In aumento nel mondo le violenze sui bambini

Garante per l'infanzia

Spadafora: “Non basta fotografare la realtà, occorre cambiarla. Questo il messaggio dell’UNICEF ai governi, anche a quello italiano.”
Nascosta ma sotto gli occhi di tutti: stando ai dati del Rapporto UNICEF la violenza nei confronti di bambini e adolescenti è in sconcertante aumento. Abusi fisici, sessuali e psicologici, uniti a comportamenti che perpetuano e giustificano la violenza, tenendola nascosta, ma sotto gli occhi di tutti, ovunque nel mondo. Caratteristica comune dei diversi tipi di violenza è la loro mancata denuncia: rimane segreta nella stragrande maggioranza dei casi e le vittime non chiedono aiuto. Il Rapporto si sofferma anche sui costi economici e sociali  della violenza contro di minorenni, evidenziando l’importanza dei dati anche al fine di monitorare l’efficacia delle azioni.

Sono circa 120 milioni nel mondo le bambine e le adolescenti sotto i 20 anni che hanno subito qualche forma di abuso sessuale. Non solo: un quinto di tutte le vittime di un omicidio ha meno di 20 anni e più di uno studente su tre tra i 13 e i 15 anni è regolarmente vittima di bullismo. In particolare, si legge nel rapporto, 84 milioni di ragazze adolescenti, ossia una su tre fra quelle che hanno una relazione stabile, è stata vittima di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner. Sempre secondo lo studio, circa il 17 per cento dei bambini, in 58 Paesi presi in esame, risultano soggetti a forme severe di punizione fisica.

“Hidden in Plain Sight", questo il titolo del Rapporto,  raccoglie e analizza dati provenienti da 190 Paesi, documentando anche le forme di violenza che avvengono nei luoghi dove i bambini dovrebbero maggiormente sentirsi al sicuro: a casa, a scuola, nelle proprie comunità. L’indagine è stata promossa nell'ambito di #EndViolence, la campagna globale di informazione e sensibilizzazione sulle diverse forme di violenza che colpiscono i minorenni lanciata dall’UNICEF nel luglio 2013.

“Sono molti i contenuti del Rapporto rivolti anche ai Paesi occidentali – ha detto il Garante Spadafora. L’Italia viene citata per i dati sulla violenza resi disponibili dall’ISTAT, ma risalenti ormai al 2006, così come per la violenza sessuale, per il bullismo. Ma oltre alla fotografia della situazione attuale, il Rapporto fornisce utili indicazioni nella parte dedicata alle strategie per prevenire e contrastare la violenza su e dei minorenni: occorre sostenere i genitori, le famiglie, chi si occupa dei bambini, ma anche i minorenni stessi devono essere posti in condizione di proteggersi, rafforzando le loro competenze, realizzando dei servizi e dei meccanismi child-friendly, perché la maggior parte delle violenze vengono compiute da persone che i bambini conoscono bene. Il lavoro va quindi affiancato da un’azione a livello culturale, e dall’attuazione di leggi e politiche a protezione dei minorenni, raccogliendo dati e realizzando ricerche. Anche in Italia è necessario migliorare l'efficacia complessiva del sistema di presa in carico della violenza sui minorenni, agendo sulla prevenzione, sul contrasto e sul recupero.”

Proprio a questo scopo l’Autorità Garante ha istituito la Commissione Consultiva per la prevenzione e la cura dei maltrattamenti contro l’infanzia che, presieduta dal Prof. Luigi Cancrini e composta da esperti del settore con professionalità clinico-sanitarie, psicologiche e psicoterapeutiche, sociali, educative, giuridiche, è al lavoro dallo scorso aprile con l’obiettivo di individuare in sei mesi proposte di intervento. Il tema della violenza è anche contenuto nel documento di proposte sui livelli essenziali delle prestazioni, che verrà presentato il prossimo mese al Governo italiano.

Leggi il Rapporto "Hidden in Plain Sight" (sintesi, in inglese)




Terre des Hommes

L'indagine pilota di Terre des Hommes e CISMAI dà la prima fotografia dettagliata del fenomeno.
Sono quasi 100mila i bambini in Italia vittime di maltrattamenti e abusi e più della metà sono femmine. La stima è per la prima volta possibile sulla base di dati omogenei raccolti da Terre des Hommes e CISMAI nell’ambito di un’indagine quali-quantitativa presentata oggi a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Da dieci anni il Comitato ONU per la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia chiede al nostro Paese di dotarsi di un efficace sistema di raccolta dati per conoscere e contrastare il maltrattamento a danno di bambini”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Diritti dell’Infanzia di Terre des Hommes.

“Per questo abbiamo voluto dare un contributo in grado di offrire una prima  fotografia della reale incidenza del fenomeno in Italia che tocca lo 0,98% della popolazione minorenne, in maggioranza femmine”.
“Da anni chiediamo l’istituzione di un sistema di monitoraggio sul maltrattamento. Questa prima ricerca, che per bacino di utenza raggiunto e ampiezza della materia trattata ci offre dati omogenei, comparabili e distribuiti su scala nazionale, è un contributo di riflessione epidemiologica da cui far scaturire nuove politiche”, dichiara Dario Merlino, Presidente del Cismai. “I dati raccolti ci indicano finalmente quanti sono i bambini che vengono presi in carico dai servizi per maltrattamento, ovvero i casi che emergono, anche se sappiamo che i casi non emersi sono almeno 20 volte di più. Il maltrattamento è ancora un fenomeno sommerso”.

L’indagine di Terre des Hommes e Cismai evidenzia come il maltrattamento rivesta un ruolo di primo piano tra le cause che comportano l’intervento dei Servizi Sociali, coprendo il 15,46% del totale dei minori presi in carico.
“L’importanza di questo lavoro è duplice. Infatti da una parte fa emergere che quello dell’abuso è un problema reale con il quale decine di migliaia di bambini devono fare i conti quotidianamente e, dall’altra, evidenzia quanto sia necessario realizzare una mappatura sul maltrattamento sui bambini” dichiara Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. “Il lavoro di Terre des Hommes e del CISMAI ci racconta di un’infanzia abusata con preoccupante sistematicità in ogni zona del nostro Paese ed il monitoraggio di tutte le facce del maltrattamento è fondamentale anche per individuare le misure più idonee, sia a livello politico che culturale, per contrastarlo.”

Passando a un’analisi più dettagliata dei casi rilevati di minori maltrattati, troviamo che il 52,51% sono femmine. La trascuratezza materiale e/o affettiva è la tipologia preponderante di maltrattamento (52,7%), seguita da violenza assistita (16,6%), maltrattamento psicologico (12,8%), abuso sessuale (6,7%), patologia delle cure (6,1%) e maltrattamento fisico (4,8%).

L’indagine “Maltrattamento sui Bambini: quante le vittime in Italia?” è stata condotta su un campione di 31 Comuni italiani diffusi su tutto il territorio nazionale, attraverso un questionario che chiedeva di fotografare la situazione al 31/12/2011. La popolazione intercettata è pari a quasi 5 milioni di abitanti, dei quali 758.932 minori. I minori in carico ai Servizi Sociali erano 48.280, dei quali 7.464 per maltrattamento. Questa cifra, che è pari allo 0,98% dei minori residente, consente una plausibile stima di quasi 100.000 minori maltrattati se proiettata su scala nazionale.

“Sapere che 1 bambino su 100 finisce presso i Servizi sociali per maltrattamento implica creare intorno al Servizio sociale una rete di prevenzione e protezione per tentare di curare al meglio i bambini già purtroppo danneggiati dal maltrattamento e di porre in essere tutte le azioni per diminuire drasticamente tale numero”, dichiarano i promotori dell’indagine.
“Che la metà circa dei bambini siano vittime di trascuratezza deve oggi farci riflettere sulla necessità di una serie di misure che il nostro Paese dovrà adottare anche per il contrasto alla povertà e alla deprivazione, specie durante questi cicli economici negativi.

Ma anche sapere che sono 6 bambini su 1000 a subire abusi sessuali è un dato che deve indurci a ripensare le misure di prevenzione e che la violenza assistita colpisce 16 bambini su 1000 ci indica che troppo spesso la conflittualità familiare sfocia nella violenza”.

Il progetto fa parte della Campagna “indifesa” di Terre des Hommes, nata per garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione dalla violenza e dagli abusi, con azioni di prevenzione e contrasto di alcune tra le peggiori forme di discriminazione che colpiscono le bambine nel mondo, dalle “bambine domestiche” del Perù e dell’Ecuador, alle “spose bambine” del Bangladesh, alle “mamme bambine” della Costa d’Avorio alle “bambine salvate dall’infanticidio” dell’India e alla prevenzione degli abusi sulle bambine in Italia.
Proprio per aprire un dibattito nazionale su questi temi, CISMAI ha organizzato per il 2013 gli Stati generali sul maltrattamento all’infanzia in Italia, che si concluderanno a Torino il 12 e 13 dicembre prossimi con una conferenza nazionale dal titolo: “Proteggere i bambini nell’Italia che cambia“.

Studio ONU sulla violenza contro i bambini

Unicef

Almeno 53.000 bambini sono stati assassinati nel 2002 in tutto il mondo.
Tra il 20 e il 65% dei bambini in età scolare dichiarano d'esser stati vittime di atti fisici o verbali di bullismo nei 30 giorni precedenti l'intervista.
150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati sottoposti nel 2002 a rapporti sessuali forzati o ad altre forme di violenza che includono il contatto fisico molesto.

Un numero variante tra 100 e 140 milioni di donne e ragazze hanno subito, su scala mondiale, una qualche forma di mutilazione o taglio dei genitali. Nell'Africa Sub-Sahariana, Egitto e Sudan ogni anno 3 milioni di donne e bambine sono sottoposte alla mutilazione o taglio dei genitali femminili.

Nel 2004, 218 milioni di bambini sono stati coinvolti nel lavoro minorile, di cui 126 milioni in attività lavorative rischiose. Stime del 2000 indicano che 5,7 milioni di bambini risultavano coinvolti in attività lavorative forzate o imposte loro per l'estinzione di un debito (bonded labour), 1,8 milioni nel giro della prostituzione e della pornografia, circa 1,2 milioni risultavano vittime del traffico di minori.

Il tasso di omicidi di bambini nel 2002 era due volte maggiore nei paesi a basso reddito di quello registrato nei paesi ad alto reddito (ad es. 2,58 contro 1,21 su una popolazione di 100.000 persone). I tassi più alti di omicidio si rilevano durante l'adolescenza - in particolar modo tra i ragazzi - in un età compresa tra i 15 e 17 anni (3,28 per le ragazze e 9,06 per i ragazzi) e nei bambini tra 0 e 4 anni (1,99 per le bambine e 2,06 tra i bambini).

Un'insieme di studi condotti in 21 paesi (la maggior parte dei quali sviluppati) rileva che una percentuale variante tra il 7 e il 36% delle donne e il 3 e il 29% degli uomini afferma d'esser stata vittima di abusi sessuali durante l'infanzia, e la maggior parte degli studi ha riscontrato che il tasso di abusi tra le bambine è da una volta e mezzo a tre volte superiore a quello dei bambini. La maggior parte degli abusi è avvenuta in ambito familiare.

Uno studio multi paese condotto dall'OMS, comprendente tanto paesi sviluppati che in via di sviluppo, indica che tra l'1 e il 21% delle donne ha denunciato di essere stata abusata sessualmente prima del 15° anno di età, nella maggior parte dei casi da membri maschi della famiglia.
Si stima che ogni anno, su scala mondiale, tra i 133 e i 275 milioni di bambini assistano a violenze familiari.

La violenza tra conviventi accresce il rischio delle violenze in famiglia sui bambini, con studi dalla Cina, Colombia, Egitto, Messico, Filippine e Sud Africa che mostrano la correlazione più stretta tra violenza contro le donne e violenza contro i bambini.
Uno studio effettuato in India ha riscontrato che la violenza domestica raddoppia il rischio di violenza contro i bambini.

Almeno 8 milioni di bambini si trovano, su scala mondiale, in istituti d'accoglienza . Relativamente pochi vi si trovano perché privi di genitori, mentre la maggior parte dei bambini sono in istituto perché disabili, a causa della disintegrazione della loro famiglia, di situazioni di violenza domestica e delle loro condizioni sociali ed economiche, povertà inclusa.
I bambini rinchiusi nei centri di detenzione sono frequentemente sottoposti a violenze commesse dal personale stesso degli istituti, sia come forma di controllo sia come punizione, spesso per infrazioni minime. In almeno 77 paesi, le punizioni corporali e altre punizioni violente sono accettate negli istituti penali come misure disciplinari legali.

Lo sfruttamento di minori nella prostituzione, pornografia infantile e attività simili costituisce una violenza. Si stima che 1 milione di bambini entrino ogni anno nel giro di tali settori di sfruttamento.
Per ogni omicidio di minore si contano altre 20-40 vittime di violenze non mortali che richiedono trattamento ospedaliero. Come per gli omicidi, i tassi di violenza non mortale sono più alti tra i maschi che non tra le femmine.

Alla domanda se sono stati picchiati, schiaffeggiati o feriti di proposito dal fidanzato o dalla fidanzata nel corso degli ultimi 12 mesi, il 15% delle ragazze e il 16% dei ragazzi giordani hanno risposto "si", come hanno fatto il 9% delle ragazze e l'8% dei ragazzi dello Swaziland e il 18% delle ragazze e il 23% dei ragazzi dello Zambia.

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò nel 1989 la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
 
Sono oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. In Italia la sua ratifica è avvenuta nel 1991.

Zeroviolenza è un progetto di informazione  indipendente che intende costruire una cultura della responsabilità nella relazione tra adulti e bambini, bambine e adolescenti, come chiave di lettura imprescindibile delle dinamiche e dei conflitti sociali. La prevenzione della violenza consiste anche nel creare le condizioni per una buona crescita, che consenta di divenire persone capaci di riconoscere la differenza come ricchezza nello scambio con l’altro.

Zeroviolenza è anche un progetto di formazione che si occupa degli adulti che si occupano di bambini, bambine e adolescenti, passando dalla informazione alla formazione. Con l'obiettivo di aiutare la coppia genitoriale a riconoscere l’individualità dei propri figli e di rendere gli educatori più consapevoli delle necessità dell’infanzia e dell'adolescenza, come dei propri bisogni, dubbi e funzioni educative.

Statistiche bambini e bambine

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