Giappone, le prime condanne a morte del governo Abe

  • Giovedì, 21 Febbraio 2013 10:06 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
21 02 2013

Impiccati tre detenuti. Avevano 29, 44 e 62 anni ed erano tutti condannati per omicidio
Il governo giapponese ha reso noto di aver giustiziato tre detenuti condannati per omicidio, uno dei quali di una bambina. Si tratta dei primi giustiziati da quando è arrivato al potere, lo scorso dicembre, il premier conservatore, Shinzo Abe.

I tre, che sono stati giustiziati per impiccagione come impone la legge nipponica, avevano 29, 44 e 62 anni ed erano tutti condannati per omicidio (uno di loro, Kaoru Kobayashi, aveva ucciso una bambina di 7 anni e poi inviato le foto del cadavere alla madre, nel 2004).

Il Giappone è il Paese industrializzato e democratico che insieme agli Usa mantiene la pena capitale. Attualmente ci sono 133 detenuti nel braccio della morte, la cifra più alta dal 1949, anno in cui è stata avviata questa statistica. Durante il precedente governo del Partito Democratico sono state giustiziate 9 persone e si è avviato un importante dibattito sulla pena di morte, misura sostenuta dalla gran parte dei giapponesi.

Stati Uniti: il ritorno della sedia elettrica

Corriere della Sera
18 01 2013

Gli hanno detto che poteva scegliere il metodo di esecuzione e ha optato per la sedia elettrica.

In questo modo, questa notte (alle 3.00, ora italiana) in Virginia, ha avuto luogo la prima esecuzione del 2013 negli Stati Uniti. Il condannato, Robert Gleason, aveva ucciso due compagni di cella mentre stava scontando un ergastolo inflittogli per un altro duplice omicidio.

Dopo la condanna a morte, l’unico atto di Gleason è stato quello di scegliere il metodo. Per il resto, ha assistito quasi con indifferenza allo sviluppo degli eventi: non ha fatto appello contro la sentenza, non ha presentato domanda di grazia. Su 1321 prigionieri messi a morte da quando la Corte suprema, nel 1976, ridiede via libera alle esecuzioni, 144 non si sono opposti in alcun modo.

Dal 1976 a oggi, le esecuzioni tramite sedia elettrica sono state 158, un quinto delle quali in Virginia. Prima di oggi, l’ultima era stata, sempre in Virginia, nel 2010. La prima ebbe luogo nel 1890 a New York.

Pare che l’idea di legare un uomo a una sedia e ucciderlo con l’elettricità fosse venuta qualche anno prima a un dentista, il dottor Albert Southwick. Meglio fulminare all’istante che asfissiare con lentezza, come accadeva col metodo dell’impiccagione, fu il suo ragionamento. “Da oggi viviamo in un livello più alto di civiltà”, fu il suo entusiastico commento alla prima esecuzione con la sedia elettrica.

In realtà, la storia della pena di morte negli Usa – così come in ogni altro paese dov’è ancora usata – è piena di resoconti atroci che testimoniano di un basso livello di civiltà.

La sedia elettrica, in particolare, sembra un supplizio medievale modernizzato grazie alla corrente elettrica: fumo, puzza di carne bruciata, elettrodi che prendono fuoco, urla, testimoni che svengono. L’orrore della pena di morte.

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