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Radionderoad, focus su mafie e legalità

  • Martedì, 29 Dicembre 2020 16:47 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza


Zeroviolenza
28 dicembre 2020

Una nuova puntata (ascoltala qui) molto interessante direttamente dal nostro quartier generale, il Centro di Aggregazione Giovanile Antropos. Il focus di questo appuntamento è la legalità. Un tema di cui si parla, a volte, poco e con parole astratte. Visto il perdurare dell’emergenza sanitaria, abbiamo deciso poi di continuare a dar voce ai negozianti e agli imprenditori della cultura che portano avanti le proprie attività fra mille difficoltà.

Buon compleanno Libera. 20 anni di vera antimafia

Vent'anni fa, il 25 marzo 1995, nasceva Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Un'idea di Luigi Ciotti, che tuttora ne è il presidente. Sono ormai oltre 1.600 le associazioni, i gruppi e le realtà di base - insieme a più di 4.000 scuole e 60 facoltà universitarie - che Libera coinvolge in un mare di iniziative preziose sul versante dell'educazione alla legalità e della lotta alla mafia, alla corruzione, all'usura e al gioco d'azzardo.
Gian Carlo Caselli, Il Fatto Quotidiano ...

la Repubblica
23 05 2014

Accolta dal suono di tutte le imbarcazioni ormeggiate, è entrata nel porto di Palermo alle 9.35, con un'ora e mezzo di ritardo sul previsto, la "nave della legalità" partita ieri da Civitavecchia con a bordo 1.500 studenti di scuole di tutta Italia che commemorano con migliaia di loro coetanei siciliani i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel ventiduesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D'Amelio.

Oltre 3.000 i ragazzi che hanno atteso il traghetto sulle banchine, tra canti e palloncini in un clima festoso. Secondo la Fondazione Falcone, che organizza le iniziative, saranno 15.000 gli studenti coinvolti oggi a Palermo nelle manifestazioni. Sulla nave anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola.

Dal porto, come ogni anno, gli studenti in corteo raggiungeranno l'aula bunker dell'Ucciardone, dove fu celebrato il "maxiprocesso" contro oltre 400 mafiosi, per il consueto dibattito che oggi è dedicato a "Economia e legalità. L'uso responsabile del denaro pubblico".

Nella notte sulla nave si sono svolti una serie di incontri da gli studenti e i rappresentanti delle istituzioni che erano a bordo.
L'indagine che "ha portato alla luce quella illegalità" nell'ambito degli appalti per l'Expo di Milano "viene da filtri che lo Stato aveva posto per evitare che si insinuasse la criminalità organizzata". Il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso dell'incontro notturno sulla Nave della legalità davanti agli oltre 1.500 tra professori e studenti, sottolinea quindi la prontezza dello Stato sulla vicenda Expo, precisando che "per combattere la corruzione bisogna individuarla e farla emergere". E Grasso ha anche affermato che "a questo scopo ci sono Paesi che usano agenti provocatori infiltrati".

"Un Daspo per i politici c'è, mi sembra sia arrivato il momento di darlo anche agli imprenditori". Lo ha ribadito Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, nell'incontro notturno con gli studenti sulla Nave della legalità. Per Bindi, "se la corruzione riemerge così violenta non abbiamo imparato la lezione di venti anni fa. Sorprende che i nomi che balzano alla cronaca sono sempre gli stessi: quelli del '92, anno in cui furono uccisi Falcone e Borsellino ma anche l'anno di Tangentopoli. Uno strano collegamento". "Il nostro compito, il mio compito,quello di chi insegna e di chi coordina, è combattere il grande alleato della mafia che è l'ignoranza". Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nel corso dell'incontro notturno con gli studenti sulla Nave della legalità. Il ministro ha ribadito il ruolo della scuola come presidio di legalità e soprattutto "va combattuta la cultura della complicità" che può contagiare anche lo Stato.

"Il nostro compito, il mio compito, quello di chi insegna e di chi coordina, è combattere il grande alleato della mafia che è l'ignoranza". Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nel corso dell'incontro notturno con gli studenti sulla Nave della legalità. Il ministro ha ribadito il ruolo della scuola come presidio di legalità e soprattutto "va combattuta la cultura della complicità" che può contagiare anche lo Stato. 'Attenzione, sul terreno della corruzione si consumano rapporti sempre piu' stretti tra la mafia e le organizzazioni di malaffare". E' il monito lanciato dal procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, nell'incontro notturno sulla Nave della legalità. Ha ricordato che la corruzione in Italia "è di 60 miliardi euro l'anno, il 4% del pil, a fronte di 120 miliardi di euro l'anno in tutta Europa". Per il procuratore nazionale antimafia "non è un caso che sull'indagine Expo si sia arrivati agli arresti partendo da indagini su infiltrazioni della 'ndrangheta. La mafia prima di sparare, intimidire, usare violenza, preferisce instaurare rapporti collusivi.

Il Fatto Quotidiano
13 04 2014

di Giovanna Maggiani Chelli 

Il 14 aprile 2014 alle ore 15,30 saremo con il nostro avvocato di parte civile nell’aula bunker del Tribunale di Firenze.

Ricorderemo il magistrato Gabriele Chelazzi.

Il pomeriggio sarà dedicato – siamo certi che avrebbe voluto così – interamente ai ragazzi degli istituti scolastici fiorentini che durante l’anno hanno lavorato con l’Associazione dei familiari delle vittime della Strage di via Georgofili, comprendendo attraverso le nostre parole, con l’insegnamento dei loro presidi e insegnanti, l’importanza di poter vivere in un Paese che finalmente si prefigga di investire in norme per la legalità vera e di capire perché sono potute avvenire le stragi del 1993.

Insomma arrivare a capire perché Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, preceduti dai sopralluoghi del boss Matteo Messina Denaro, ancora oggi latitante, abbiano potuto arrivare, indisturbati, con 277 chili di tritolo fin sotto la Galleria degli Uffizi, a ridosso dell’Accademia dei Georgofili.

Eventi terroristici della portata di quello di via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio 1993, non v’è dubbio abbiano trovato terreno fertile nell’illegalità ampiamente diffusa nel Paese, pericolo ancora oggi più che mai latente, visti gli enormi capitali nelle mani di “cosa nostra”.

Capitali quelli mafiosi, fortemente custoditi e messi nelle condizioni di non confluire nelle casse dissanguate dello Stato anche in momenti disperati sul piano economico come quello che stiamo vivendo.

Ancora una volta attraverso la magistratura e tutti gli altri, cercheremo di far arrivare agli studenti un messaggio forte e chiaro, di come sia un dovere quello di cercare di rendere il Paese nel quale vivono e crescono, il più legale possibile.

Attraverso il ricordo di eventi drammatici come quello del 27 maggio 1993 e la presentazione del prezioso lavoro di quanti si sono prodigati e si prodigano ancora oggi, affinché si arrivi ad una verità completa sul massacro della notte dei Georgofili, auspichiamo che i nostri sforzi di stimolo arrivino al risultato di rendere nota quella verità completa che dia, sì, giustizia alle vittime dirette, ma che scongiuri soprattutto il pericolo del terrorismo eversivo mafioso.

Ovvero scongiurare quella forma di terrorismo mafioso che dopo quelle bombe del 1993 ha portato a 20 anni di deriva politico/istituzionale ed economica, una deriva ancora oggi sotto gli occhi di tutti noi, senza che se ne possa intravvedere una via di uscita, forse perché l’emergenza mafia non è percepita come una priorità, bensì come un fenomeno che non ci riguarda.

"Adesso se un immigrato perde il lavoro perde anche il diritto al soggiorno e cade nel circuito dell'illegalità, da cui poi è difficile uscire. Il lavoro è anche un bisogno e c'è tanto da recuperare. Lo si può fare anche attraverso l'integrazione". ...

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