#StandUp4Palestine

  • Martedì, 15 Luglio 2014 13:35 ,
  • Pubblicato in Flash news

Casa per la pace Milano
15 07 2014

Un messaggio di pace e libertà per attirare l’attenzione di media e opinione pubblica sull'occupazione militare israeliana in Palestina e sull’escalation di violenza che in questi giorni si sta abbattendo sulla popolazione civile palestinese.

Condividi per aiutarci ad abbattere il muro del silenzio:

#GiveBackOurFreedom

#StayHuman

#StopImpunity

La campagna non è contro i cittadini israeliani, ma contro le politiche del loro governo. La campagna è contro l'antisemitismo, il razzismo e il fondamentalismo in ogni loro manifestazione.

EN

A message of peace and freedom in order to draw the attention of the media and public opinion to the Israeli military occupation in Palestine and to the escalation of violence that is mowing down the Palestinian population.

Please share to help us break down this wall of silence:

# GiveBackOurFreedom
# StayHuman
# StopImpunity

This campaign is not against Israeli citizens, but against their government’s policy. The campaign is against anti-Semitism, racism and fundamentalism in all their forms.

AR

 

هذه رسالة سلام و حرية لنلفت نظر الرأي العام والإعلام حول الإحتلال العسكري الإسرائيلي لفلسطين والعنف اتجاه شعبه.

شارك في حملة كسر حائط الصمت

# GiveBackOurFreedom

# StayHuman

# StopImpunity

 

هذه الحملة ليست موجهة ضد المواطن الإسرائيلي انما اتجاه سياسة حكومته. هذه الحملة ضد

HEB

מסר של שלום וחירות שנועד לעורר את תשומת הלב של התקשורת ושל דעת הקהל לכיבוש הצבאי הישראלי בפלסטין ולהסלמה במעשי האלימות הננקטים בימים אלה נגד האוכלוסייה האזרחית הפלסטינית.

שתפו כדי לעזור לנו לשבור את חומת השתיקה:

#GiveBackOurFreedom

#StayHuman

#StopImpunity
קמפיין אינו נגד אזרחי ישראל אלא נגד מדיניות ממשלתה. זהו קמפיין נגד כל גילוי של אנטישמיות, גזענות ופונדמנטליזם

 

 

FR

Ceci est un message de paix et de liberté, afin d'attirer l'attention des médias et de l’opinion publique sur l'occupation militaire israélienne en Palestine et sur l'escalade de la violence qui frappe la population civile palestinienne ces derniers jours.

Partagez, pour nous aider à briser le mur du silence:

# GiveBackOurFreedom
# StayHuman
# StopImpunity

La campagne n'est pas contre les citoyens israéliens, mais contre la politique de leur gouvernement. La campagne est contre l'antisémitisme, le racisme et le fondamentalisme dans toutes ses manifestations.

ES

Un mensaje de paz y de libertad con el objetivo de atraer la atención de los medios de comunicación y de la opinión pública sobre la ocupación militar israelí en Palestina y sobre la escalada de violencia que sufre la población civil palestina en estos días.

Comparte para ayudarnos a romper el muro de silencio:

# GiveBackOurFreedom
# StayHuman
# StopImpunity

Esta campaña no está dirigida contra los ciudadanos de Israel, sino contra la política de su gobierno. La campaña es contra el antisemitismo, el racismo y el fundamentalismo en todas sus manifestaciones.

A Beit Hanun cercano di mantenere la calma. O almeno è questo che ci dice al telefono Sari, amico di un collega di Gaza, al quale abbiamo telefonato per saperne di più. «Non è facile, la paura è tanta. Abbiamo ancora negli occhi le scene di Piombo fuso», aggiunge. ...
Una cappa di rabbia e il dolore è gravata sulla parte araba della Città Santa, con la tensione ha cominciato salire fin dalle prime luci dell'alba per questo primo venerdì di Ramadan, il mese sacro dei musulmani. ...

Resistenze Meticce, per lottare insieme

  • Mercoledì, 18 Giugno 2014 07:24 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
18 06 2014

Resistenze Meticce è un progetto che ha l’ambizione di coniugare conflitto e mutualismo sul terreno dei diritti dei migranti.

Migranti che arrivano, se il mare non li uccide, e hanno diritto ad un’accoglienza degna; migranti “che passano” in Italia e guardano all’Europa, sognando e provando a raggiungere altri Paesi; italiani che rimangono migranti perché le leggi negano loro la cittadinanza[..] ; lavoratori che siccome sono migranti vengono sfruttati di più; migranti che restano, almeno per un po’, e hanno diritto a vivere degnamente, così come noi, precari, studenti, disoccupati del terzo millennio che lottiamo ogni giorno per un presente e un futuro diversi, migliori.

La nostra sfida è quella di tenere assieme l’istinto a ribellarsi a condizioni e prospettive di vita ingiuste, spesso indegne, e la capacità di costruire quotidianamente esperienze mutualistiche fatte di servizi gratuiti, solidali e aperti a tutti: scuole di italiano, sportelli di tutela legale, sportelli di difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, punti informativi per il diritto alla salute, momenti di formazione e di socialità. Siamo luoghi e soggetti diversi disseminati nella metropoli romana, non vogliamo chiamarci “rete” per non rischiare di rimanerci impigliati. Proveremo ad essere dove vedremo desiderio di rivolta e bisogno di libertà, dove sentiremo rivendicazioni di diritti e voglia di dignità. Insieme, migranti e non. Insieme, meticci.


Vi aspettiamo venerdì 20 @Scup per discutere de "L'Europa dei Cie" e presentare le nostre Resistenze Meticce.


Chi siamo, dove siamo, cosa facciamo:


ESC INFOMIGRANTE

via dei Volsci, 159 - ESC Atelier Autogestito (www.escatelier.net)

Scuola di Italiano ESCOOL

Mercoledì e giovedì 18-20 (riaprirà a settembre con nuovi orari)

Sportello di autotutela legale

Martedì 18-20

Contatti:

infomigrante.wordpress.com


SCUOLA DI ITALIANO LAB!PUZZLE

Via Monte Meta 21

lunedì-martedì-giovedì 20.33-22.00

Contatti:

fb: Puzzle Welfareinprogress

www.labpuzzle.org


YO MIGRO

Via Umberto Partini, 21 Casalbertone (RM) bus 409-545

Sportello di supporto legale - martedì dalle 18-21

Scuola di italiano - martedì e giovedì dalle 19.30-21

Corso di patente (preparazione all'esame scritto) - martedì dalle 19.30-21

Ambulanti / Centro di orientamento sanitario - martedì e giovedì dalle 19-21

contatti:

fb: Yo Migro cell:388.7724819

fb: Ambu lanti cell: 380.1823173


ASAILUM

viale Carlo Felice, 69a - C.S.O.A. Sans Papiers #occupybankitalia

via Nola, 5 - S.Cu.P. Sport e Cultura Popolare

Scuola di italiano @ S.Cu.P.

Lunedì e venerdì 18-20

Donne al vertice, la partita comincia

  • Mercoledì, 16 Aprile 2014 13:37 ,
  • Pubblicato in INGENERE

Ingenere
16 04 2014

Emma Marcegaglia all’Eni, Patrizia Grieco all’Enel, Luisa Todini alle Poste, Catia Bastioli a Terna. Il poker di donne calato ieri dal presidente del Consiglio ha caratterizzato la tornata di nomine pubbliche nell’economia più importante dal 2005. Il rinnovamento si affida al femminile, almeno nei titoli e nell’immagine. Come ha scritto Maria Silvia Sacchi sul Corriere della Sera, il governo non si è limitato a rispettare la legge sulle quote di genere nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali, ma ha fatto arrivare le donne al vertice, alla presidenza. Non era mai successo nella storia dell’economia pubblica italiana, prima nelle Partecipazioni statali e poi nelle società loro eredi; e succede raramente – e solo da poco – anche nell’economia privata.

Questo è un fatto incontestabile, e positivo; anche se nel portare quattro donne ai massimi vertici delle più importanti aziende nazionali, si è badato bene a tenerle alla larga dalla stanza dei bottoni “esecutivi”. Infatti le quattro donne nominate hanno tutte la carica di presidente, piena di onori e visibilità ma assai parca di deleghe operative, mentre queste ultime sono nei cassetti degli amministratori delegati (tutti uomini, e non soggetti al nuovo tetto alle remunerazioni fissato invece per i ruoli di presidente). Ma pazienza: intanto le donne sono entrate in campo con tutti gli onori, poi chissà, alla prossima tornata (o già in questa, al momento di regolare la governance societaria) qualcuna riuscirà anche a toccare palla.

Tutto bene, dunque? No. Più che nel tipo di carica e nelle deleghe, i limiti dell’operazione sono tutti nella stessa parola-chiave del suo successo: l’immagine. Ormai è evidente: Matteo Renzi ha affidato la grandissima parte del suo successo di immagine alle donne. Nominando una segreteria paritaria del Pd e un governo paritario, imponendo 5 capilista donne alle elezioni europee, e adesso con le quattro presidenti. Definire queste come operazioni di immagine non equivale a sminuirle, o considerarle ininfluenti: la politica vive di immagini, soprattutto qui e ora. Ma volta per volta sceglie immagini diverse. Il premier più giovane della storia d’Italia ha capito che il “prodotto” donna vende; che l’immagine di una politica fatta da club maschili è perdente, e quella che ci avvicina al resto del mondo è vincente; e anche che con questo “trucco” può riuscire a smontare assetti di potere calcificati, nel manuale Cencelli delle candidature come delle nomine (pare che molti candidati si sono sentiti dire, in questi giorni: “saresti perfetto, ma sai, in questa carica devo scegliere una donna”…). Chi ha sempre chiesto questo rinnovamento dal basso, potrà storcere il naso di fronte a una parità elargita dall’alto, da un uomo solo al comando: ma potrà anche incassare, come una sua vittoria, la nuova immagine della politica e del potere – sia essa scelta per convinzione o per furbizia.

Ma la soddisfazione per la rottura del tetto di cristallo non significa rinuncia alla critica e alle valutazioni di merito. Tutt’altro: il riequilibrio dei pesi a favore della leadership femminile è sostenuto proprio in nome del merito e delle competenze, dunque siamo obbligate a leggere i cv delle donne e degli uomini prescelti. Sugli uomini, poco da dire: erano già tutti nel giro degli “old boys network”, il governo non ha rischiato e ha premiato carriere interne, con qualche spostamento importante. C’è il meritorio risultato di aver evitato di mantenere in sella manager che erano lì da anni e anni (e che saranno lautamente risarciti per il “mancato rinnovo”), ma un vero rinnovamento, di facce e carriere, non c’è. Per le donne, difficile non notare che due delle quattro prescelte – le più note al pubblico, essendo ospiti abituali di talk show tv come Ballarò – hanno in comune carriere politico-istituzionali e dinastie economiche familiari. Luisa Todini, imprenditrice in quanto erede di un’importante società di costruzioni romana, è stata anche parlamentare europea di Forza Italia; Emma Marcegaglia, dell’omonima dinastia metallurgica, è stata per molti anni presidente di Confindustria, e per molto tempo ha gestito rapporti politici più che conti aziendali. Possibile che, fuori dal club managerial-politico maschile, ci siano solo ricche famiglie e carriere politiche? Che le donne siano capaci di maneggiare la pesante materia economica solo se “figlie d’arte”? No, non è possibile, non è così; e il gigantesco archivio di competenze femminili messo su dalla Fondazione Bellisario, proprio in occasione dell’attuazione della legge sulla parità di genere nelle società quotate, lo testimonia. Migliaia di donne che lavorano più o meno nell’ombra, meno adatte alle poltroncine dei talk show e più abituate ai tavoli delle riunioni e ai desk dei loro studi. Spulciando bene, si sarebbero potute trovare figure meno note ma anche meno a rischio di conflitti d’interesse o di intrecci politici. Intendiamoci, lo stesso vale per gli uomini, bisogna guardarsi bene dalla vecchia abitudine di passare al setaccio i difetti delle nuove arrivate donne e chiudere un occhio su quelli consolidati dei loro colleghi. Però sappiamo anche che dall’operato delle neo-nominate (così come da quello delle ministre) dipenderà la direzione della svolta paritaria impressa ieri al governo dell’economia: se resterà a livello d’immagine, oppure si farà sostanza, con una radicale innovazione nei metodi e nella trasparenza. Comincino i nuovi vertici delle società pubbliche a dirci subito cosa vogliono fare, di queste società e dei loro cruciali business. E Marcegaglia e Todini affidino a un blind trust – all’americana – i loro business privati, per fugare ogni sospetto di un intreccio di interessi tra le società di famiglia e quelle della collettività. Sarebbe un bel segnale, dopo che per vent’anni siamo stati sequestrati dal conflitto di interessi di un uomo, avere due donne che risolvono il proprio sul nascere.

 

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