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Il campione (gay) della laicità tra Francia e Vaticano

  • Giovedì, 23 Aprile 2015 08:29 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Fatto Quotidiano
23 04 2015

Succede che all'ombra di San Pietro si consuma una disputa sotto certi aspetti anacronistica, sicuramente opaca nel suo sviluppo, fondamentale (se non addirittura fondamentalista) nei contenuti politici: da un lato, la Francia che ha nella "laicità" il suo valore fondante; dall'altro, il Vaticano, che non ha concesso sinora il gradimento all'ambasciatore Laurent Stefanini, designato dal suo governo il 5 gennaio scorso.

Quali recondite motivazioni hanno provocato questo braccio di ferro fra la Santa Sede e Parigi? ...

Corriere della Sera
16 04 2015

Orrore nel nord della Francia: è stato ritrovata morta la bambina di nove anni che mercoledì era stata rapita davanti alla madre a Calais. Il corpo della piccola Chloè è stato ritrovato in bosco: era nuda e sarebbe stata violentata prima di essere strangolata, hanno riferito fonti di polizia al giornale La Voix du Nord. Gli agenti hanno fermato l’uomo, 38 anni, di nazionalità polacca, proprietario dell’auto rossa che era stata vista allontanarsi con la bambina.

L’aggressore
L’uomo era ubriaco ed è risultato avere pesanti precedenti per furti e violenze: nel 2010 era stato condannato a sei anni di carcere e a non rimettere più piede nella zona. La madre della piccola, la 43enne Dorothe, aveva raccontato il dramma di mercoledì pomeriggio quando Chloè stava giocando nel giardino di casa e lei è rientrata pochi minuti per cambiare i pannolini agli altri due figli di quattro e cinque anni. Quando è tornata fuori, ha visto l’auto che fuggiva con Chloè all’interno.

Qual è il legame fra occupazione femminile e aumento delle nascite? In realtà è fondamentale perché più donne lavorano, più mettono al mondo figli. Lo ha capito bene la Francia che dal 2005 con il Piano Borloo è riuscita ad aumentare i posti di lavoro al femminile, ma anche ad aumentarli per tutti, specialmente per i giovani.
Claudia Galimberti, Il Sole 24 Ore ...
"Non cambieremo candidato". L'Eliseo fa sapere che non ci saranno ripensamenti sulla scelta di nominare Laurent Stefanini come ambasciatore alla Santa Sede. [...] Nominato da quattro mesi, Stefanini non si è ancora mai insediato perché il Vaticano non ha dato il gradimento che richiede normalmente la procedura. L'ex capo del protocollo del ministero degli Esteri ha già lavorato all'ambasciata francese presso la Santa Sede, ma è anche un omosessuale dichiarato, dettaglio che ha messo in crisi la procedura di insediamento. 
Anais Ginori, la Repubblica ...

Dei delitti e dei Le Pen

  • Giovedì, 09 Aprile 2015 09:04 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
09 04 2015

Sollevando lo sguardo Oltralpe, potete godervi lo spettacolo distruttivo ma anche istruttivo di un padre e di un figlia che si azzannano intorno alla propria creatura. Marine Le Pen ha ereditato dal padre Jean-Marie un partito fascista impresentabile e lo ha trasformato in una piattaforma di risentimenti che potrebbe issarla alla presidenza della Repubblica, a patto di depurarlo da elementi urticanti per la maggioranza dei francesi, quali l’antisemitismo. Ma come reagisce il capofamiglia? Anziché gioire per la figlia, e goderne in disparte il trionfo sentendolo anche un po’ suo, si scaglia contro il sangue del suo sangue in un crescendo shakespeariano, riesumando opinioni impronunciabili sulle camere a gas naziste pur di scassare il giocattolo che aveva regalato a Marine. E lei? Lungi dal sopportare le paturnie dell’avo e manifestare quantomeno un po’ di riconoscenza filiale, gli si scaglia addosso senza pietà, arrivando a minacciare di espellerlo dal movimento da lui creato.

Vista da qui, la faida di monsieur e madame Le Pen appare un fenomeno incomprensibile. Il parricidio sta alla base di tante civiltà europee. Non della nostra, però. Gli italiani, scriveva il poeta Umberto Saba, non sono parricidi ma fratricidi: per informazioni rivolgersi a Romolo e Remo. Lungi dal pensare di ucciderlo, essi desiderano darsi al padre per avere da lui il permesso di uccidere gli altri fratelli. Renzi rappresenta un’eccezione, ma solo perché i suoi babbi politici si erano già uccisi tutti fra loro (e i pochi sopravvissuti continuano a farlo).

Massimo Gramellini

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