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Cara di CastelNuovo, puniti migranti che si sono ribellati

  • Venerdì, 18 Luglio 2014 12:58 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
18 07 2014

Espulsi dal circuito dell'accoglienza i migranti che si erano ribellati nel Cara di CastelNuovo di Porto alle porte di Roma. La denuncia e il sostegno ai migranti di movimenti e associazioni

Nel maggio e giugno 2014 i migranti del Centro d'accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto hanno organizzato diverse proteste dentro e fuori il centro per denunciare la mancanza di servizi, quali la tutela sanitaria, legale, sociale ed un modesto pocket money di 2,50 euro al giorno, dovuta ad una cattiva gestione della struttura da parte della Cooperativa Auxilium (cooperativa che fino a pochi mesi prima gestiva il Cie di Ponte Galeria). La risposta da parte dell'ente gestore e delle istituzioni è stata il dispiegamento di poliziotti in assetto antisommossa che in diverse occasioni sono entrati nelle stanze da letto del centro di accoglienza usando violenza indiscriminata contro i migranti inermi e manganellando e arrestando donne e uomini che avevano bloccato la strada antistante il CARA, in seguito alla non volontà della Cooperativa di dare seguito agli accordi precedentemente presi.

A distanza di un mese circa, quegli stessi migranti sono in questi giorni individuati ed espulsi dal CARA e dall'intero circuito dell'accoglienza sia locale che nazionale per mezzo di una revoca dell'accoglienza predisposta dalla Questura e dalla Prefettura di Roma. Provvedimento palesemente avverso alla libertà di parola e azione ma anche come futuro monito e forma di ricatto verso i migranti che accedono al circuito dell'accoglienza.

Decine di richiedenti asilo e rifugiati stanno perdendo così l'unico sostegno che lo Stato contemplava perché hanno osato opporsi ai canali assistenziali passivizzanti e alienanti, e perché hanno richiesto il rispetto di diritti che la legge sull'accoglienza garantisce, diritti disattesi però da chi riveste unicamente il ruolo di ente gestore di una struttura finanziata da denaro pubblico e che vuole arricchirsi sulla pelle dei migranti.

Le persone espulse dal circuito dell'accoglienza vivevano già in condizioni di precarietà ed incertezza di status giuridico, fragilità psicologica ed esclusione sociale. Con questo provvedimento è confermata la logica della discriminazione e del controllo sulle vite dei migranti, l'umiliazione e la violazione della libertà di espressione. Lo Stato italiano costringe così alla strada e alla completa indigenza persone che per legislazione nazionale e internazionale dovrebbero invece ricadere sotto la sua protezione. E lo fa perché hanno osato alzare la testa ed esigere rispetto, dignità e diritti; un attacco alla libertà di espressione di chiunque, non solo della loro.

Contro questa ennesima violazione dei diritti della persona come rete di associazioni garantiremo un supporto legale per denunciare l'illegittimità di questa prassi, e chiediamo l'immediato reinserimento dei migranti all'interno del CARA e l'apertura di un tavolo di discussione (di trattativa) che accolga le rivendicazioni avanzate dai migranti stessi e il rispetto dei loro diritti.

Laboratorio 53

RM_ResistenzeMeticce

Servizio Civile Internazionale

Dinamo Press
10 Giugno 2014

Pesantissime cariche delle forze dell'ordine contro i richiedenti asilo del Cara di Castelnuovo di Porto, che avevano inscenato un blocco stradale nelle prime ore di stamattina per protestare contro Auxilium, l'ente gestore.
Repubblica.it
10 06 2014

Nuova protesta degli immigrati per le condizioni di vita nella struttura. Identificati attivisti delle reti antirazziste.

Rivolta nel Cara di Castelnuovo, bloccata per ore la Tiberina, cariche della polizia"Trattateci come esseri umani". E' di nuovo protesta, la seconda in meno di un mese, nel Cara di Castelnuovo di Porto, vicino Roma. I rifugiati questa mattina, intorno alle sette, hanno occupato la via Tiberina lamentando le condizioni di vita nel Centro e il mancato pagamento della diaria.

Alcuni di loro hanno esposto cartelli, altri striscioni, altri si sono sdraiati a terra davanti ai camion per bloccare la circolazione. I migranti hanno chiesto un confronto con la cooperativa Auxilium che gestisce il centro. Dopo un'ora e mezzo è intervenuta la polizia che ha caricato i manifestanti per disperderli. Alcuni di loro sono fuggiti tra i campi rincorsi dagli agenti.

Gli attivisti delle reti antirazziste giunti all'alba per un presidio sono stati identificati e raccontano, anche su Twitter, di aver assistito pure a strattoni, spinte e pestaggi a danno di un paio di migranti in protesta. Un carabiniere si è invece ferito inseguendo uno dei migranti.

Le forze dell'ordine, stando a quanto hanno spiegato al telefono i migranti agli attivisti, sarebbero poi entrate nella struttura e anche lì si sarebbero verificati risse e disordini.

Ma il direttore del Cara, Vincenzo Lutrelli, ridimensiona l'accaduto: "Le Forze dell'ordine hanno risolto la situazione della Tiberina, dove c'era un gruppo di ospiti, non so se ci sono stati scontri. Al momento i migranti sono tornati nella struttura, e impediscono l'ingresso dal cancello principale". Per Lutrelli l'attuale gestione "continua a pagare l'illegittimità di quella precedente, con gli ospiti che rifiutano di usare il negozietto interno già attivo, tranne che per sigarette e cellulari. Loro vogliono invece il buono cartaceo, che la Prefettura ha stabilito si debba continuare a erogare come previsto dal capitolato".

L'ultima rivolta era scoppiata il 16 maggio scorso quando gli ospiti della struttura hanno bloccato l'ingresso, per contestare le condizioni del centro, impedendo il cambio turno. Dopo avere abbattuto la recinzione, gli agenti hanno caricato i manifestanti, colpendone alcuni con i manganelli. Allora c'erano stati feriti tra le forze dell'ordine e i migranti e otto persone erano state fermate dopo gli scontri.

A scatenare la rabbia, il mancato pagamento del "pocket money", il salario di 2,5 euro al giorno che veniva dato il primo del mese. E' stato abolito dal 7 aprile, quando a gestire il centro è arrivata la cooperativa Auxilium al posto della Gepsa. Doveva essere sostituito da una carta prepagata per fare la spesa, che però non è mai stata consegnata ai richiedenti asilo.

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