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Il Fatto Quotidiano
08 01 2013

Tutte le tutele cancellate in un solo colpo. Le donne stuprate, picchiate o perseguitate dovranno cavarsela da sole: niente più assistenza legale o programmi di protezione per le vittime, neanche per quelle con problemi di disabilità. Il 112° congresso è riuscito ad evitare per qualche mese il fiscal cliff, ma non a prorogare il Violence Against Women Act, la legge del 1994 che fino a pochi giorni fa proteggeva le vittime di violenza. Il provvedimento avrebbe dovuto ricevere l’ok definitivo a dicembre, invece il partito repubblicano ha prima stravolto il testo, considerato troppo progressista, quindi si è rifiutato di finanziarlo e dopo 18 anni la legge è decaduta. L’ennesimo stop, l’ennesimo segno di debolezza per Barack Obama: diviso tra un Senato a maggioranza democratica e una Camera in mano ai repubblicani, il Congresso non è riuscito a votare una legge la cui rilevanza sociale vada oltre gli interessi di partito, in un paese come gli Usa in cui ogni giorno tre donne vengono uccise da un familiare. E ora per il presidente, costretto a trovare presto un accordo sul controllo delle armi, ma sempre più “anatra zoppa”, la strada si annuncia in salita.

Sembrava fatta. Il lavoro gomito a gomito tra Eric Cantor, leader repubblicano alla Camera, e il vicepresidente Joe Biden pareva dover portare all’intesa. Ma le tutele delle minoranze contenute nella legge davano fastidio a troppi, tra le file del Grand Old Party. Il primo passaggio al Congresso risale ad aprile, quando il Senato aveva dato il suo ok. Poi, a maggio, il testo era passato alla Camera, che l’aveva sì votata ma l’aveva svuotata di tutele e significato: i repubblicani avevano escluso gli articoli che garantivano protezione a lesbiche, gay e transgender, alle immigrate cui è scaduto il permesso di soggiorno e alle donne che vivono nelle riserve indiane dove, secondo dati federali, tra il 2000 e il 2010 gli stupri sono aumentati del 55%. A dicembre l’accordo pareva possibile: “Cantor sta lavorando duro per prorogare la legge”, spiegava all’Huffington Post il suo portavoce, Doug Heye. Ma la frattura si è dimostrata insanabile. Le trattative sono naufragate sotto i colpi dei repubblicani, che hanno posto il veto sulla protezione delle native americane.

Firmato da Bill Clinton il 13 settembre 1994, il Violence Against Women Act ”ha rafforzato le sanzioni federali contro gli stupratori – si legge sul sito della Casa Bianca – fatto sì che le vittime, a prescindere dal loro reddito, non siano costrette a sostenere le spese di esami clinici e siano inserite in programmi di protezione, garantito assistenza alle donne sfrattate dalle proprie case in seguito a casi di stalking, violenza o stupro”. Non solo: il Vawa garantiva alle immigrate clandestine permessi di soggiorno speciali per invogliarle a denunciare i loro aggressori. I risultati c’erano: “Dal 1993 al 2010, il tasso di violenza domestica è calato del 67% – si legge ancora su www.whitehouse.gov - tra il 1993 e il 2007, le donne uccise per mano del partner sono diminuite del 35% e gli uomini uccisi del 46%”.

Tutto inutile. Tutele “dettate da interessi politici”, hanno tuonato i repubblicani. Che in campagna elettorale hanno rivelato scarsa attenzione verso il tema e scatenato polemiche infuocate. Ad agosto Todd Akin, deputato del Missouri, mettendo in forte difficoltà Mitt Romney nella corsa verso la Casa Bianca, aveva affermato che “da quanto ho sentito dai medici, rimanere incinta dopo uno stupro è un fatto decisamente raro” in quanto “in caso di stupro legittimo (tradotto con “vero e proprio”, da chi pensa che Akin abbia parlato in buona fede, ndr), il corpo femminile può fare in modo di evitare la gravidanza…”. Due mesi dopo la seconda grave gaffe: il 24 ottobre il candidato repubblicano al Senato in Indiana, Richard Mourdock, molto vicino al Tea Party, aveva spiegato durante un dibattito che se una donna rimane incinta durante uno stupro “è qualcosa che ha voluto Dio”.

La decisione di far decadere il Vawa arriva in un momento in cui gli Stati Uniti si interrogano choccati sui fatti di Steubenville, cittadina dell’Ohio dove nella notte dell’11 agosto una liceale di 16 anni sarebbe stata violentata da due membri della squadra di football della scuola, che poi avrebbero pubblicato le foto dello stupro su Facebook e Twitter. Il 2 gennaio Anonymous ha postato su YouTube un video di 12 minuti in cui un compagno dei presunti violentatori, indicato come Michael Nodianos, ride della ragazza: “L’hanno stuprata, sono stati più veloci di Mike Tyson“, scandisce sorridendo guardando nell’obiettivo. “E se fosse stata tua figlia?”, gli domanda una voce fuoricampo. “Ma non lo è – risponde il ragazzo – non puoi sapere se è stato un vero stupro perché non sai se lei era consenziente o meno”.

 

Il Pentagono blocca ancora i siti Lgbt

  • Venerdì, 04 Gennaio 2013 13:23 ,
  • Pubblicato in Flash news
Giornalettismo
04 01 2013

La censura dei militari contro i siti LGBT permane. Sembrava una misura destinata a tamontare insieme alla “Don’t ask, don’t tell”, la politica secondo la quale gli omosessuali potevano servire nell’esercito a patto che nessuno parlasse della loro omosessualità, che doveva rimanere celata pena il licenziamento dall’esercito.

CONTINUA COME SEMPRE - Invece ancora oggi e nonostante ripetute proteste e segnalazioni, dalla ree del Pentagono è ancora impossibile accedere ai siti “LGBT”, che sono bloccati da un apposito filtro. Americablog invece ora sarebbe bloccato in quanto “politico” e “attivista”, prima era tra i LGBT, ma le sue proteste non servite a molto.

DISCRIMINAZIONE INSOPPORTABILE - Che si tratti di una censura pretestuosa e mirata lo testimonia il fatto che i blog “politici” di personaggi della destra dell’odio come Rush Limbaugh o Ann Coulter siano invece accessibili senza filtri, ma ancora più preoccupante e scandaloso è la catalogazione e la censura dei siti sulla base del fatto che si rappresentino in qualsiasi modo la comunità LGBT, che in questo modo si trova messa all’indice collettivamente con un provvedimento dal sapore apertamente discriminatorio, basta pensare se al posto di quel “LGBT” ci fosse “Ebrei” o “disabili” per rendersi conto della gravità della censura.

L’OSTILITA’ CONTNUA - Resta l’evidenza di un comportamento ostile, censorio e discriminatorio da parte del Pentagono, che sembra ospitare al suo interno delle robuste resistenze alla fine della discriminazione nei riguardi dell’omosessualità e in genere della comunità LGBT. Una resistenza di matrice culturale abbastanza comune in un ambiente machista come quello dell’esercito, ma non per questo meno grave, in quanto si traduce in discriminazioni intollerabili e offensive nonostante la politica americana abbia ormai acceso voltato pagina e messo fine ufficialmente alla politica discriminatoria nei confronti di omosessuali e transgender.

Obama: fermare la vendita di armi d'assalto

  • Mercoledì, 19 Dicembre 2012 09:40 ,
  • Pubblicato in Flash news
Rassegna.it
19 12 2012

La Casa Bianca dopo la strage di Newtown: "sosteniamo con forza" il ripristino della messa al bando per le armi d'assalto. Sì a qualunque stretta sulla vendita. Il fondo di investimento Cerberus, uno dei maggiori al mondo, esce dalle fabbriche di armi.
Il presidente Barack Obama sostiene "con forza" il ripristino della messa al bando per le armi d'assalto e appoggerà nuove leggi in materia. Lo ha annunciato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ieri sera (18 dicembre) durante il briefing alla stampa. E' quanto rirferisce l'Adnkronos. L'amministrazione ha inoltre annunciato che sarà favorevole a "qualunque stretta" sulla vendita di armi, dopo la strage di Newtown.

Il fondo di private equity Cerberus Capital Management, uno dei più grandi del mondo, ha annunciato la vendita della sua quota di partecipazione nel gruppo produttore di armi Freedom Group, a seguito della tragedia consumatasi la scorsa settimana a Newtown, in Connecticut.

Freedom Group, sigla nata dalla fusione, sotto la regia di Cerberus, di più aziende produttrici di armi, comprende anche la Bushmaster, produttrice del fucile usato da Adam Lanza per compiere la strage nella scuola Sandy Hook.
In una nota, Cerberus ha fatto riferimento al dibattito sul controllo delle armi riaccesosi in America dopo la strage di Newtown e alla volonta' di non essere coinvolti in discussioni di carattere politico, nell'interesse dei suoi investitori. Secondo quanto riferiscono alcuni media Usa, la decisione di Cerberus e' giunta dopo le pressioni di uno dei maggiori investitori del fondo, la Calstrs, il fondo pensione degli insegnanti statali della California.

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