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Garanzia giovani, il piano che avrebbe dovuto ridurre in maniera significativa la disoccupazione tra i giovani under 29, continua a dimostrarsi un fallimento. La conferma è venuta dall'ultimo disastroso bollettino reso noto ieri dal Ministero del Lavoro. Ad oggi il numero dei giovani registrati ammonta a 364.535, 9 mila in più dell'ultima lettura ma "piuttosto contenuto rispetto al trend crescente cui siamo stati abituati nelle edizioni settimanali del 2014".
Roberto Ciccarelli, Il Manifesto ...
Francesco Raparelli, Dinamo Press
30 Dicembre 2014

Ebbene sì, il “grande innovatore”, Matteo Renzi, ha colpito a morte il professionismo atipico, i freelance, le partite Iva. (Quel professionismo che non fa riferimento a ordini). Ma come, dirà qualche imbecille stupito, non aveva promesso felicità per il “nuovo” (le figure del lavoro intermittente e/o indipendente) e rottamazione per il “vecchio” (articolo 18 in primis)?
Il bilancio di fine anno è impietoso: tre milioni di precari permanenti si ritrovano truffati dal Jobs Act. Tre milioni di ventenni, trentenni (e ormai spesso anche quarantenni) non hanno ottenuto uno straccio di garanzia reale che il loro precariato permanente sia considerato una pagina chiusa. Perché il governo NON ha voltato pagina.
Marco Politi, Il Fatto Quotidiano ...

Mc Donald's & Jobs Act: I'm not lovin' it!

  • Lunedì, 22 Dicembre 2014 13:32 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
22 12 2014

Mentre il governo Renzi punta all’approvazione dei primi decreti attuativi, amaro regalo di Natale a precari, disoccupati e cassaintegrati, arrivano i primi ringraziamenti spassionati alla riforma del lavoro, passata definitivamente in Senato il 3 dicembre con voto di fiducia e a mezzo dei manganelli delle Forze dell’Ordine.

Mc Donald’s lancia così l’apertura di quindici nuovi ristoranti sparsi sul territorio nazionale. Il nostro Jobs Act è lo slogan con cui i copywriter della catena multinazionale di fastfood presentano il completamento dell’operazione McItalia Job Tour che porterà all’assunzione di cinquecento nuovi precari, sfruttando i contratti di apprendistato per tre anni introdotti dalla legge delega di Poletti, puntando a tremila assunzioni totali in cento ristoranti alla fine del triennio 2013-2015.

A poco più di due settimane dall’approvazione del Jobs Act, Mc Donald’s stabilizza e rende operative le fondamenta di questo progetto. Venerdì 19 dicembre, l’apertura del nuovo fast food a Fiumicino diventa, dunque, a tutti gli effetti un modello per gli altri punti ristoro con lo stesso brand che apriranno a dicembre in tutta Italia.

“Questo nuovo ristorante è per noi l’importante tassello di un percorso di lungo termine” commenta Roberto Masi, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia, che non risparmia elogi nei confronti della riforma del lavoro e della Legge di Stabilità. Con Fiumicino si inaugura l’era del LIM Food: un tentativo di riscrittura dell’estetica dei fastfood partendo dal design concepito nella formula Less Is More. Un’idea alquanto dissonante con l’immagine pomposa e trash che hanno solitamente questi luoghi di sfruttamento e di esistenze precarie. Viene quindi spontaneo pensare che il “Less” concepito non sia riferito all’arredamento, ma alla mancanza di tutele per lavoratrici e lavoratori, all’iniquità dei salari e delle forme contrattuali.

Ai pagliacci che speculano sulle vite di migliaia di precari rispondiamo con il cuore del pugile Lenny Bottai che trasporta sul ring di Las Vegas la voce degli strikers che incrociano le braccia per dire No al Jobs Act!

 

#12D L'uso precario dello sciopero

  • Venerdì, 12 Dicembre 2014 13:25 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
12 12 2014

Tardivamente è arrivato lo sciopero generale di (una parte) dei sindacati confederali, indebolito dall'approvazione definitiva del Jobs Act (3 dicembre). Nonostante questo in tutta Italia studenti e precari hanno deciso di usare lo sciopero confederale per farne una giornata di lotta, comunicazione, conflitto. Molte le piazze autonomo degli studenti delle scuole e delle università contro la buona scuola e il Jobs Act. Blitz e azioni contro il lavoro gratuito e la riforma di lavoro di gruppi di precari e precarie. Ormai lo sciopero o è sociale o non è. L'abbiamo visto chiaramente il 14 novembre quando abbiamo sperimentato nuove forme di sciopero e conflitto. Lo sciopero o è di tutti, a cominciare da chi non può scioperare o è un'arma spuntata. Il jobs act è stato approvato in aula ma la strada per l'approvazione dei decreti attuativi è ancora lunga, non è ora di tornare a casa ma di prepararci a lunghi mesi di conflitto sul terreno del lavoro, della ricomposizione tra soggettività diverse.

Roma, blitz dei precari al Ministero del Lavoro: "La vostra corruzione è la nostro precarietà: Poletti dimettiti"
In una Roma completamente militarizzata, il 3 dicembre è stato approvato il Jobs Act, l’ennesima grande precarizzazione del mercato del lavoro italiano, una legge delega che verrà definita attraverso i decreti delegati. Per la soddisfazione di Confindustria, nei prossimi mesi il Governo Renzi potrà esercitare il più aggressivo attacco ai lavoratori degli ultimi anni, praticando un livellamento verso il basso dei diritti e cancellando le norme fondamentali dello Statuto dei lavoratori. La violenza del Jobs Act è stata ben visibile nella giornata in cui veniva approvato con la fiducia il testo in Senato, quando una manifestazione di precari, disoccupati e studenti è stata prima circondata e poi caricata in via delle Botteghe Oscure. L’opposizione al provvedimento cresciuta negli ultimi mesi è riuscita a decostruire le retoriche renziane celate dietro una presunta redistribuzione delle tutele in favore dei precari.

La precarietà è una condizione sociale, generalizzata e strutturale, dentro ed oltre il lavoro, riguarda lavoratori autonomi, cassintegrati vittime di crisi industriali e processi di delocalizzazione, collaboratori a progetto, neet, studenti e disoccupati. Ancora una volta nel contesto europeo, il grande assente in Italia sono le politiche di welfare e di redistribuzione della ricchezza, per l’ennesima volta non si mette mano a una riforma complessiva dell’iniquo e arretrato sistema degli ammortizzatori sociali. Nessun sistema di tutele universalistico è stata approvato con il Jobs Act. Il problema delle risorse per finanziare un reddito di base, agitato da tutti i governi dell’austerity che si sono succeduti negli ultimi anni di crisi, si scontra in questi giorni con l’affare Mafia Capitale. Il ministro precarizzatore Poletti aveva rapporti “cooperativi” abituali con il sistema corrotto di governo economico della capitale. Le inchieste della Procura di Roma stanno facendo emergere la portata del business degli appalti, un’enorme sottrazione di risorse pubbliche ai danno di servizi e cittadinanza. In qualsiasi paese europeo il ministro si sarebbe dimesso. Poletti dimettiti, la vostra corruzione è la nostra precarietà.

Milano, studenti invadono il Pirellone, la polizia risponde con cariche e lacrimogeni
Attorno alle otto del mattino un centinaio di attivisti No Expo ha bloccato l’accesso al cantiere dell'Esposizione di Milano dando vita ad un picchetto con striscioni e cartelli. Sono stati bloccati sia l'accesso dei lavoratori al cantiere sia le operazioni di movimentazine terra. Nella mattinata studenti e precari, in migliaia riempiono le strade con un corteo autonomo dalla piazza sindacale. Lungo il percorso è stato restituito alla regione Lombardia il "pacco" dei tagli all'istruzione. Poco prima delle 13 infatti gli studenti hanno invaso il Pirellone, sede del governo Regionale che taglia i finanziamenti alle scuole e università gli studenti, travestiti da Babbo Natale, hanno riconsegnato i “pacchi” dei tagli all’istruzione pubblica. La polizia ha risposto con violente cariche e lancio di gas lacrimogeno ma il corteo è riuscito a ricompattarsi e a proseguire il suo percorso.

Padova, migliaia in corteo contro il Jobs Act
Nella città di Padova migliaia di precar, studenti medi e universitari, lavoratori della logistica, hanno attraversato le strade bloccando la mogilità per diverse ore. Il corteo ha sostanzialmente paralizzato le più importanti arterie cittadine per contestare le scelte del governo in materia di lavoro, politiche di welfare e formazione. Guidati dallo slogan "follow the strikers" la manifestazione si è conclusa attorno alle 13 al Portello.

Venezia, studenti e precari occupano l'ufficio stage di Ca' Foscari
A Venezia, studenti e precari della Ca' Foscari hanno occupato l'ufficio stage e tirocini dell'Università per protestare contro il lavoro gratuito e il jobs Act. Gli studenti hanno ottenuto l'eliminazione degli stage per Expo2015 dalla lista della loro Università. A Mestre invece studenti medi in piazza contro le politiche sulla scuola hanno rivendicato il diritto alla libertà di movimento.

Napoli, strikers in piazza contro il Jobs Act
A Napoli studenti e precari hanno attraversato le piazze dello sciopero portando nelle strade gli strikers dello sciopero sociale. In contemporanea con la manifestazione Cgil e Uil, sono partiti a Napoli due cortei organizzati da studenti, collettivi universitari e precari, uno da Piazza del Gesù e uno da Piazza Garibaldi; i cortei degli studenti si sono incontrati a Porta Capuana, con un percorso alternativo da quello dei sindacati. Tutti chiedono l'abolizione del Jobs Act, l'abolizione dello Sblocca Italia, un reddito di esistenza per tutti e salario minimo europeo.

Bologna, sanzionati con letame i responsabili della crisi
A Bologna precari studenti e attivisti in corteo non autorizzato paralizzano le strade del centro, bloccando il traffico. Sanzionata sede di Banca d'Italia presidiata dalle forze dell'ordine. Il corteo è poi proseguito segnalando i luoghi dei responsabili della crisi. I manifestanti hanno portato in piazza, accanto agli strikers, le maschere di Lupin.

 

 

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