Lettera aperta alla Ministra Lorenzin

  • Venerdì, 11 Dicembre 2015 12:25 ,
  • Pubblicato in Lettere

Rete AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto)
10 dicembre 2015


L’appropriatezza prescrittiva e la legge 194
Lettera aperta alla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin

Gentile Ministra Lorenzin,
Lei sostiene – a nostro avviso giustamente- che il concetto di appropriatezza “si ponga ormai al centro delle politiche sanitarie nazionali, regionali e locali, costituendo la base per compiere le scelte migliori, sia per il singolo paziente che per l'intera collettività: il ricorso inappropriato alle prestazioni rappresenta infatti un fattore di notevole criticità, in grado di minare alle fondamenta la sostenibilità e l'equità del sistema.” Secondo le valutazioni del Dicastero da Lei diretto, evitare l’inappropriatezza nelle prescrizioni e nelle prestazioni potrebbe portare ad un risparmio di oltre 10 miliardi di euro.

Vogliamo allora richiamare la Sua attenzione su una grossolana inappropriatezza, che pesa significativamente sulle casse del nostro Sistema Sanitario Nazionale e che riguarda l’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, con particolare riferimento al metodo farmacologico.

Come Lei sa nel nostro paese dopo il 2009 è possibile interrompere una gravidanza indesiderata con il metodo farmacologico entro la settima settimana di amenorrea. Poiché la legge 194 raccomanda “ la promozione delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza” (art. 15) tale metodo va favorito in alternativa alla procedura chirurgica, poiché sicuro e considerato tra i metodi di scelta per le IVG nelle prime settimane di gravidanza da tutte le più importanti linee guida internazionali.

In molti Paesi del mondo le “pillole abortive” vengono dispensate in regime ambulatoriale, in strutture analoghe ai nostri consultori o addirittura dai medici di medicina generale: in Francia (ma non solo) dal 2004 esiste una rete sanitaria “medico curante-ospedale” rete finanziata con fondi pubblici che permette di effettuare una IVG farmacologica al di fuori della struttura ospedaliera.

Questo dovrebbe essere possibile anche in Italia la legge 194 del 1978 prevede che: “Nei primi novanta giorni gli interventi di interruzione della gravidanza dovranno altresì poter essere effettuati, dopo la costituzione delle unità socio-sanitarie locali, presso poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati, funzionalmente collegati agli ospedali ed autorizzati dalla regione. (art.8)

Nel 2010 il Consiglio Superiore di Sanità, su richiesta del Ministero della Salute e in assoluta discordanza con i dati di evidenza scientifica, ha sostenuto in ben tre pareri, che l’interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico deve essere eseguita in regime di ricovero ordinario, “fino alla verifica della completa espulsione del prodotto del concepimento”. In altre parole: per assumere due farmaci si prevede un ricovero di almeno di tre giorni.

Non essendo il parere del Consiglio Superiore di Sanità vincolante, alcune Regioni hanno adottato il regime di ricovero in Day Hospital per la procedura farmacologica di IVG , seguendo un criterio di maggiore appropriatezza sia clinica che organizzativa dal momento che è appropriato il setting assistenziale che arreca migliore o identico beneficio al paziente con minor impiego di risorse.
In questi anni i dati sull’IVG farmacologica riportati dal suo stesso Ministero confermano che le donne che vi si sono sottoposte hanno scelto nella stragrande maggioranza le dimissioni volontarie dall’ospedale, senza che questo abbia comportato un aumento delle complicazioni. Tali dati sono sovrapponibili a quelli riportati nel resto del mondo, dove la procedura viene eseguita per la gran parte in regime ambulatoriale.
Perché dunque in Italia dobbiamo ancora occupare un letto ospedaliero quando non ve ne è necessità?

Gentile Ministra Lorenzin,
in virtù dello sforzo cui Lei chiama tutti noi, medici e cittadini, al fine di migliorare l’appropriatezza delle prestazioni, Le chiediamo di adoperarsi per rendere accessibile l’interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico nei consultori familiari e nei poliambulatori, come previsto dall’articolo 8 della legge 194, o, quando necessario in regime di Day Hospital, e non, come oggi avviene nella maggior parte dei casi, in regime di ricovero ordinario.

Le risorse finanziarie così risparmiate potrebbero entrare a far parte degli investimenti da Lei stessa auspicati, fra tutti il potenziamento della rete dei consultori e un più facile accesso alla contraccezione, onde evitare le gravidanze indesiderate e concretamente il ricorso all’aborto.

AMICA
Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto

Cristina Damiani Presidente di AMICA, Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata
Patrizia Facco Ospedale Sandro Pertini Roma
Paola Lopizzo Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata
Marina Marceca Ospedale San Filippo Neri Roma
Gelsomina Orlando Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata
Mirella Parachini Ospedale S.Filippo Neri Roma
Anna Pompili Consultori RME
Daniela Valeriani Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini

Ru486 e diritti delle donneEleonora Cirant, Zeroviolenza
10 dicembre 2015

Se "il taglio agli sprechi" è uno dei cavalli di battaglia del governo Renzi, la Ministra della salute Beatrice Lorenzin dovrebbe correggere le linee guida sulla somministrazione della Ru486, aborto farmacologico.

Aborto farmacologico, fermiamo le bugie

  • Giovedì, 24 Aprile 2014 07:22 ,
  • Pubblicato in Il Commento

Carlo Flamigni/Corrado Melega, L'Unità
23 aprile 2014

La metodica farmacologica usata praticamente in tutto il mondo, in alcuni casi fin dai primi anni '90, provoca secondo statistiche che ormai si basano su milioni di procedure, un'incidenza di eventi avversi sovrapponibile alla procedura chirurgica; ...


La metodica farmacologica usata praticamente in tutto il mondo, in alcuni casi fin dai primi anni 90, provoca secondo statistiche che ormai si basano su milioni di procedure, un'incidenza di eventi avversi sovrapponibile alla procedura chirurgica; viene apprezzata dalle donne in misura praticamente simile all'altra, ed è in definitiva una maniera alternativa di abortire con gli stessi vantaggi e svantaggi. È importante che le donne adeguatamente informate possano scegliere. ...

Il corpo delle donne
16 04 2014

Giulia Camin da Parigi ci racconta come funziona l’interruzione di gravidanza per le donne francesi:

Ho letto allibita la storia di Valentina, affetta da una grave malattia genetica, costretta ad abortire da sola, abbandonata in un bagno dell’ospedale di Roma perché tutti i medici presenti erano obbiettori. Ma quante saranno le storie simili di cui sappiamo poco o nulla? Ho appreso con estremo smarrimento le dichiarazioni della Ministra Lorenzin sul piano di fertilità di cui ha trattato anche Lorella recentemente su questo blog. Credo che in situazioni difficili come quella che stiamo attraversando, per evitare di fare passi indietro, per evitare di farci portare via diritti acquisiti con anni di lotte, sia necessario studiare e aggrapparsi alle legislazioni a volte esemplari di altri paesi a noi vicini. Vi racconto quindi brevemente come funzionano le cose qui, in Francia non solo perché credo che il Ministero per i diritti delle donne dell’attuale governo francese stia permettendo un avanzamento reale e costante nel consolidare e acquisire diritti e uguaglianza, ma anche perché, se di questo voleva parlarci la Ministra Lorenzin, qui di bambini ne nascono eccome. Ma non è solo di aumento demografico che stiamo parlando, i temi prioritari sono ben altri: sicurezza, salute, libertà di scelta.

IVG (interruzione volontaria di gravidanza) :

Secondo l’articolo L.2212-1 del Code de la santé publique, l’ivg è accessibile a tutte le donne, previo il rispetto di alcune tappe che ne regolamentano l’attuazione. Le tappe consistono in due visite mediche e una consultazione “psyco-social”.

La donna è unico giudice della sua situazione ed è autonoma nella sua scelta.

La giovane minorenne deve lei stessa domandare questo intervento, non in presenza dei suoi genitori. Deve poi avere l’autorizzazione di uno dei genitori o di un rappresentante legale. Nonostante ciò, se il dialogo è impossibile può farne a meno e deve quindi farsi accompagnare da un adulto di sua scelta ( adulto del suo entourage o dell’equipe del planning familial per esempio). Il costo di una interruzione volontaria di gravidanza è rimborsato al 100% dall’assurance maladie (alcune categorie sono esenti anche dall’anticiparne il pagamento).

Per ulteriori informazioni:

http://vosdroits.service-public.fr/particuliers/F1551.xhtml anche se qui appare ancora l’espressione « en situation de dètresse » cioè in situazione di miseria. Questo passaggio è stato cancellato in vista del disegno di legge pour l’egalité, legge approvata definitivamente dall’Assemblea Nazionale il 28 gennaio 2014.

http://www.planning-familial.org/actualites/ivg-en-france-le-remboursement-100-0012524

http://www.sante.gouv.fr/ivg.html

http://femmes.gouv.fr/category/droit-corps/

http://femmes.gouv.fr/category/droit-corps/

CONTRACCEZIONE:

Qui, un sito intero che si rivolge a donne di tutte le età ma direi soprattutto alle adolescenti, per fare informazione e fornire informazione e consapevolezza per trovare i metodi contraccettivi più adeguati : http://www.choisirsacontraception.fr/ Tutte queste informazioni hanno come finalità la salute delle donne e l’innalzamento della consapevolezza per gestire la loro sessualità in serenità e sicurezza.

Guardatelo bene, cominciando dalle vignette che scorrono sulle prime slide della Home Page. Esiste qualcosa del genere in Italia?

La pillola del giorno dopo, une contraception d’urgence

La pillola del giorno dopo si può acquistare, senza ricetta, direttamente in farmacia o reperire nei consultori e infermerie scolastiche. E’ rimborsata al 65% dall’assicurazione sanitaria (se si presenta una ricetta medica), è gratuita al di sotto dei 21 anni; il costo si aggira intorno alle 7 euro. Non è necessario aver fatto alcun esame medico né presentare alcun certificato o documento di identità per ottenerla. La legge impone a farmacisti di fornire la pillola del giorno dopo rispettando l’anonimato della persona che la richiede.

http://www.piluledulendemain.com/

http://www.choisirsacontraception.fr/urgences/la-contraception-d-urgence/la-contraception-d-urgence-hormonale.htm

http://www.planning-familial.org/articles/la-contraception-durgence-00360

 

Tornando alla situazione italiana, mi chiedo quindi:se davvero a qualcuno interessa la salute delle donne italiane, perché giusto per fare un esempio non è stata spesa unasola parola per la marcia mondiale per l’ Endometriosi promossa il 13 marzo, organizzata a Roma e in molte altre città del mondo intero? Com’è che la Ministra Lorenzin non si è minimamente interessata a queste donne che lottano per sensibilizzare e far conoscere una malattia diffusissima e invalidante (socialmente e fisicamente) che spesso può portare anche all’infertilità e sulla quale c’è ancora tanta approssimazione, speculazione e disinformazione?

Qui il video della Ministra Najat Vallaud-Belkacem http://www.dailymotion.com/video/x1k2in9_decouvrez-les-endogirls-et-l-endomarch_news rivolto alle malate di endometriosi e alle associazioni che operano in questo campo.

Perché non una sola parola sullo scandalo che nel 2013 ha travolto alcune case farmaceutiche produttrici di pillole di terza e quarta generazione e che in Francia ha portato a una efficace campagna informativa per accompagnare e sostenere le donne nella scelta del metodo contraccettivo più adeguato a seconda delle loro esigenze e del loro stato di salute, con tanto di trasmissioni televisive e documentari informativi rivolti soprattutto alle adolescenti? http://www.lexpress.fr/actualite/societe/sante/la-pilule-3e-generation-en-accusation_1204314.html

http://www.youtube.com/watch?v=YMJNYVDrvcI

Perché non una campagna di aiuti per tutte quelle donne che mamme lo sono già o che vorrebbero esserlo ma che sono precarie, disoccupate, vittime di un paese di matrice fortemente maschilista che le utilizza come pilastro del welfare per occuparsi di bambini e persone anziane invece che mettere in piedi servizi adeguati per permettere ANCHE a loro di realizzarsi e contribuire allo sviluppo del paese senza dover scegliere fra maternità e professione? In merito, segnalo a tutti voi e alla Ministra Lorenzin, ma anche ai movimenti delle Sentinelle che magari troveranno altre ragioni magari valide per pregare, questo post: http://unamammagreen.com/2014/03/26/le-madri-che-conosco/

Perché in Francia, dove l’IVG interruzione di gravidanza è legale e rimborsata al 100%, e dove la pillola del giorno dopo si ottiene senza ricetta medica ed è gratuita sotto i 21 anni (disponibile anche nelle infermerie scolastiche), la media di figli per famiglia è di oltre due e segna uno dei tassi di fecondità più alto d’Europa? Non sarà il caso di ragionare molto semplicemente ripartendo da questi dati?

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