L'unica garanzia è il reddito di base

  • Martedì, 17 Giugno 2014 07:34 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
17 06 2014

Azione comunicativa di precari, neet e studenti presso il Centro per l'Impiego di Cinecittà

Partono stamani, nel Lazio, i colloqui con i primi 200 iscritti al programma “Garanzia Giovani”. Parte stamani la campagna di comunicazione e di inchiesta organizzata e promossa da precari, neet e studenti di Roma che vogliono dire la verità e svelare l'imbroglio. 1,5 miliardi di euro vengono stanziati dall'Unione Europea a sostegno delle imprese e delle politiche attive in Italia; nulla viene fatto per rendere universale il welfare e introdurre un reddito di base e incondizionato, l'unica alternativa al lavoro gratuito, quello sottopagato e senza diritti. Anche se decine di migliaia sono state le iscrizioni al programma di “Garanzia Giovani”, altrettante saranno le aspettative deluse: tirocini e formazione non risolveranno di certo il problema della disoccupazione giovanile, semmai integreranno la sottoccupazione e le misure di workfare che governo Renzi e Parlamento si apprestano a varare (Jobs Act, Disegno di legge delega).

Respingiamo l'imbroglio, vogliamo subito un reddito, per non accettare il ricatto del lavoro purché sia!

Oggi al Centro per l'Impiego, domani in assemblea, alle ore 17 presso la facoltà di Scienze politiche di Roma Tre, per rilanciare la mobilitazione contro il Jobs Act, verso Torino (11 luglio) e l'autunno. Mercoledì alle 19:30 presso Puzzle (via di Monte Meta 21) e giovedì alle 18 presso Alexis/Neet Bloc (via Ostiense 124) due appuntamenti per approfondire criticamente il DL Poletti e il Disegno di legge delega su lavoro e welfare (Jobs Act), il programma “Garanzia Giovani”, per decostruire le retoriche sulla disoccupazione giovanile e i neet, per ribadire con forza che il reddito di base è la soluzione.

#GarantiamociUnFuturo

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Il volantino distribuito questa mattina:

Ma quale Garanzia Giovani?!? Vogliamo reddito e diritti!

Gli ultimi dati Istat per il 2014 ci dicono che la disoccupazione giovanile è arrivata al 46%! Un dato drammatico quanto eloquente: dopo sei anni di crisi la sottoccupazione, la precarietà, lavori intermittenti e sottopagati sono la normalità per milioni di giovani uomini e donne nel nostro paese. Con i disoccupati aumentano anche i così detti "Neet", ovvero ragazzi fuori da percorsi di formazione e dal mercato del lavoro: bamboccioni e fannulloni per ministri e sottosegretari, precari a vita a cui si vuole togliere la possibilità di costruirsi un futuro degno.

Per il governo Renzi una delle principali risposte alla crisi dell’occupazione giovanile quella che giornali, partiti, sindacati non esistano a definire una situazione drammatica è la così detta "garanzia giovani", ovvero un miliardo e mezzo di euro proveniente dall'Unione europea.

In migliaia ci siamo iscritti alla Youth Guarantee con la promessa di un lavoro "vero", per poi scoprire che si tratta di una vera e propria truffa! Non solo ci hanno convocato in ritardo nei centri dell'impiego, ma non hanno nulla da offrirci. Inoltre, quando ci proporranno apprendistati, stage, corsi di formazione arretrati, freejob, lavoro volontario come all'Expo di Milano, a guadagnarci sul nostro lavoro sottopagato o grazie ai finanziamenti saranno soprattutto le aziende e gli enti di formazione.

Questo è il business della disoccupazione giovanile nascosto dietro la retorica delle politiche attive!
È passato oltre un mese e mezzo da quando sono partite le iscrizioni al programma Garanzia Giovani e per ora constatiamo che è una scatola vuota, visti i ritardi istituzionali (ministero e regioni in primis) per organizzare le attività.

Siamo stanchi di lavori precari, mal pagati (leggi "lavori di merda") in nero che siamo costretti a fare per sopravvivere, siamo stanchi di essere sempre "formati" passando da uno stage all'altro, siamo stanchi di quello che quotidianamente ci viene sottratto e negato: reddito, tempo e sogni. Per questo vogliamo organizzarci assieme: per monitorare l'attività e le proposte che arrivano dalla Youth Guarantee, per tutelare i nostri diritti, per pretendere un reddito incondizionato di esistenza e di libertà che non deve essere legato alla nostra disponibilità ad accettare qualsiasi tipo di lavoro e che, soprattutto, non è carità per i poveri, ma è una reale redistribuzione della ricchezza!

Per dire basta a tutto ciò e per contestare le politiche del governo Renzi saremo anche a Torino il prossimo 11 luglio per contestare insieme a tanti altri il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile che avrà al centro proprio la garanzia giovani.

Vediamoci, incontriamoci, organizziamoci negli Youth Corner:

CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario) - ogni lunedì, dalle 18 alle 20, presso le Officine Zero (via Partini 20, zona Portonaccio) e ogni martedì, dalle 18 alle 20, presso Esc (via dei Volsci 159) e Puzzle (via di Monte Meta 21);

Neet Bloc - ogni mercoledì dalle 18 presso Alexis Occupato (via Ostiense 124)


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Una larga intesa per un welfare minimo

  • Martedì, 03 Dicembre 2013 16:13 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Biagio Quattrocchi, DinamoPress
3 dicembre 2013
  
"La misura introdotta con la Legge di Stabilità non è semplicemente scarsa o inadeguata alle condizioni di nuova povertà che vanno esplodendo nella società.
La storia sembra non insegnare nulla. Le classi dirigenti utilizzano la "non prontezza" della società per rimandare delle riforme che la stessa società richiede, ma che fanno paura proprio a loro, ai poteri forti. ...

Lo chiamano reddito di cittadinanza, si legge workfare

  • Lunedì, 18 Novembre 2013 07:47 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Biagio Quattrocchi, DinamoPress
14 novembre 2013

E' stata depositata al Senato una proposta di legge del M5S per istituire in Italia il "reddito di cittadinanza". L'iniziativa ha avuto una notevole visibilità sui media mainstream e ha anche già stimolato la reazione stizzita del Sottosegretario all'economia Fassina: che si sà, fa ormai questioni di principio solo nei confronti di Maradona e dei grillini.
Tra i problemi scottanti fin qui elusi c'è la differenza tra una strategia di "lavoro di cittadinanza" intrinseca all'idea di un Piano straordinario per il lavoro comprensivo della creazione diretta di lavoro per giovani e donne, e una prospettiva che dia priorità al "reddito di cittadinanza". ...

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