Comune di Mineo, dove la presenza del Centro di accoglienza ha prodotto ben 400 nuovi posti di lavoro. E forse non è dunque un caso che proprio il partito del Ministro Alfano, responsabile per competenza di tutti i centri per immigrati, qui a Mineo abbia sbaragliato qualsiasi record, raggiungendo nella città catanese il 40% dei voti, rispetto al 4% ottenuto su scala nazionale.

Claudia Andreozzi

A Pozzallo duecento siriani sono in sciopero della fame nel centro di prima accoglienza all'interno del porto. Di "accoglienza" c'è ben poco: secondo i profughi, la polizia sarebbe impegnata nel prendere le impronte in modo violento
Stefano Pasta, Il Fatto Quotidiano ...

Cara di CastelNuovo, puniti migranti che si sono ribellati

  • Venerdì, 18 Luglio 2014 12:58 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
18 07 2014

Espulsi dal circuito dell'accoglienza i migranti che si erano ribellati nel Cara di CastelNuovo di Porto alle porte di Roma. La denuncia e il sostegno ai migranti di movimenti e associazioni

Nel maggio e giugno 2014 i migranti del Centro d'accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto hanno organizzato diverse proteste dentro e fuori il centro per denunciare la mancanza di servizi, quali la tutela sanitaria, legale, sociale ed un modesto pocket money di 2,50 euro al giorno, dovuta ad una cattiva gestione della struttura da parte della Cooperativa Auxilium (cooperativa che fino a pochi mesi prima gestiva il Cie di Ponte Galeria). La risposta da parte dell'ente gestore e delle istituzioni è stata il dispiegamento di poliziotti in assetto antisommossa che in diverse occasioni sono entrati nelle stanze da letto del centro di accoglienza usando violenza indiscriminata contro i migranti inermi e manganellando e arrestando donne e uomini che avevano bloccato la strada antistante il CARA, in seguito alla non volontà della Cooperativa di dare seguito agli accordi precedentemente presi.

A distanza di un mese circa, quegli stessi migranti sono in questi giorni individuati ed espulsi dal CARA e dall'intero circuito dell'accoglienza sia locale che nazionale per mezzo di una revoca dell'accoglienza predisposta dalla Questura e dalla Prefettura di Roma. Provvedimento palesemente avverso alla libertà di parola e azione ma anche come futuro monito e forma di ricatto verso i migranti che accedono al circuito dell'accoglienza.

Decine di richiedenti asilo e rifugiati stanno perdendo così l'unico sostegno che lo Stato contemplava perché hanno osato opporsi ai canali assistenziali passivizzanti e alienanti, e perché hanno richiesto il rispetto di diritti che la legge sull'accoglienza garantisce, diritti disattesi però da chi riveste unicamente il ruolo di ente gestore di una struttura finanziata da denaro pubblico e che vuole arricchirsi sulla pelle dei migranti.

Le persone espulse dal circuito dell'accoglienza vivevano già in condizioni di precarietà ed incertezza di status giuridico, fragilità psicologica ed esclusione sociale. Con questo provvedimento è confermata la logica della discriminazione e del controllo sulle vite dei migranti, l'umiliazione e la violazione della libertà di espressione. Lo Stato italiano costringe così alla strada e alla completa indigenza persone che per legislazione nazionale e internazionale dovrebbero invece ricadere sotto la sua protezione. E lo fa perché hanno osato alzare la testa ed esigere rispetto, dignità e diritti; un attacco alla libertà di espressione di chiunque, non solo della loro.

Contro questa ennesima violazione dei diritti della persona come rete di associazioni garantiremo un supporto legale per denunciare l'illegittimità di questa prassi, e chiediamo l'immediato reinserimento dei migranti all'interno del CARA e l'apertura di un tavolo di discussione (di trattativa) che accolga le rivendicazioni avanzate dai migranti stessi e il rispetto dei loro diritti.

Laboratorio 53

RM_ResistenzeMeticce

Servizio Civile Internazionale

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