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Tolleranza zero sulle mutilazioni genitali femminili

  • Giovedì, 06 Febbraio 2014 10:17 ,
  • Pubblicato in Flash news

GiULiA
06 02 2014

Oggi - 6 febbraio - è la giornata mondiale indetta dall'ONU per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili (Mgf).

Nonostante continui sforzi per indurre l'abbandono delle pratiche della mutilazione dei genitali, nonostante sempre più comunità abbiano abbandonato l'uso di queste pratiche, incombe ancora questa orribile minaccia per milioni di bambine e ragazze in tutto il mondo. L'infibulazione e le altre pratiche che minano la salute fisica e psicologica delle giovanissime sono ancora molto diffuse.

Le stime parlano di più di 125 milioni di ragazze e donne mutilate in quasi 30 Paesi in Africa e in Medio Oriente.

Ma si registrano casi di Mgf anche in Europa, Australia, Canada e Stati Uniti. Si tratta di avvenimenti che si compiono nella più totale illegalità e, per questo motivo sono difficile da censire statisticamente.

L'Associazione Genere Femminile è dalla parte di chi sostiene che tutti insieme dobbiamo e possiamo fare molto. Insieme, governi e società civile, possiamo eliminare questo fenomeno e aiutare ragazze e donne ad avere una vita più sana e completa.

Non è facile confrontare indagini ma, dai dati e analisi sul tema a disposizione, si evince che le ragazze più giovani tendono a sottrarsi alla pratica con maggiore efficacia rispetto a quanto riuscissero a fare le loro coetanee negli anni precedenti.

Molti programmi di organizzazioni internazionali basati sul rispetto dei diritti umani e con un approccio sensibile alle diverse culture, stanno contribuendo a porre fine alla pratica.

Il cambiamento può avvenire se ci si rivolge direttamente alla comunità, ai leader religiosi, alle donne, in particolare le più anziane, per far loro conoscere gli effetti nocivi delle Mgf.

Importante è stato l'impegno dell'Italia e del resto del mondo da un punto di vista legislativo.

Occorre consolidare e intensificare l'impegno politico globale, sostenere altre azioni nazionali e pianificare strategie specifiche per costruire un più ampio movimento di opinione che contribuisca a condannare senza mezzi termini le Mgf perché tanti ostacoli devono ancora essere superati.

"Teniamo presente - sottolinea Cotrina Madaghiele, presidente dell'Associazione Genere Femminile - che le Mgf sono pratiche dannose, umilianti, dolorose, con effetti nocivi sulla salute riproduttiva e sessuale delle donne, ma sono anche una grave violazione dei diritti umani fondamentali delle donne".

Ecco perché la chiave per rompere il ciclo di violenze e promuovere i diritti umani è di rendere le donne e le ragazze più consapevoli dei propri diritti anche riguardo alla loro salute sessuale e riproduttiva.

Il Corriere della Sera
04 02 2014

Giovedì 6 febbraio celebreremo la Giornata internazionale della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf). Le Nazioni Unite hanno designato tale giornata nel 2003 per diffondere sempre maggiore consapevolezza su tale pratica tradizionale che viola i diritti umani di donne e bambine. In 28 paesi dell’Africa sub-sahariana e del Medio Oriente, ancora 140 milioni di donne convivono con le mutilazioni genitali e si stima che ogni anno ci siano altre tre milioni di bambine sottoposte allo stesso rischio.. Oltre a un fortissimo dolore, le Mgf sono causa di prolungate emorragie, infezioni, infertilità o addirittura morte.

Ma non è soltanto in Africa e in Medio Oriente che bambine e donne vengono sottoposte a questa tortura. Purtroppo l’immigrazione ha fatto crescere il fenomeno anche in Europa. A Londra, per esempio, in tre anni ci sono state più di duemila vittime delle Mgf, come abbiamo già raccontato in questo post. La Gran Bretagna in alcuni casi è diventata una meta per quelle famiglie di origine straniera che vivono in Europa e che vogliono imporre alle figlie la clitoridectomia perché mentre in Francia ci sono state più 100 persone condannate (anche a 13 anni di prigione) per aver mutilato delle bambine,in Gran Bretagna non c’è mai stato un singolo processo nonostante almeno 82 casi siano stati denunciati come potete leggere in questo post. Si calcola che in Europa ci siano più di 500mila bambine e donne (35mila in Italia) che sono state sottoposte all’asportazione della clitoride o peggio ancora all’infibulazione (pratica in un cui i genitali esterni vengono cuciti rendendo molto doloroso qualsiasi rapporto sessuale e pericoloso il parto).

L’adozione della Risoluzione per un bando universale delle mutilazioni genitali femminili da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, avvenuta nel dicembre 2012 , rappresenta un passo nella giusta direzione. Ma ora ci si aspetta che si passi dalle parole ai fatti.

La condanna della comunità internazionale è stata un passo importante, offrendo anche uno strumento in più alle attiviste che nei vari Paesi sono impegnate nel lavoro sul campo. "Ma una risoluzione dell'Onu di per sé è un'arma spuntata se non trova effettiva applicazione da parte degli Stati. E i recenti rapporti ci dicono che, nonostante gli sforzi compiuti per eliminarle, le mutilazioni continuano". ...
Over all, Unicef estimates that more than 125 million girls and women have undergone the practice and that 30 million girls are at risk of it over the coming decade. The report is the first in which Unicef assessed the practice among all age groups in all 29 countries. ...

Egitto: bambina di 13 anni muore per infibulazione

  • Mercoledì, 12 Giugno 2013 07:25 ,
  • Pubblicato in Flash news

Frontiere news
12 06 2013

Aveva 13 anni Suhair al-Bata’a, la bambina morta in Egitto subito dopo essere stata circoncisa clandestinamente in una clinica privata nel governatorato di Daqahliya, a nord est del Cairo.

Nonostante l’Egitto abbia dichiarato illegali le mutilazioni genitali femminili a partire dal 1996, in molte aree del Paese la pratica barbarica continua ad essere esercitata senza però trovare giustificazioni né di carattere scientifico né di carattere religioso, come ha dichiarato l’Unicef.

L’episodio è stato denunciato dal Consiglio nazionale delle donne egiziane e dai genitori della vittima che adesso chiedono giustizia per la figlia. Dall’esame autoptico infatti è emerso che la morte è stata causata da “un brusco calo della pressione sanguigna derivato dal trauma”.

 

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