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"Mai più bambine spose": a Roma il finto matrimonio

  • Martedì, 27 Ottobre 2015 14:52 ,
  • Pubblicato in Flash news

L'Unità
27 10 2015

Giorgia e Paolo sposi. 10 anni lei, 45 lui: davanti al Pantheon a Roma si è celebrato un "matrimonio forzato", una messa in scena che accende però i riflettori su una pratica diffusa che tocca ogni anno 13,5 milioni di bambine e ragazze in tutto il mondo, 37mila ogni giorno, secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). ...

Spose precoci

  • Venerdì, 24 Luglio 2015 10:31 ,
  • Pubblicato in Flash news
Internazionale
24 07 2015

Non dimenticherà mai il momento in cui la sua vita è precipitata, i suoi genitori sono diventati all'improvviso dei nemici e l'adolescente che era stata fino a quel momento si è trasformata, agli occhi di tutta la famiglia, in una ribelle insolente e scapestrata.

Aveva appena compito 14 anni e tornava da scuola con la cartella sulle spalle e la divisa un pò sgualcita. Si era sistemata nel soggiorno della sua casa a Derby, nel Regno Unito, per fare i compiti.

La madre, con indosso il sari tradizionale, le avevo chiesto di sedersi accanto a lei sul divano e le aveva mostrato la foto di un gruppo di uomini, tutti indiani, indicandogliene uno: "E' l'uomo che sposerai". ...

Anche in Italia il dramma delle mamme bambine

Sono circa 20 mila nel mondo le ragazze sotto i 18 anni che ogni giorno diventano madri. E su un totale di 7 milioni 300 mila mamme adolescenti, 2 milioni hanno meno di 15 anni.
Antonella Barina, il Venerdì-la Repubblica ...

La 27 Ora
12 06 2015

Wasila Tasi’u ha 15 anni. Non ha mai imparato a leggere e scrivere perché non è mai andata a scuola, ma è una vedova e un’assassina. Ha passato gli ultimi dieci mesi in un carcere nigeriano nello stato di Kano per l’omicidio del marito di 35 anni che le era stato imposto di sposare come seconda moglie.

Nell’aprile dell’anno scorso, una settimana dopo il matrimonio, il marito Umar ha invitato gli amici per festeggiare. Wasila ha preparato il banchetto: riso condito con veleno per topi. Sono morti in quattro e lei è finita sotto processo per omicidio: rischiava la pena capitale. Ma l’altro ieri è stata liberata, con il suo velo candido sopra la gonna multicolore. Il suo avvocato, una donna (con lei nella foto) ha convinto il procuratore a ritirare le accuse. Avevano cercato di condannarla sulla base di una confessione in inglese che aveva firmato con l’impronta del pollice: ma lei parla solo la lingua Hausa.

Non era affatto scontato che Wasila ottenesse la libertà. Un’altra minorenne che ha ucciso il marito trentacinquenne resta in carcere.

Wasila ha un altro problema però: molti la vogliono morta.

Gli attivisti per i diritti umani hanno esultato alla notizia del suo rilascio. Ma c’è anche chi crede che sia un’ingiustizia. I leader religiosi del villaggio del Nord da cui proviene chiedono un risarcimento per le vittime: 36 milioni di naira (170mila dollari) per ciascuno dei morti sulla base della sharia. Il governo ha offerto 2 milioni di naira (quasi diecimila dollari) per ciascuno, ma gli interessati hanno rifiutato. ”Quattro persone sono morte. La gente è arrabbiata. Potrebbero reagire”, ha spiegato all’Associated Press l’avvocata Aliyu Ibrahim, che ha difeso Wasila pro bono perché si batte per i diritti delle donne nigeriane da quasi trent’anni.

La famiglia di Wasila è andata a trovarla pochissime volte quand’era in carcere. Ora però la rivuole. L’avvocato Ibrahim teme che la darebbero in moglie a qualcun altro. D’altra parte, aggiunge, senza scuole nella zona non è che ci siano grandi alternative per i genitori. In Nigeria i matrimoni con le minorenni sono contro la legge, ma sono frequenti lo stesso (le norme non sono state ratificate nel nord del Paese, dove metà delle ragazze a 15 anni sono già mogli).

Durante il processo, Wasila non ha fiatato: ha guardato il pavimento. E’ stato condotto in inglese e lei non capiva una parola. Faticava, però, a controllare le emozioni e di tanto in tanto scoppiava in lacrime.

Viviana Mazza

Bambine spose in IndiaIl villaggio si chiama Benisar, è nel deserto di Thar, nel Rajasthan favoloso. Il primo appuntamento è in uno stanzone della scuola. Ci sono una sessantina fra bambine, ragazze e giovani donne, qualcuna col proprio bambino. Non conoscono la bella condizione di Virginia Woolf, "una stanza tutta per sé", ma se la sono conquistata. La loro bandiera è l'abolizione del matrimonio infantile. Una metà dei matrimoni segue ancora questa triste tradizione, benché una benedetta legge abbia fissato nel 2006 l'età minima per sposarsi a 18 anni per le donne e 21 per gli uomini.
Adriano Sofri, La Repubblica ...

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