Lander e Aingeru di nuovo liberi

  • Mercoledì, 20 Novembre 2013 09:16 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
20 11 2013

Non capita spesso di poter prendere parola per comunicare una bella notizia. Dopo più di due anni di campagna portata avanti dal comitato uncasobascoaroma e dalle reatà solidali in molte città, possiamo dare il bentornato in libertà a lander e Aingeru.

Mentre scriviamo sappiamo che i due compagni stanno rientrando in Euskal Herria per ricevere un caldo abbraccio dai compagni e le compagne che insieme alle famiglie li stanno aspettando nel quartiere di Santutxu, a Bilbao. Lander e Aingeru, finalmente liberi, potranno ritrovarsi in strada dopo più di dieci anni nei quali sono stati costretti dietro le sbarre a causa delle diverse carcerazioni subite da francia e spagna.

Non ci aspettavamo nessun tipo di giustizia da un tribunale speciale come l’Audiencia Nacional spagnola, erede del franchista Tribunal de Orden Publico. L’assoluzione avviene dopo che entrambi sono stati privati della propria libertà per molto tempo.

Ricordiamo che Lander venne sequestrato nelle strade di Roma a giugno 2012 da uomini in passamontagna con armi alla mano mentre usciva dalla sua abitazione a Garbatella dove viveva da diversi mesi alla luce del sole.

Dopo diversi giorni in carcere viene mandato agli arresti domiciliari dove trascorre quasi dieci mesi prima di essesere nuovamente sequestrato ed estradato dallo stato italiano per conto della spagna. Messo su un volo speciale, trattato come un pericoloso terrorista e messo in isolamento nel carcere di massima sicurezza di Soto del Real, prima di essere trasferito nel carcere di Estremera dove è rimasto per quasi sette mesi in attesa del processo. A tutto questo va aggiunta la campagna diffamatoria portata avanti dai mezzi di informazione ufficiali tra i quali si è distinta per infamità l’agenzia di stampa EFE che in questi due anni non ha mai smesso di diffondere menzogne e falsità smentite dai fatti.

Nessuna assoluzione potrà restituire il tempo rubato e le violenze subite.

Sin dall’inizio la campagna è stata portata avanti dal comitato in maniera ampia e plurale. Innumerevoli le iniziative pubbliche, convegni, sanzionamenti e i presidi che hanno goduto del sostegno di singoli e singole compagne, delle molte realtà di movimento, di giuristi, ricercatori universitari e anche parlamentari.

In ogni occasione è stato detto forte e chiaro che Lander non è un terrorista ma un militante politico della sinistra indipendentista basca contro il quale si è abbattuta un’assurda e spietata persecuzione politica.Una persecuzione alla quale ha contribuito attivamente lo stato italiano che servilmente si è prostrato alle richieste di Madrid, subordinando il rispetto dei più basilari diritti umani alla ragion di stato.

Abbiamo anche ribadito con forza che quello di Lander e Aigeru è un caso tra i tanti che colpiscono chi lotta per la libertà del paese basco.La battaglia per cercare di fermare l’estradizione di lander è stata una battaglia per dare voce a quanti e quante in Euskal Herria subiscono quotidiananmente torture, violenze e carcerazioni che hanno il sapore della vendetta che lo stato spagnolo riserva alla dissidenza politica e sociale basca. Dopo più di due anni dalla fine della lotta armata il governo di Madrid invece di impegnarsi per l’avvio di un vero processo di pace continua a colpire duramente e criminalizzare centiania di militanti del paese basco sventolando lo spauracchio del terrorismo per governare con la paura gli effetti di una crisi economica e sociale devastante.

Quello di oggi è un solo un passaggio nella battaglia per la liberazione di tutte e tutti i prigionieri politici baschi, un’altra goccia nel mare della risposta popolare che in Euskal Herria e a livello iternazionale chiede con forza la fine dei processi politici contro la dissidenza basca e l’avvio di una fase veramente risolutiva del conflitto.

Terrorista è lo stato spagnolo che reprime e tortura non chi lotta ogni giorni per la libertà, con loro continueremo a lottare compilci e solidali.

Ongi etorri Lander eta Aingeru!

Euskal preso eta ihesleriak etxera!

UnCasoBascoARoma

Lander spedito ai torturatori spagnoli

  • Lunedì, 29 Aprile 2013 08:13 ,
  • Pubblicato in Flash news
Pop Off
29 04 2013

Estradato il giovane indipendentista basco accusato, senza prove, di aver bruciato un autobus vuoto undici anni fa

Estradato nel pomeriggio di domenica Lander Fernandez, 33 anni, indipendentista basco che viveva a Roma dov'è stato arrestato inseguito da un mandato per terrorismo spiccato dallo Stato spagnolo. All'alba la polizia l'è andato a pescare nella casa occupata alla Garbatella dove si trovava ai domiciliari. Da diversi giorni, la casa era tenuta d'occhio dai suoi compagni per scongiurare almeno che l'estradizione prendesse le sembianze di una rendition, di un sequestro di persona.

Tre ore dopo il fallito blitz, Lander è a via Genova, la questura della Capitale. Decine di persone gridano il suo nome sotto la finestra della Digos nella quale si trova con i suoi legali e con alcuni parlamentari che hanno preso a cuore il "caso basco a Roma". Verso le 17 la situazione precipita. I blindati di polizia e carabinieri chiudono da tutti i lati via Genova, i celerini impediscono a chiunque di entrare ed uscire. Federica Daga, la parlamentare grillina che fin dalla mattina presto è stata al fianco di Lander e dei suoi avvocati, esce visibilmente commossa. I legali avevano chiesto qualche giorno in più per avere il tempo di fare una richiesta di sospensiva al Tar dell'estradizione firmata il 16 aprile e sembrava, nel corso della giornata, che ci fossero segnali positivi.

Lander verrà condotto a Ciampino dove un aereo militare lo porta in Spagna. I suoi compagni sfilano in corteo fino all'Ambasciata di Madrid presso il Vaticano, in Piazza di Spagna.

Lander Fernandez Arrinda viene arrestato a Roma Una quindicina di agenti - passamontagna e pistole spianate - il 13 giugno 2012 alle ore 8.30 fuori dal suo appartamento mentre andava dai suoi avvocati. Nessuna sentenza di condanna definitiva è stata emessa nei suoi confronti visto che in Spagna non è prevista la contumacia.

Nella piccola folla una signora è seduta su una sedia rimediata da uno degli uffici dei pompieri. E' la madre di Lander e, accanto a lei, c'è Arkaitz, il fratello dell'attivista accusato di aver preso parte a un corteo nel 2002 e di aver preso parte all'incendio di un autobus. «Un autobus vuoto», precisa la donna che sorride al cronista quando questi gli chiede scusa se le si rivolge con la lingua di uno stato invasore.
Arkaitz racconta a Popoff le pressioni della polizia politica contro suo fratello: «Nel maggio 2009 lo andarono a prendere a scuola. Erano agenti in borghese. Lo minacciarono, o avrebbe fornito loro i nomi dei compagni oppure avrebbero dato corso all'accusa che pendeva su di lui». Iniziò per Lander un periodo piuttosto angoscioso per il pressing della polizia.

«Continuò a studiare ma lo accompagnavano i suoi amici. Alcuni giorni dopo, quattro agenti gli tesero un agguato in un vicolo dietro casa nostra. Lo avevano zittito con un fazzoletto in bocca. Fuggirono solo quando i vicini si accorse di quello che stava capitando. Lui decise di denunciare pubblicamente e, subito dopo la conferenza stampa, gli fu notificata l'inchiesta contro di lui». Ma di prove nemmeno l'ombra nel fascicolo consegnato alle autorità italiane. Solo una testimonianza estorta con la tortura, un caso eclatante di tortura raccolto e documentato dal relatore speciale dell'Onu Theo Van Boven nell'informativa del 30 marzo 2005 alla Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Il procedimento scaturisce da una dichiarazione estorta al suo coimputato Aingeru Cardano, membro della presunta organizzazione denominata "Kale Borroka", che, sempre secondo l'accusa, collaborerebbe con l'organizzazione terroristica denominata Eta. Questi disse che Lander era sul luogo del reato durante il cosiddetto periodo di "incomunicacion", 13 giorni in balìa dell'Audiencia nacional senza che poter nominare un avvocato, accedere a un medico di fiducia o informare la famiglia. L'Audiencia Nacional è il tribunale speciale creato sulle ceneri del Top, il Tribunale franchista dell'Ordine Pubblico.

Dal 1978 ad oggi più di diecimila attivisti baschi hanno denunciato di avere subito torture nelle caserme di polizia. Per questo molte organizzazioni internazionali come Onu, Amnesty International e Human Rights Watch hanno denunciato questo particolare regime, invitando lo Stato spagnolo a rispettare la Carta Internazionale dei Diritti dell'Uomo e la Convenzione contro la Tortura.

Il 22 aprile, per Lander, s'è svolta una manifestazione popolare nel suo quartiere di Bilbao, Santuchu. E stasera il suo nome è risuonato allo stadio di San Mames dov'era ospite il Barça. «Il negoziato non c'è mai stato - dice ancora Arkaitz - la repressione è utile a distrarre l'opinione pubblica dalla crisi, dalla disoccupazione record. Il governo ha paura della destra, dentro e fuori il partito popolare, se dovesse fare dei passi in direzione del negoziato».

Checchino Antonini

Celeste Costantino
27 04 2013

 “Sospendere l'estradizione in Spagna per permettere a Lander Fernandez di esercitare tutti i suoi diritti in Italia”. E' questa la richiesta che la deputata di Sel Celeste Costantino, e un gruppo di deputati e senatori, rivolgono al ministro della Giustizia Paola Severino a proposito della vicenda di Lander Fernandez.
 “Lander Fernandez – spiega Costantino – è un militante politico basco perseguito da un mandato di cattura di un tribunale spagnolo soltanto per il danneggiamento di un bus che peraltro era senza passeggeri e parcheggiato in una zona isolata. A lui, che non è accusato di nessun fatto di sangue, il nostro Paese deve garantire la possibilità e i tempi per presentare il ricorso al Tar e alla Corte europea dei diritti dell'uomo”.
Aggiunge Costantino: “Siamo molto contenti che il ministro Severino abbia fatto sapere di prestare massima attenzione al caso e di avere chiesto ai suoi uffici di studiare ulteriormente la questione. Una posizione importante – sottolinea la deputata di Sel – che ci dà fiducia e che premia anche il lavoro prezioso svolto in questi mesi dai movimenti e dal comitato “Un caso basco a Roma” che chiede il rispetto dei principi di giustizia nel nostro Paese”.
 “Sul caso di Lander Fernandez – annuncia Celeste Costantino – lunedì presenteremo un'interrogazione parlamentare”.

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  • Venerdì, 26 Aprile 2013 08:26 ,
  • Pubblicato in Flash news
Un caso basco a Roma
26 04 2013

La  nostra campagna sostiene continuamente ingenti spese, per affrontare i costi di una dignitosa difesa legale siamo intenzionati a perseguire tutte le costose vie legali perché Lander non venga estradato.

per la continua produzione di materiale e momenti informativi sul caso di Lander nello specifico e sulla repressione nel Paese Basco in generale.

per un aiuto economico al nostro compagno Lander, da 10 mesi costretto agli arresti domiciliari, al quale gli sono stati negati i permessi lavorativi.

Chiediamo di contribuire anche economicamente in quest’ultima delicata fase processuale; abbiamo la possibilità di costruire ulteriori ricorsi, fino ad ora siamo riusciti a sostenerci autonomamente, ma ora avremo bisogno della colabborazione di tutti e tutte.

LANDER LIBERO! LANDER ASKATU! NO ALL’ESTRADIZIONE!

Per versamenti:
IBAN: IT87 T076 0103 2000 0000 4916 461
CAUSALE: un caso basco a Roma

La Cassazione condanna Lander, la battaglia non finisce qui

  • Mercoledì, 17 Aprile 2013 12:29 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

DinamoPress
17 04 2013

Mobilitiamoci per dire ancora una volta no all'estradizione dell'attivista basco Lander Fernandez in Spagna.
17/4 ppuntamento ore 17,00 al Colosseo

Abbiamo appreso stamane la decisione della Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione sulla richiesta di estradizione nei confronti di Lander Fernandez.

La Cassazione ha deciso di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di Fernandez, avallando - come già la Corte di appello di Roma – l’estradizione richiesta dal Regno di Spagna.

Ancora una volta la Giustizia italiana si piega alle ragioni della diplomazia, calpestando i diritti di un cittadino europeo contro cui la Spagna sta inscenando una vera e propria persecuzione politica.

Ora la palla passa al Ministro della Giustizia che dovrà prendere una decisione tutta politica sul futuro di Lander. Il Ministro potrà decidere se garantire i diritti civili e politici di Lander, sottraendolo all’accanimento giudiziario che si è acceso nei suoi confronti. Altrimenti il Ministro potrà ciecamente acconsentire a questa usurpazione, inviando Lander davanti all’Audiencia Nacional di Madrid: un tribunale speciale - unico in Europa - presso cui verrà intentato un processo fondato su una dichiarazione estorta sotto tortura.

La mobilitazione continua ora più che mai. Come nella giornata di ieri, in cui decine di presidi e striscioni si sono dispiegati in molte città italiane, invitiamo tutte e tutti ad attivarsi per partecipare a questa battaglia di civiltà.

Oggi il nostro comitato parteciperà alla manifestazione per i diritti dei prigionieri politici in tutto il mondo, convocata per le 17 al Colosseo

Vogliamo Lander libero. Vogliamo che Lander non venga estradato in Spagna.

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