×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

La "trappola" del presente

giovani_autonomia
Più pragmatici e concentrati sul presente, non rinunciano all'autonomia, anche se la crisi li costringe a vivere con i genitori. Eurostat ci ricorda che in Italia due giovani su tre vivono con la famiglia d'origine. Crisi e mancanza di lavoro sono fra le cause... [...] Nonostante tutto, però, l'autonomia è comunque ricercata e considerata un valore da raggiungere. [...] Molti partono con alte aspettative e con progetti ambiziosi,via via ci si trova però a rinviare progressivamente la realizzazione in ambito lavorativo, a posticipare la formazione di una famiglia, ad abbassare le aspettative su reddito, numero di figli, condizioni di benessere economico e sociale.
Francesca Barbieri, Il Sole 24 Ore ...

Game over, la dipendenza annebbia la mente

Fu tra i primi a lanciare l'allarme, all'inizio del nuovo secolo: i videogame rischiano di inghiottire i nostri bambini. Non più l'uomo nero, quindi, ma "nuovi eroi" che popolano l'universo 2.0, fatto di grafica sempre più accattivante. "Si parla molto meno del rischio e ci si ricorda che l'abuso può essere tale solo quando si presentano casi eclatanti. Quest'ultimo in particolare, mi sembra che possa rientrare in una patologia definita video iperestesia, per capirci, un disturbo della sensibilità".
Lorenzo Sani, Il Giorno ...

Lazio. Emergenza alcol: sono 280mila i giovani che ne abusano

  • Mercoledì, 18 Febbraio 2015 15:09 ,
  • Pubblicato in Flash news

Quotidiano sanità
18 02 2015

E' quanto emerge dal nuovo rapporto Passi. Allarme anche per le under 35, sempre più in sovrappeso e meno propense a dedicarsi a sport e attività fisica. Buone notizie, invece, sul fronte della prevenzione oncologica: tra il 2008 e il 2013, 3 donne su 4 tra i 50 e i 69 anni (oltre il 70%), hanno eseguito una mammografia. IL RAPPORTO PASSI


16 FEB - Nel Lazio i giovani continuano a bere troppo, mentre chili in eccesso e tendenza a una vita sedentaria sembrano diffondersi nelle classi socioeconomiche più svantaggiate. Sono almeno 280 mila, infatti, i ragazzi di età compresa tra 18 e 34 anni che consumano alcol in maniera smodata, mentre le under 35 sono sempre più in sovrappeso e meno propense a dedicarsi a sport e attività fisica. Sono i dati relativi al quadriennio 2010 /2013 emersi dall’analisi dello stato di salute della popolazione laziale letta attraverso la lente delle disuguaglianze, e proposta nel nuovo rapporto Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) ‘Determinanti di salute e disuguaglianze: i risultati della sorveglianza Passi nel Lazio’ presentato oggi nella Sala Tirreno della sede Regione Lazio in via Rosa Raimondi Garibaldi.

Sul fronte dei programmi di prevenzione oncologica, tra il 2008 e il 2013, 3 donne su 4 tra i 50 e i 69 anni (oltre il 70%), hanno eseguito una mammografia, come raccomandato dalle linee guida; più alta l’adesione nella città di Roma rispetto alla provincia. La ricerca si basa su dati raccolti negli ultimi 6 anni in tutte le Asl del Lazio e fornisce il quadro sulla diseguale distribuzione dei comportamenti a rischio e dell’adozione di misure di prevenzione adeguate. L’obiettivo dello studio è quello di fornire una griglia di dati da utilizzare per orientare gli interventi per migliorare la salute di tutti.


Tanti gli ambiti su cui sono disponibili dati, andamenti e spunti di riflessione: fumo, alcol, sedentarietà, sovrappeso e obesità, rischio cardiovascolare, screening oncologici, vaccinazioni, stato di salute percepito e depressione. Parecchi di questi settori sembrano essere caratterizzati da disuguaglianze, a volte anche piuttosto nette. La mancanza di risorse economiche, un’istruzione carente, un lavoro precario o poco sicuro: sono solo alcuni dei fattori non biologici che possono influenzare la salute, provocando disparità nei comportamenti individuali così come nell’accesso ai servizi di prevenzione sanitaria.

Per esempio, la percezione dello stato di salute nel Lazio risulta peggiore in chi ha oltre 50 anni, molte difficoltà economiche e basso livello di istruzione. Fumare sembra invece essere un’abitudine prevalente nella classe socioeconomica più bassa tra gli uomini, in quella intermedia tra le donne. La sedentarietà e i chili di troppo sono più diffusi tra chi appartiene alle classi più svantaggiate. Mentre l’abitudine ad alzare il gomito continua a rimanere una caratteristica particolare dei giovani. Se poi analizziamo gli interventi di prevenzione organizzati, chi appartiene alla categoria socioeconomica più alta tende a effettuare più spesso degli altri lo screening colorettale. In quello mammografico, invece, il tasso di adesione varia a seconda del territorio di residenza.

Per chi è precario aver un mutuo resta un'impresa

  • Venerdì, 13 Febbraio 2015 09:47 ,
  • Pubblicato in Flash news

il Venerdì - la Repubblica
13 02 2015

E' italiano, ha 38 anni, è nato nel Nordovest e, soprattutto, ha un lavoro a tempo indeterminato.

E' questo l'identikit più diffuso tra gli italiani che ottengono un mutuo. A rivelarlo sono i dato forniti al Venerdì dal gruppo Tecnocasa.

Nonostante il gran numero di contratti atipici, quello a tempo indeterminato sembra infatti restare la conditio sine qua non per ottenere un finanziamento. ...

L'esempio di due semplici ragazze coraggiose

  • Giovedì, 22 Gennaio 2015 17:46 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Bia Sarasini, Il Manifesto
21 gennaio 2015

Penso anch'io che il generoso impulso a partire verso luoghi difficili debba essere sottoposto al vaglio della ragione, della prudenza, delle competenze. Io sì che sarei un'incosciente se argomentassi altrimenti.  ...

facebook