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Francia, stop alle modelle troppo magre

anoressiaIl parlamento ha approvato ieri una norma che vieta alle agenzie di far sfilare ragazze sotto un certo peso. Sanzioni pecuniarie molto pesanti per chi non rispetta i criteri indicati dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Francesca Pierantozzi, Il Messaggero ...

La Stampa
19 03 2015

Può il menu delle mense scolastiche diventare motivo di dibattito nazionale? È quello che sta succedendo in Francia negli ultimi giorni. Diversi sindaci stanno vietando la possibilità di offrire agli studenti delle scuole pubbliche la possibilità di avere un menu alternativo, nel caso di presenza di carne di maiale, «in nome della laicità». Nicolas Sarkozy, in piena campagna per le elezioni provinciali di domenica prossima, si è subito allineato sulle stesse posizioni, difendendo quelle iniziative locali. Dalla sinistra, invece, puntano il dito su tali «derive»: «Ma quando la smetterà Sarkozy di correre dietro all’estrema destra?», si è chiesto il premier Manuel Valls.

L’iniziativa del menu «o così o così», unificato per tutti, senza alternative dovute a motivi religiosi, era già stata imposta in piccoli comuni (Lagny-le-Sec e Sargé-Lès-Le Mans), governati dalla destra. Ma negli ultimi giorni anche il sindaco di una città più importante (Chalon-sur-Saône, 45mila abitanti, in Borgogna), Gilles Platret, dell’Ump, lo stesso partito di Sarkozy, aveva annunciato la medesima novità per le scuole pubbliche del suo comune, a partire dal settembre prossimo. L’annuncio aveva scatenato non poche polemiche, anche all’interno del suo partito. Ma poi anche Sarkozy, che è presidente dell’Ump, ha dato il suo appoggio a Platret, sottolineando che, «se uno vuole che i propri figli abbiano abitudini alimentari confessionali, li può mandare nelle scuole private». In effetti in Francia sta crescendo il numero di scuole e licei privati musulmani.

La sinistra, invece, critica la teoria del « menu unico », associandola a una nuova intolleranza. Incredibile è, tutto sommato, il cambiamento di posizioni per lo stesso Sarkozy. Nel 2003, quando era ministro degli Interni e si discuteva la futura legge sul divieto del velo in ambito scolastico, aveva dichiarato: «Una legge che esclude dalla scuola le ragazze, perché coerenti con la loro religione, le spingerà inevitabilmente nelle scuole confessionali musulmane, dove il velo non diventerà più una possibilità ma un obbligo».

Intanto l’ex presidente si è detto anche favorevole all’obbligo del velo all’università, per gli studenti maggiorenni, una questione che divide trasversalmente le forze politiche in Francia, perché vi sono favorevoli anche esponenti della sinistra e, invece, contrari tanti politici della destra. Tutti questi dibattiti, a pochi giorni dalle elezioni amministrative, sanno un po’ di strumentalizzazioni. «Bisognerebbe evitare di discutere di temi del genere alla vigilia di scadenze di questo tipo», ha sottolineato Henri Guaino, esponente dell’Ump ed ex consigliere (un tempo fidatissimo) di Sarkzoy.

Lorenzo Martinelli

Il Fatto Quotidiano
13 03 2015

Con il primo via libera dell’Assemblea alla legge “bipartisan” sulla sedazione terminale per i malati senza speranza di guarigione anche la Francia fa un passo avanti sulla strada della legalizzazione della eutanasia. Infatti, è prevedibile che la proposta approvata oggi in prima lettura evolva proprio in questo senso. E’ quello che lascia intendere il ministro socialista della Salute Marisol Touraine quando afferma che dopo l’approvazione ed una sperimentazione della nuova legge potrebbe essere necessaria “una tappa supplementare”.

Questo è ora il panorama europeo. I tre paesi del Benelux – Olanda, Belgio e Lussemburgo – hanno ormai legalizzato l’eutanasia da oltre dieci anni. Hanno fatto lo stesso due comunità autonomiche della Spagna, Andalusia e Navarra, con un quarto degli abitanti del paese. Il Bundestag in Germania e la Camera dei Lords in Inghilterra stanno discutendo due ddl sul suicidio assistito, con forti possibilità di essere approvati, anche per l’atteggiamento molto meno barricadiero delle chiese dominanti (cattolica e protestante). Dunque, il solo paese in cui eutanasia e suicidio assistito non solo all’ordine del giorno del Parlamento è l’Italia, dove una rumorosa minoranza cattolica integralista impedisce su questi temi ogni discussione “seria e approfondita”, quale quella che auspicò un anno fa il Presidente Napolitano in una lettera aperta indirizzata a me e alla Associazione Luca Coscioni.

Così, la nostra proposta di legge di iniziativa popolare, presentata nel dicembre del 2013 con 70mila firme di cittadini/elettori, continua a giacere nei cassetti del Parlamento. Dove molti deputati e senatori insistono nel dirsi favorevoli all’eutanasia nelle risposte ai pochi giornalisti che hanno l’ardire di chiedere la loro opinione, ma non danno poi concretamente seguito alle loro dichiarazioni di intenti con i mezzi e nelle forme con cui i membri del Parlamento esercitano la loro funzione di rappresentanti del popolo (un popolo che al 70% è a favorevole alla eutanasia): interrogazioni e interpellanze, mozioni e – soprattutto – disegni di legge.

Proprio per “stanare” il Parlamento abbiamo organizzato, per l’intesa giornata di giovedì 19 marzo, un convegno in cui si confronteranno parlamentari, medici, malati e congiunti dei tanti sfortunati italiani (oltre 1.000) che ogni anno cercano nel suicidio la sola “uscita di sicurezza” che le spietate leggi italiane lasciano ai malati terminali.

Carlo Troilo

Lo scambio ineguale del sesso a pagamento

Toulouse LautrecC'è un'unica certezza che viene dall'andamento dal processo che ha visto come imputato eccellente Dominique Strauss-Kahn, l'ex presidente del Fmi, imputato in Francia di sfruttamento aggravato della prostituzione. Che uomini potenti, e anziani, possono immaginare che le donne che si prestano al loro desiderio sessuale, non propriamente misurato, lo fanno per libera scelta, senza alcuno scambio economico. Insomma, loro non fanno uso di prostitute. E se altri ne mettono generosamente a loro disposizione i corpi e i servizi, non sono tenuti ad accorgersene.  
Bia Sarasini, Il Manifesto ...

Corriere della Sera
12 02 2015

La notte del 31 gennaio l’artista Combo è stato picchiato in strada da quattro uomini, a Parigi, che gli avevano chiesto di cancellare dal muro la sua opera: l’autoritratto in djellaba (l’abito tradizionale musulmano) e la parola «Coexist» scritta con la mezzaluna islamica, la stella di David ebraica e la croce cristiana. Da allora le scritte «Coexist» si moltiplicano sui muri di Parigi. Combo, figlio di un libanese cristiano e di una marocchina musulmana, ha raccontato l’aggressione sulla sua pagina Facebook. «Sono finito a terra sotto i loro colpi. Sono riuscito a difendermi e a incassare come potevo. Quando si sono stancati mi hanno lasciato per terra insanguinato, promettendomi lo stesso trattamento se avessi continuato ad affiggere le mie opere, e consigliandomi di tagliarmi la barba. Mi importa poca da dove vengono, il colore della loro pelle, la religione o le idee politiche. In questo contesto non rappresentano che stupidità e ignoranza».

Gli slogan contro l’estremismo
Nei giorni successivi agli attentati di Parigi si è registrato un aumento di episodi di violenza contro gli ebrei e i musulmani. L’artista francese milita per la coesistenza delle religioni, e non disdegna di prendersi gioco dell’estremismo. È capace di creare slogan come «Più hummus meno Hamas» (il tipico piatto mediterraneo a base di ceci contro il partito islamico che controlla Gaza), di scrivere sui muri «L’abito non fa il monaco e la barba non fa l’imam» accanto alla sua immagine barbuta, e di chiedersi se il suo aspetto sia più quello di uno jihadista o di un hipster. Dopo l’aggressione Combo, ferito a un occhio e a un braccio, ha ricevuto molti attestati di solidarietà ed è stato invitato da Jack Lang, ex ministro della Cultura e presidente dell’Istituto del mondo arabo, ad attaccare la scritta «Coexist» sulla sede dell’Istituto. Centinaia di persone si sono radunate nel piazzale, hanno preso il manifesto e sono andate ad affiggerlo sui muri di Parigi.

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