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Putin copre i suoi misfatti: Pussy riot libere a inizio 2014.

  • Mercoledì, 11 Dicembre 2013 12:03 ,
  • Pubblicato in Flash news

femminismi.it
11 12 2013

Inizi di dicembre: i media di Stato russi fanno” trapelare ” che le due Pussy Riot incarcerate sono stati incluse nel progetto di legge di amnistia . Il 9 dicembre si viene invece a sapere che la Corte Suprema ha rigettato la loro condanna in ogni caso .
Le pene detentive dell Pussy riot, grazie all’amnistia scadrebbero all’inizio del prossimo anno , ciò è stato interpretato da molti come un gioco di pubbliche relazioni che si muove in vista delle Olimpiadi di Sochi che iniziano il 7 feb .

E’ probabile quindi che l’amnistia serva a “coprire” la condanna illegale delle tre attviste.
Infatti il collegio giurisdizionale per le cause penali della Corte Suprema della Federazione Russa ha emesso una sentenza sul caso. La Corte Suprema ritiene che la sentenza eseguita in caso di Nadezhda Tolokonnikova , Maria Alyokhina e Yekaterina Samutsevich fosse illegittima e lo ha segnalato sul suo sito web ufficiale .

” Non sappiamo quali sono le motivazioni sono , né i motivi della decisione . Potrebbe essere la mancanza di prove per il reato , o le forme e la lunghezza della pena , o alcune altre ragioni tecniche formali . Si saprà quando verrà pubblicata la motivazione ufficiale. La Corte , nel rivedere il nostro appello, lo ha ritenuto giustificato in parte, e ha aperto un procedimento di sorveglianza, inviando il procedimento penale per la revisione sostanziale al presidium del Tribunale di Mosca . Possiamo aspettarci che nel prossimo mese , la data per la revisione sarà programmata . Gli avvocati della difesa dei condannati sono tenuti a prendere parte ai lavori . Da un lato , questo non significa che la condanna Pussy Riot sia ribaltata , perché il presidio della città di Mosca Corte non può pronunciarsi su tale questione , ma d’altra parte, è un ottimo segnale . La più alta corte di giustizia russa non è d’accordo con la sentenza emessa nel caso di Pussy Riot ” , ha detto l’avvocato Irina Khrunova , che rappresenta Tolokonnikova e Alyokhina .

Ricordiamo che in precedenza gli avvocati delle detenute e il mediatore russo per i diritti umani Vladimir Lukin hanno fatto appello alla Corte Suprema russa circa la sentenza contro le Pussy Riot .

La legge anti-gay russa è costituzionale, lo ha dichiarato la corte, lasciando capire che non solo è utile ma anche necessaria. E visto che resta ben salda si fa di nuovo pressante l'appello a boicottare le Olimpiadi invernali russe di Sochi per denunciare le pesanti discriminazioni. Ultima a farsene portavoce è stata Lady Gaga forte dell'altissimo gradimento di cui gode come icona gay. ...

Le persone e la dignità
05 12 2013

La Corte Costituzionale russa ha respinto, ieri, un ricorso presentato dall’attivista per i diritti degli omosessuali Nikolai Alekseiev contro la legge che vieta la propaganda gay in presenza di minori, approvata dal parlamento di San Pietroburgo nel marzo del 2012 e presa poi come modello per la successiva legge federale promulgata da Putin lo scorso giugno di cui avevamo parlato in questo post.

Secondo i giudici la Costituzione obbliga lo Stato a proteggere la maternità, l’infanzia e la famiglia. I legislatori, dunque, hanno il dovere di “prendere le misure per tutelare i bambini dalle informazioni, dalla propaganda e dalle campagne che possono danneggiare il loro sviluppo fisico, morale e spirituale”. La Corte ha anche stabilito che l’esercizio dei diritti civili e delle libertà non può essere permesso a scapito dei diritti delle altre persone. Per i giudici, infine, la legge non ha alcun carattere discriminatorio.

Una sconfitta per le comunità Lgbt e per le associazioni, tra cui Amnesty International, che avevano denunciato la legge per il suo carattere discriminatorio nei confronti degli omosessuali. Ieri lo stesso autore del ricorso, Nikolai Alekseiev, ha pagato una multa di 4000 rubli (quasi cento euro), mille in meno della sanzione massima prevista per gli individui, per aver esibito un cartello davanti alla biblioteca per bambini di Arkhangelsk, nel nord della Russia, su cui era scritto: “La propaganda gay non esiste perché gay non si diventa, si nasce”.

La normativa prevede multe salate: 5mila rubli (124 euro) per i singoli individui, 500mila rubli (12.370 euro) per gli organizzatori degli eventi e i pubblici ufficiali, 800mila rubli (18mila euro) per le persone giuridiche. Solo pene pecuniarie, non detentive, ma è il carattere discriminatorio della legge che ha suscitato polemiche a livello internazionale, che rischiano di riaccendersi durante le Olimpiadi invernali di Soci del prossimo febbraio, insieme a quelle più generali sui diritti umani e sui “prigionieri politici”.

Monica Ricci Sargentini

Alla fine la discriminante che darà al nostro Paese praticamente l'esclusiva per quanto riguarda l'adozione di bambini russi è di tipo sessuale e precisamente di stampo omofobico, in linea con la politica portata avanti da mesi da Putin. Il difensore civico dei diritti del fanciullo presso il Cremlino Pavel Astakhov lo ha detto senza giri di parole, solo i cittadini italiani al momento possono adottare bambini russi. ...

La Stampa
28 11 2013

L’annuncio di organizzazione ambientalista su Twitter. Si tratta dell’australiano Colin Russell, a cui i giudici all’inizio avevano negato la scarcerazione, prolungando la detenzione di altri tre mesi.

Un tribunale distrettuale di San Pietroburgo ha ordinato la scarcerazione su cauzione all’ultimo attivista di Greenpeace dell’Arctic Sunrise rimasto in custodia cautelare.

Lo ha fatto sapere la stessa organizzazione ambientalista su Twitter. Si tratta dell’australiano Colin Russell, a cui i giudici inizialmente avevano negato la scarcerazione, prolungando la detenzione di altri tre mesi.

Tutti i membri dell’equipaggio della rompighiaccio su cui è stato condotto il blitz contro la piattaforma di Gazprom nell’Artico sono ancora accusati di teppismo, reato punibile con cinque anni di carcere.

Tra loro anche l’italiano Cristian D’Alessandro, che come gli altri 29 dovrà restare in Russia fino alla fine delle indagini, fissata il 24 febbraio.

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