"Si può comunque affermare che non era osservata alcuna norma di sicurezza e prevenzione incendi: niente uscite di sicurezza e niente maniglioni antipanico". È la prevenzione la vera spina nel fianco. ...

La commozione è arbitraria, anche in mezzo a una tragedia vi sopraffà con un dettaglio. Sul pavimento nero di acqua e cenere erano i bottoni: centinaia, migliaia di bottoni disseminati di ogni misura e colore. Archeologia contemporanea, un tappeto di bottoni alla deriva per una Pompei di cinesi a Prato. Un'altra cosa colpiva e quasi esasperava: che, di qua dai cordoni tesi per proteggere la fatica dei soccorritori, gli italiani - e telecamere fotografi e cronisti - stessero nei propri capannelli, e i cinesi, giovani quasi tutti, donne e uomini, e qualche bambino, nei loro. ...
C'è una "città oscura". L'aveva denunciato Andrew Boff che siede nell'assemblea municipale della Greater London. Ma la sua denuncia era passata quasi inosservata. Possibile che nella Londra, ricca e godereccia, nella Londra dei magnati, degli sceicchi, dei banchieri e degli attori, nella Londra supervigilata e supercontrollata vivevano schiave e schiavi. ...

Ci sono circa 30 milioni di schiavi nel mondo. In India 14 milioni, segue la Cina con 3 milioni, poi Pakistan e Nigeria. In rapporto alla popolazione, il Paese con la più alta percentuale è la Mauritania: tra i 140 e i 160 mila disperati, il 4% di mauritani è ridotto in schiavitù. Il "Global Slavery Index 2013" definisce la "moderna schiavitù" su questi indicatori: il possesso o il controllo di persone attraverso le catene dell'indebitamento; il traffico di esseri umani per sfruttamento sessuale o lavoro forzato; matrimoni obbligati di minori; bambini costretti a fare i soldati. ...

Ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi

  • Lunedì, 24 Giugno 2013 13:26 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
Repubblica.it
24 06 2013

Scoperta la banda di sfruttatori, 11 arresti.

L'indagine è partita dalla denuncia ai carabinieri di una ragazza di 16 anni. Tra le vessazioni anche pestaggi e minacce di morte. Dieci persone sono in carcere, una agli arresti domiciliari.

Accoglievano le ragazze arrivate in Italia dalla Romania e le costringevano a prostituirsi, tra sfruttamento, pestaggi, minacce di morto a loro e ai familiari lontani. Per questo, i carabinieri del Gruppo di Roma hanno arrestato, come disposto un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, 11 persone di età compresa tra i 27 e i 62 anni, ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte dell'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione in strada, nonché alla riduzione in schiavitù di giovani ragazze. Per 10 di loro sono scattate le manette e il carcere, per un'altra gli arresti domiciliari.

L'indagine, partita da più di un anno, dopo la denuncia ai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur di una ragazza di 16 anni, costretta a prostituirsi sulle strade della Capitale, ha consentito di fare piena luce su un sodalizio criminale composto per la maggior parte da individui di nazionalità albanese che gestivano l'attività di giovani donne dell'Est europeo, condotte in Italia ed avviate alla prostituzione. Ognuno di loro aveva compiti definiti. Nel corso dell'indagine è emersa la violenza dei componenti dell'organizzazione sulle ragazze sfruttate, picchiate e minacciate di morte.

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