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messico_igualaGeraldina Colotti, Il Manifesto
5 novembre 2014 

Due arresti eccellenti per il massacro di Igualain Messico. Si tratta dell' ex sindaco Luis Abarca e di sua moglie Maria de los Angeles Pineda, sorella di tre narcotrafficanti legati al cartello dei Guerreros Unidos. Una banda coinvolta nell'attacco a una mobilitazione studentescacondotto il 26 dicembre a Iguala con la complicità della polizia locale. ...

Oroval

lavoro

Oggi è una giornata particolare. Per donne, uomini, giovani, anziani, per pensionati, disoccupati, lavoratori, precari, studenti. Una giornata particolare dei diritti, della dignità, del lavoro operaio, perduto, da difendere. Per gridare al governo che la speranza nel futuro parte da questa piazza, da chi oggi è qui per dire no a una politica che ci riporta indietro di qualche secolo, quando l'articolo 18 era nei sogni degli utopisti, quando il padrone aveva il potere assoluto sulla vita dei lavoratori.
AA.VV, Il Manifesto...

Giornalettismo
17 10 2014

Torino è ancora terreno di tensione altissima tra polizia e manifestanti. Il centro della città è blindato per due giorni in occasione del vertice europeo dei ministri del lavoro, in programma al Teatro Regio. La Questura del capoluogo piemontese ha schierato 1.500 uomini tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, con l’aggiunta di agenti di polizia municipale che si occuperanno principalmente di dirimere le urgenze legate al traffico. Pochi minuti fa c’è stato un fitto lancio di lacrimogeni verso studenti, autonomi e No Tav a due passi dalle forze dell’ordine. Scena delle tensioni è Piazza Castello dove il cordone di sicurezza è disposto a difendere il luogo del summit.

SCONTRI A TORINO – I cortei di protesta sono tre. Obiettivo comune è quello di raggiungere la sede del vertice. Il primo, più corposo è quello organizzato dalla Fiom-Cgil partito da piazza XVIII Dicembre. Il secondo, organizzato da studenti dell’università e attivisti dei centri sociali ha iniziato il suo cammino da piazza Arbarello. Altra manifestazione da tener sotto occhio quello organizzato dall’ala antagonista, domenica pomeriggio con inizio da Palazzo Nuovo.

COSA SUCCEDE - Sono stati lanciati diversi fumogeni, bottiglie e petardi. “Non permetteremo a nessuno di macchiare questa grandissima manifestazione”, ha detto dal palco della Fiom Federico Bellono, segretario torinese del sindacato. In piazza Castello ci sono alcune migliaia di metalmeccanici provenienti da tutto il Piemonte in attesa dell’intervento di Maurizio Landini. “Dico – ha precisato – a chi in fondo alla piazza scioccamente va contro le forze dell’ordine che noi dobbiamo unire e non dividere il Paese”.

CHI PARTECIPA AL VERTICE – Al vertice partecipano i ministri con delega al lavoro e al sociale dei 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa. Presenti anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, il Segretario Generale Cde Thorbjorn Jagland, la vice-segretaria Generale, Gabriella Battaini Dragoni e il sindaco di Torino, Piero Fassino. L’occasione è ghiotta durante il Semestre italiano di Presidenza Ue e la scelta di Torino non è un caso in quanto il 18 ottobre 1961 venne firmata nel capoluogo piemontese la Carta che garantisce diritti economici e sociali fondamentali come il diritto a casa, salute, istruzione, lavoro, tutela giuridica e sociale, circolazione delle persone, non discrimininazioni.

Stefania Carboni

Corriere della Sera
13 10 2014

La rimozione nei quartieri di Admiralty e Mongkok sotto gli occhi dei manifestanti che non si aspettavano l’azione. :«Interventi necessari per consentire il traffico regolare».

La polizia di Hong Kong ha iniziato a rimuovere a sorpresa le barricate erette dai manifestanti pro democrazia da più di quindici giorni. Lo smantellamento è iniziato ad Admiralty, il quartiere dei ministeri ed è avvenuto anche a Mongkok, uno dei principali luoghi della protesta. I poliziotti sono intervenuti senza indossare la tenuta anti sommossa. I manifestanti che chiedono a Pechino la garanzia di una democrazia totale per l’antica colonia britannica, non si aspettavano l’intervento della polizia.

«Rimozione necessaria»
In un comunicato le forze dell’ordine di Hong Kong hanno spiegato la rimozione delle barricate è stata necessaria pera consentire un traffico regolare e che non ha l’obiettivo di rimuovere i manifestanti pro-democrazia. L’azione degli agenti però è arrivata dopo che domenica il capo del governo o «chief executive» Leung Chun-ying aveva respinto per l’ennesima volta la richiesta di dimissioni e aveva sostenuto che il movimento di protesta «non ha alcuna possibilità» di raggiungere i suoi obiettivi. Negli ultimi giorni il numero dei manifestanti è nettamente diminuito e oggi nelle strade rimangono poche decine di persone

Corriere della Sera
29 09 2014

Le autorità chiedono ai manifestanti di disperdersi, ma migliaia restano in piazza. Pechino blocca Instagram e avverte le potenze straniere: non intromettetevi

di Redazione online

Hong Kong paralizzata dalle proteste. Decine di migliaia di persone sfidano Pechino e restano in piazza per chiedere più democrazia, nonostante gli inviti delle autorità a disperdersi e gli scontri scoppiati domenica. Pechino si trova ad affrontare una delle sfide politiche più impegnative da piazza Tiananmen, 25 anni fa. Lungi dal diminuire, il numero di manifestanti va crescendo di ora in ora ed ora si temono di nuovo scontri. In un estremo tentativo di sedare gli animi, l’esecutivo ha annunciato il ritiro degli agenti in assetto anti-sommossa dalle strade. E in effetti a situazione con la polizia, tesa fino alle ultime ore di domenica, è tornata a una relativa calma. Ma intanto l’esecutivo ha cancellato i fuochi d’artificio in programma per mercoledì, 1 ottobre, giornata di festa nazionale.

Sono ancora decine di migliaia gli studenti in piazza nell’area di Admiralty e Tamar, dove ha sede il governo di Hong Kong. Stamane gli studenti hanno assistito a comizi degli organizzatori delle manifestazioni, indette ufficialmente nella notte tra sabato e domenica, e intonato slogan pro-democratici. «Da movimento studentesco si è trasformato in movimento di disobbedienza civile», ha spiegato una giornalista del quotidiano locale, The Standard, incontrata ad Admiralty. «A Mongkok l’età dei manifestanti è generalmente più alta». I giovani provenienti dalle varie università dell’isola hanno sfilato lungo la Connaught Road in direzione di Admiralty, cuore delle proteste. Alcuni di loro distribuivano i nastri gialli simbolo degli scioperi degli studenti universitari in corso da lunedì. Assieme a loro, ad Admiralty, anche molti altri giovanissimi studenti delle scuole superiori, che costituiscono una delle componenti numericamente più importanti di Occupy Central. Minore, invece, la presenza delle forze dell’ordine rispetto a domenica, quando hanno attaccato la folla con lacrimogeni e spray al peperoncino (la polizia ha fatto sapere che domenica ha usato i gas lacrimogeni 87 volte).

Giù la borsa
Le proteste e gli scontri si sono fatti sentire anche sulla borsa di Hong Kong dove l’indice principale , a metà giornata, cedeva quasi due punti percentuali. Non ha invece risentito delle proteste la borsa di Shanghai.

La Cina blocca Instagram
Per impedire il diffondersi delle immagini della protesta il governo di Pechino avrebbe intanto bloccato Instagram in Cina, come riferiscono testimoni su Twitter. Questo per impedire che foto e video della protesta nella ex colonia britannica vengano diffuse attraverso i social. Il governo centrale cinese teme infatti che le rivendicazioni democratiche di Hong Kong arrivino anche nella madrepatria.

La minaccia di Pechino
La stampa ufficiale di Pechino bolla le manifestazioni come azioni ordite da «estremisti politici» che però sono «destinati al fallimento» perché «sanno bene che è impossibile modificare la decisione» sulle modalità delle elezioni del 2017 per il governatore. Il ministero degli Esteri cinesi ha intanto avvertito Stati Uniti e altre nazioni di non immischiarsi negli affari di Hong Kong perché le proteste sono una questione interna.

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