Il video contro il mobbing che conquista Facebook in Germania

  • Giovedì, 12 Febbraio 2015 16:06 ,
  • Pubblicato in Flash news

Giornalettismo
12 02 2015

Un video contro il mobbing sta conquistando la Germania. In pochi giorni un filmato pubblicato su Facebook è diventato virale, con più di due milioni di condivisioni. Il video racconta i sentimenti delle vittime del mobbing, attraverso il volto silenzioso e i messaggi scritti da un ragazzo di 19 anni preso in giro dall’infanzia per la sua obesità.

Un ragazzo tedesco di 19 anni ha realizzato un video contro il mobbing che sta avendo un enorme successo in Germania. Il nome dell’autore è Benjamin Drews, uno pseudonimo di uno studente che ha appena concluso le scuole superiori e ora cerca un’opportunità di formazione in un’azienda, come racconta a Spiegel Online. Il sito del settimanale tedesco racconta come in pochi giorni il video di Benjamin sia stato condiviso da oltre due milioni di persone su Facebook, un fenomeno virale che ha evidenziato quanto sia sentito il tema del mobbing. In questo filmato Benjamin Drews parte dalla sua esperienza personale, di ragazzino con problemi di peso tormentato da molti anni da compagni di classe per la sua obesità. Il video contro il mobbing è molto semplice.

La telecamera è fissa sul volto in bianconero di Benjamin Drews, che rimane silente per i circa due minuti di durata sul sottofondo musicale di “River Flows in You”, e sfoglia dei biglietti in cui sono scritti frasi che rimarcano i tormenti di chi subisce il mobbing.

Il testo è il seguente
Gente, nessuno vale di meno solo perché: è un disabile, forse non ha molto denaro, forse non è abbastanza intelligente, forse non ha una linea perfetta, perchè è gay, lesbica o bisessuale, ha un altro colore della pelle, un’altra fede o una diversa provenienza. Le vittime del mobbing si sentono spesso sole e abbondonate, feriscono il loro corpo, perchè pensano che sono diversi. Hanno istinti suicidi! E Tu,come ti sentiresti? Solo insieme possiamo muovere qualcosa. Se sei anche tu contro il mobbing condividi questo video!

Spiegel Online nota come il video di contro il mobbing di Benjamin Drews ricordi il filmato realizzato da Amanda Dodd, la ragazza canadese di quindici anni che si è suicidata in seguito alle angherie subite durante la sua adolescenza. Il ragazzo tedesco ha spiegato a Spiegel Online di non aver pensieri suicidi, e sulla sua pagina Facebook ha commentato con entusiasmo l’incredibile ondata di solidarietà e affetto ricevuta.

Pezzi di ricambio

L'azienda dice che nella fabbrica storica della notissima marca di scooter, ci sarebbe "un tasso di assenteismo complessivo significativamente più elevato rispetto alle aziende del settore". Colpa di Marco e degli altri, pare, per via della loro "presenza al lavoro del tutto discontinua". "La lettera mi contesta 81 giorni", spiega Marco."Ho un contratto part time verticale il che significa che lavoro 7 mesi l'anno. Dai certificati che ho non tornano assolutamente i conti con i giorni contestatimi nella lettera", sbotta.
Checchino Antonini, Left ...

Mobbing e famiglia: realtà incompatibili

  • Mercoledì, 05 Novembre 2014 09:49 ,
  • Pubblicato in Il Commento
MobbingSimona Napolitani, Zerviolenza
5 novembre 2014

Recentemente la Corte di Cassazione ha reso una sentenza a dir poco singolare: non si può estendere il reato di mobbing all'ambito familiare. Il caso concreto riguardava una donna che aveva accusato il marito di comportamenti mobbizzanti, per indurla a lasciare la casa coniugale: provocazioni, umiliazioni, continue offese, insomma una vita impossibile.

Il ritorno della schiavitù

  • Mercoledì, 08 Ottobre 2014 10:43 ,
  • Pubblicato in Flash news
MicroMega
08 10 2014

Ritorno della schiavitù: non saprei descrivere altrimenti il regresso delle condizioni di vita e di lavoro che milioni di lavoratori stanno subendo in tutto il mondo. Un processo che procede di pari passo con lo smantellamento dei rapporti di forza delle organizzazioni sindacali, l’eliminazione delle residue tutele legali a favore dei lavoratori e l’ossessiva riproposizione della flessibilità del lavoro quale unica condizione per rilanciare la crescita.

Mentre in casa nostra si discute di Jobs act e abolizione dell’articolo 18, negli Stati Uniti – dove i lavoratori non hanno mai usufruito di diritti paragonabili a quelli (a suo tempo) garantiti dai sistemi di welfare europei – sfruttamento e asservimento raggiungono livelli paradossali, prefigurando scenari con i quali anche noi potremmo presto essere costretti a  convivere. I record più assurdi, al limite del grottesco, si registrano nel settore dei servizi, dove si concentra ormai la maggioranza della forza lavoro, come dimostrano i tre esempi che descrivo qui di seguito.

A Detroit, un giudice ha diffidato il responsabile di una catena che gestisce in franchising ventidue ristoranti Burger King dal perseverare nelle pratiche di mobbing contro i dipendenti sindacalizzati. Riferendo della sentenza, l’Huffington Post cita, fra i vari esempi di tali pratiche, la sospensione dal lavoro comminata a un dipendente “colpevole” di non avere disposto nell’ordine corretto (devono formare un quadrato perfetto) i sottaceti all’interno di un panino!

Sempre l’Huffington Post riporta l’incredibile post pubblicato sul blog della società Uber (il servizio di prenotazioni di taxi via smartphone, che ha scatenato feroci polemiche da parte dei servizi di taxi tradizionali). Uber si vanta di avere offerto agli insegnanti che percepiscono stipendi da fame l’opportunità di arrotondare i loro redditi lavorando come autisti part time: “grazie a Uber, si legge nel post, gli insegnanti possono aumentare i propri introiti senza rinunciare a plasmare il futuro dei loro studenti, coltivando una generazione immaginativa, determinata e fiduciosa nelle straordinarie possibilità di cui potrà usufruire”. In Rete sono inevitabilmente fioccati commenti salaci sulla natura di tali possibilità, oltre che sul pessimo gusto di questa farsesca apologia del doppio lavoro.

Infine segnalo, da un articolo del New York Times, le cause intentate da alcuni lavoratori alla società che gestisce in subappalto il magazzino di Amazon a Las Vegas. Per accertare eventuali furti, i dipendenti sono soggetti a ispezioni che possono durare fino a venticinque minuti (e che arrivano al termine di una giornata lavorativa di dodici ore!), per cui chiedono che quella mezzora sia considerata come parte integrante del tempo di lavoro e retribuita di conseguenza. Il bello è che l’amministrazione Obama sta sostenendo le ragioni del datore di lavoro e rigetta come infondata la pretesa dei dipendenti, dal che si evince come i Democratici – obamiani o renziani che siano – abbiano le idee molto chiare quando si tratta di decidere da che parte stare in casi del genere.

Carlo Formenti

Gli uomini che fanno paura alle donne

  • Lunedì, 23 Giugno 2014 11:50 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Fatto Quotidiano
23 06 2014

di Ferruccio Sansa

E' capitato a tutti noi uomini. A chi scrive, a voi che leggete. Magari ti trovi a camminare in una strada di notte, incroci una donna sola e vedi la paura nei suoi occhi. La senti nel suo passo che accelera, mentre immagini il cuore che le batte forte. In quei momenti te ne accorgi: non c`è niente di più angosciante che provocare terrore in un altro essere umano. ...

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