Parità Donne e UominiAnnarita Frullini, Zeroviolenza
16 maggio 2016

Nel nostro Paese l’equilibrio di genere nella rappresentanza politica è ormai legiferato, e grazie anche ai buoni risultati apportati dalla legge Golfo Mosca legge 120/2011 può sembrare scontato che si riproponga l'equilibrio di genere anche nelle rappresentanze del mondo professionale.

Loredana Lipperini
30 11 2015

Esattamente quattro anni fa usciva un gran libro di Nina Power, La donna a una dimensione. Lo hanno dimenticato in molti, come è diventato normale, ed è diventato normale fare spallucce e giustificarsi con la gran mole di titoli. Lo faccio anche io.

Però quel libro andrebbe recuperato oggi, in un momento in cui i processi descritti da Power sono andati avanti, e quella che sembrava un'onda difficile da contenere è stata contenuta, eccome.
Con la complicità di chi ha fatto surf su quell'onda.

Quattro anni fa, 2011, l'anno del 13 febbraio e di Se non ora, quando?, che ha saputo indubbiamente radunare e convogliare le tante anime dei femminismi, e invitare le donne attive sui territori a organizzarsi e a fare rete.
Bellissimo, e importante.

Ma è altrettanto importante, e in negativo, quello che è successo dopo: perché mi sembra difficilmente negabile che una delle funzioni di Snoq (o almeno di parte del suo gruppo centrale) sia stata quella di consegnare quel patrimonio a un partito.

Il Pd, nel caso.

E di usarlo per battere Berlusconi, si diceva allora. Nei fatti, per far rientrare nei ranghi le battaglie non delle sole donne, ma comuni (ah, il vecchio discorso, che occorrerebbe ogni volta ripetere: non esiste società civile se non si raggiungono pari opportunità, fra persone di ogni appartenenza sessuale e naturalmente fra persone di ogni provenienza sociale, perché le due cose vanno insieme).

Sia. E' avvenuto, appartiene al passato e non si può modificare. Ma mi piacerebbe molto, ora, rivolgermi alle donne che sono state elette nel Pd e che provenivano dalle fila di Snoq. Mi piacerebbe che mi rispondessero su un punto.

Nella legge di stabilità 2016, all'articolo 1, comma 334, gli stanziamenti per le Pari Opportunità subiscono un taglio di 2,8 milioni di euro l'anno nel triennio 2016-2018.
Lo sanno, se ne sono accorte? Hanno qualcosa da dire sul fatto che nel 2018 gli stanziamenti passeranno dai circa 28 milioni previsti inizialmente per il 2016 (e ridotti a circa 25) a 17.597.000? Prevedono di fare qualcosa? O almeno di dire qualcosa?

E per chi, già ora, ritiene di dover dire che gli stanziamenti per le Pari Opportunità vengono tagliati nell'ambito di una generale riduzione degli stanziamenti per la Presidenza del Consiglio, verrebbe da rispondere chiedendo perché le Pari Opportunità sono ancora appannaggio della medesima. E per chi volesse aggiungere che le Pari Opportunità sono poca cosa rispetto a tutto quello che si deve fare per i giovani, gli anziani, i disoccupati, la risposta è sempre quella: non esiste avanzamento sociale ed economico se prima non si risolvono le disparità.

Noi che l'11 febbraio c'eravamo, e anche chi non c'era, attendiamo con fiducia.

Gender GapMonica D'Ascenzo, Il Sole 24 Ore
20 Novembre 2015

Il miglior piazzamento di sempre. Se l'Italia fosse un atleta e il Global Gender Gap Index, stilato dal World Economic Forum, fosse una competizione olimpica, ieri avremmo potuto riassumere così i risultati.
Asili nidoIn Italia meno del 12% dei bambini riescono ad ottenere un posto all'asilo nido comunale. Un dato-choc che
aiuta a capire perché da anni gli italiani siano in fondo alle  classifiche mondiali per nascite.
La Stampa ...

L'altra metà del sincro, in acqua anche i maschi

Davanti al giorno che farà storia si scopre che il nuoto sincronizzato resta una questione di nomi e non di sesso. Debuttano gli uomini nella specialità tutta al femminile. Domani i ragazzi rompono un tabù con il duo misto.
Giulia Zonca, La Stampa ...

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