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"Dio sa che è una sentenza ingiusta e che il mio unico delitto, in questo Paese, è essere cattolica". Asia Bibi lo scriveva nel 2012, da una "cella senza finestre".  
Maura Bertanzon, Corriere della Sera ...

Avvenire
16 07 2015

Saint Louis. In Missouri è stato messo a morte un detenuto 55enne con l'iniezione letale, la prima esecuzione negli Stati Uniti da quando a fine giugno la Corte Suprema ha dichiarato costituzionale il controverso mix di farmaci usato da molti Stati per la redazione dei condannati e per l'esecuzione.

Nel carcere di Bonne Terre è stato messo a morte Davìd Zink, accusato dello stupro e dell`omicidio di una donna dopo un incidente d'auto, nel 2001.

Zink aveva chiesto una sospensione dell'esecuzione, ma tutti i ricorsi sono stati rigettati da giudici e governatore. ...

Giappone: prima esecuzione del 2015

  • Giovedì, 25 Giugno 2015 11:55 ,
  • Pubblicato in Flash news

Amnesty International
25 06 2015

Tsukasa Kanda, 44 anni, è stato impiccato nelle prime ore del 25 giugno nel centro di detenzione di Nagoya. Era stato condannato nel 2009 per furto e omicidio.

Si è trattato della prima esecuzione del 2015, la 12esima sotto il governo in carica, al potere dal 2012, ed è avvenuta in un periodo nel quale l'attenzione politica, mediatica e dell'opinione pubblica è concentrata su altri temi, quali i piani del governo per espandere il ruolo militare del Giappone.

"Dal momento che il paese stava guardando altrove, le autorità giapponesi hanno pensato che fosse politicamente conveniente riprendere adesso le esecuzioni. Privare in tal modo un uomo della vita è una politica da bassifondi" - ha riferito Hiroka Shoji, ricercatrice sull'Asia orientale di Amnesty International.

"Il governo vuole evitare un dibattito completo e franco sul ricorso alla pena di morte perché le argomentazioni che avanza non sono ammissibili" - ha proseguito Hiroka.

Le autorità giapponesi continuano a sostenere che la minaccia della pena capitale costituisce un "deterrente generale", ma hanno ammesso che questa tesi non è al momento sostenuta da alcuna evidenza scientifica. Il Giappone è stato uno dei soli 22 paesi a effettuare esecuzioni nel 2014, rispetto ai 41 di 20 anni prima. Attualmente, 140 stati hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica. Il Giappone e gli Usa restano gli unici stati membri del G8 a contemplarla e negli Usa ci sono segnali che il ricorso alle condanne a morte sia in diminuzione.

Nei bracci della morte del Giappone si trovano 129 prigionieri in attesa dell'esecuzione.

L'intero procedimento della condanna a morte è coperto dal silenzio e i prigionieri sono informati dell'esecuzione solo poche ore prima, o non ricevono addirittura alcun preavviso. Le loro famiglie ne vengono a conoscenza solo in seguito.Gli esperti delle Nazioni Unite hanno criticato la mancanza di garanzie giudiziarie per i condannati a morte in Giappone. Agli imputati si negano un'adeguata difesa legale e il pieno ricorso in appello contro la condanna, obbligatorio quando si tratta di pena di morte. Perfino prigionieri con disabilità mentali e psicologiche sono stati messi a morte o restano in attesa dell'esecuzione. Molti condannati hanno raccontato di aver "confessato" il crimine dopo essere stati sottoposti a maltrattamenti e torture durante interrogatori prolungati, senza avvocato, mentre erano in custodia della polizia.

Il Nebraska ha abolito la pena di morte

  • Giovedì, 28 Maggio 2015 09:25 ,
  • Pubblicato in Flash news
Globalist
28 05 2015

Il parlamento statale ha raccolto abbastanza voti - 30 sì e 19 no - per rovesciare il veto posto ieri dal governatore Pete Ricketts alla legge per lo stop alle esecuzioni.

Il Nebraska ha quindi abolito la pena di morte. Il Nebraska è il primo stato controllato da repubblicani che abolisce la pena di morte dopo il North Dakota nel 1979.

Da simbolo a fantasma, Paula e i peccati degli Usa

Un mondo che è capace di cambiare continuamente e che affronta il noto con l'ignoto e cerca subito, per ogni innovazione, una nuova sfida, come in una gara con se stessa che non finisce mai, è inchiodata in un punto, la pena di morte. È un brutto legame che continua a tirare verso il passato un Paese che, senza quel macabro intralcio, avrebbe vissuto altre avventure e altre vite. Oggi l'argomento è il suicidio di Paula Cooper
Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano ...

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