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Corriere della Sera
08 09 2014

Al Museo MAXXI di Roma fino al 9 ottobre gli incontri con gli artisti: Eva Marisaldi, Francesca Grilli, Donato Piccolo, Iannis Kounellis e Luigi Ontani

di Francesca Pini

Donna, partorirai con dolore! Da quel momento il rapporto della donna con la propria maternità è diventato complesso. E se prima si nasceva in casa, poi sono stati gli ospedali a farsi carico (ormai quasi esclusivamente) della nascita come avvenimento medico. Il parto è diventato sempre più simile a un’operazione, specie quando si tratta di un taglio cesareo che richiede anestesia e bisturi (l’Italia è fra l’altro il Paese con il più alto tasso di cesarei). E che l’argomento “parto” stesse diventando un problema sociale oltre che personale se ne accorse già negli anni Settanta un ginecologo scrittore come Frédéric Leboyer che, nel 1973, pubblicò un libro-manifesto dal titolo Per una nascita senza violenza nel quale proponeva una visione alternativa a quella della nascita considerata quasi una malattia, e non invece un rito da rispettare. Oggi si è anche arrivati a delegare il parto (nei casi dell’utero in affitto, pratica ammessa in alcuni Paesi), ma, in ogni caso, l’atto di partorire è un evento esclusivo fra la donna e il bambino che custodisce nel suo ventre. Leboyer nel corso degli anni ha pubblicato ancora altri libri sul tema, tra cui L’arte di partorire (2008).

Da sempre, fin dal Medioevo, l’arte si è appropriata di questa tematica della gravidanza, dapprima in senso religioso e teologico, raffigurando la Maternità della Vergine come avvenimento mistico (come nella Madonna del Parto di Piero della Francesca), e oggi non è da meno, anche se il baricentro è diventato laico. Tra i primi artisti contemporanei ad inventare, nel 1998, un link diretto tra nascita e operad’arte è stato Alberto Garutti, con una suo famoso intervento nella città di Bergamo (in collaborazione con l’ospedale locale), generato appunto dal primo vagito di un bebé. Che, a sua volta, faceva accendere una luce in città, quasi fosse una piccola cometa. Garutti lo aveva pensato per Piazza Dante a Bergamo. Ed erano proprio i papà in sala parto a premere quel bottone “magico”, che rendeva i lampioni improvvisamente più luminosi, diventato emblema della vita. Recentemente anche un altro artista di grande levatura, come Iannis Kounellis, ha dato il suo contributo al tema del parto, donando al Policlinico una sua installazione per la Mangiagalli di Milano, in cui vediamo pendere da tanti fili d’acciaio delle teste di statue classiche, come simbolo di continuità tra generazioni.

In questo solco nasce l’iniziativa Partorire con l’arte, proposta dal ginecologo romano Antonino Martino (in forza al San Pietro Fatebenefratelli e fondatore su Facebook di una comunità di collezionisti). Anche in questo caso si tratta di rasserenare la dolce attesa (spesso nutrita di troppe ansie per il nascituro), di sdrammatizzare la medicalizzazione dell’evento. Nove mesi di preparazione psicologica passano in fretta (senza considerare che anche la nascita può ingenerare una depressione post partum più o meno grave), ma a questa si può aggiungere oggi anche un capitolo soft, un dialogo tra partorienti, medici, storici dell’arte ed artisti come quelli che il dottor Martino ha coinvolto in questa prima edizione di Partorire con l’arte.

A rispondere per primo all’appello è stato il Museo MAXXI di Roma che accoglierà (fino al 9 ottobre) diversi incontri ai quali parteciperanno, tra i molti relatori, Ginevra Cascelli (ostetrica e antropologa), Miriam Mirolla (psicologa dell’arte), Irene Martini (biologa), Anna Mattirolo (direttrice del MAXXI), Claudio Strinati (storico dell’arte). E tra gli artisti Eva Marisaldi, Francesca Grilli, Donato Piccolo, Iannis Kounellis e Luigi Ontani, che in una celebre foto si auto rappresenta come la Lupa che allatta Romolo e Remo. Dice Martino: «Il mio pensiero va soprattutto ai nascituri, anche come potenziali futuri appassionati d’arte, e comunque sensibili alla cultura, abituandoli con naturalezza già da quando stanno nel grembo delle future madri».

Sappiamo da studi scientifici che il feto reagisce all’ambiente, che “avverte” gli stimoli trasmessi dalla madre, e, per attenuare l’ansia, anche parlare d’arte può rivelarsi un valido antidoto. Ma ancora un’altra iniziativa pensa ai futuri bebè, con un progetto della Fondazione Medicina a Misura di Donna, avviato all’ospedale Sant’Anna di Torino (dal 9/09), che doterà tutti i nascituri di un “passaporto culturale”, ogni famiglia di un nuovo cittadino torinese riceverà questo documento con il quale potrà visitare gratuitamente Palazzo Madama, naturalmente con il proprio bambino.

 

Il dibattito aperto dal caso dell'atleta che ha gareggiato all'ottavo mese. Più donne la vivono con naturalezza, come le loro nonne ...

La depressione post parto dei neopadri

  • Martedì, 20 Maggio 2014 07:00 ,
  • Pubblicato in La Denuncia
Francesco Piolo, Corriere della Sera
18 maggio 2014

Ormai è un fatto noto: la depressione di padri che hanno appena avuto un figlio si avvicina al 10 per cento (con tendenza all'aumento, come dicono i meteorologi). La grande novità dei nuovi padri, quelli che si sono affrancati dalle consuetudini medievali in vigore fino a non troppo tempo fa, è anche questa. ...
Oggi viene applicata a macchia di leopardo, e spesso tocca alle donne delle fasce più deboli scontare attese, indecisioni e mancanza di attrezzature, all'insegna del motto biblico "Partorirai con dolore". Nelle nuove linee guida, invece, si tratteggia uno scenario in cui tutte le cittadine, senza distinzioni, avranno diritto a partorire con l'aiuto dell'anestesia. ...
Ormai è un fatto noto: la depressione di padri che hanno appena avuto un figlio si avvicina al 10 per cento (con tendenza all'aumento, come dicono i meteorologi). La grande novità dei nuovi padri, quelli che si sono affrancati dalle consuetudini medievali in vigore fino a non troppo tempo fa, è anche questa. Dando una grande fiducia a questa tanto attesa evoluzione del maschio, le donne non avevano calcolato la sua capacità di esprimere soprattutto le fragilità, e di assumersi meno i compiti....

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