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ArticoloTre
16 07 2015

Questa volta il tema è la pedofilia: la Commissione europea ha infatti inviato al nostro paese un parere motivato, secondo passaggio della procedura di infrazione Ue, per la mancata comunicazione di tutte le misure nazionali adottate per assicurare la piena attuazione della direttiva comunitaria contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.

L'Ue -che ha inviato pareri motivati anche a Grecia, Malta, Portogallo, Romania e Spagna- ha sottolineato come le misure di tale direttiva dovessero essere attuate già entro il dicembre 2013; nonostante i solleciti e lettere di messa in mora, l'Italia non ha ancora provveduto a comunicare alla Commisione che fine abbia fatto la direttiva, che ha prevede un'armonizzazione della definizione dei reati penali in materia di abuso sessuale contro i bambini, di sfruttamento sessuale dei bambini e di pornografia minorile in tutta l'Unione europea.

La stessa stabilisce inoltre un livello minimo di sanzioni penali e comprende anche disposizioni per lottare contro l'abuso sessuale on-line a danno dei bambini e contro il turismo sessuale avente per oggetto i minori. Infine, intende impedire che le persone condannate per crimini sessuali contro i bambini esercitino attività professionali che comportano un contatto frequente con i bambini.

Adesso, l'Italia e gli altri cinque Paesi hanno due mesi di tempo a disposizione per notificare alla Commissione tutte le misure adottate per assicurare la piena attuazione della direttiva. In caso contrario la Commissione ha facoltà di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE.

Pedofilia, il papa punisce l'omertà

haringLa notizia è molto buona: ieri il papa ha accettato di introdurre, accogliendo la proposta della Commissione vaticana per la tutela dei minori, il reato di "abuso di ufficio episcopale", che colpirà quei vescovi che non hanno preso abbastanza sul serio o addirittura ostacolato le denunce di reati commessi da preti su minori e disabili. A una speciale sezione della Congregazione della dottrina della Fede spetterà il compito di emettere il giudizio su questa particolare fattispecie di reato. È una novità molto positiva perché riconosce due principi egualmente importanti, entrambi riferibili alla nozione di responsabilità.
Marco Marzano, Il Fatto Quotidiano ...
L'anno del Signore 2015, il secondo del pontificato di papa Francesco, vede il primo prete arrestato per pedofilia proprio agli inizi del calendario, il 2 gennaio scorso [...] Dalle Alpi alla Sicilia, in diverse comunità sparse nello Stivale e nelle Isole maggiori e minori, dal 2 gennaio al 6 maggio scorso [...], si contano 18 ecclesiastici italiani arrestati o coinvolti in inchieste giudiziarie per fatti simili. In 120 giorni, e facendo la statistica con il metodo di Trilussa, fanno 4,5 preti al mese.
Filippo di Giacomo, il Venerdì-la Repubblica ...

Generazione pedofili, il lato oscuro della Swinging London

  • Giovedì, 21 Maggio 2015 08:15 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Fatto Quotidiano
21 05 2015

Che erano tanti si sapeva, coperti per decenni da omertà e amicizie di alto livello. Ma nessuno avrebbe mai immaginato uno scandalo di tali dimensioni.

Ieri il Npcc, il dipartimento per la protezione dei minori di Scotland Yard, ha rivelato i numeri della maxi-indagine sugli abusi sessuali perpetuati negli ultimi 30 anni in Gran Bretagna. E sono numeri da capogiro: gli indagati sono 1400 dei quali molti personaggi famosi, politici e gente del mondo dello spettacolo e dello sport.

Una combriccola di pedofili, che si proteggeva a vicenda e intimoriva le vittime. Violenze perpetuate in scuole, caserme, ospedali, orfanotrofi e anche pensionati e prigioni.

Sono vari i filoni di inchieste che si intrecciano. Alcune partono direttamente da Westminster: si parla di ministri coinvolti negli anni 70 e 80 in un giro di squillo minorenni e di case dove bambini rapiti venivano messi a disposizione di clienti ricchi e potenti. ...

"Violenza in rete peggio di quella reale"

  • Giovedì, 30 Aprile 2015 10:49 ,
  • Pubblicato in Flash news
Avvenire
30 04 2015

La violenza via Internet può essere anche più pericolosa di quella reale. Lo scrive, in una sentenza, la Corte di Cassazione e, purtroppo, lo conferma la realtà.

Respingendo il ricorso di un cinquantenne campano, imputato in un processo per pedofilia per aver compiuto "atti sessuali virtuali" con un minore di dieci anni, i giudici della Terza Sezione penale della Suprema corte, hanno scritto nelle motivazioni della sentenza: "I social network, che piaccia o no, costituiscono una forma di socializzazione che si è affiancata, quando non li ha patologicamente sostituiti, ai tradizionali strumenti con cui si allacciavano e si intrattenevano rapporti interpersonali. ...

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