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"Cool clock, mitico orologio. Portamelo alla Casa Bianca!". Così Barack Obama ha messo fine all'incubo di un ragazzino dal nome ingombrante, nell'America post-11 settembre.
Federico Rampini, la Repubblica ...

Huffington Post
11 09 2015

11 settembre, attacco Torri Gemelle. "Accendi la Cnn. È nuova Pearl Harbor". L'orrore nelle mail della Casa Bianca

"Accendi la Cnn. È una nuova Pearl Harbor". È l'11/9 visto dalla Casa Bianca attraverso una serie di email arrivate negli uffici presidenziali o inviate dallo staff dell'allora presidente George W. Bush subito dopo gli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono nel 2001.

La corrispondenza, proveniente dalla 'George W. Bush Presidential Library', è stata pubblicata dal New York Times, 14 anni dopo gli attentati terroristici. E in quei messaggi si può leggere tutto il terrore e l'ansia provati all'interno dall'amministrazione Bush nel giorno più tragico che l'America moderna ricordi.

"Era un giorno come gli altri - si legge sul New York Times - il presidente era fuori città e l'evento politico più importante della giornata si sarebbe dovuto tenere nell'ufficio di Karl Rove, consigliere politico del presidente. Ad un tratto dalla normale amministrazione il contenuto delle email cambia repentinamente, e subentra il panico.

"Accendi Cnn" si legge in una delle 8:56, pochi minuti dopo l'impatto di un aereo sulla prima delle Twin Tower. "Conferenza Casa Bianca cancellata", si legge in un'altra. E ancora: "Oggi è come Pearl Harbor".

Lo scambio di email con il personale dell'amministrazione, ma anche con i familiari e gli amici, è anche di carattere personale e mostra la preoccupazione di ognuno per la sorte dei propri cari.

"Sei al sicuro?", si legge in una email mandata dalla sorella di Clay Johnson, uno degli amici più stretti di Bush. "È difficile immaginare - continua - ciò che sta accadendo oggi, spero siate al sicuro". "È incredibile - risponde Johnson alla sorella - sono appena ritornato alla Casa Bianca dopo aver passato tutto il pomeriggio in un bunker".

Non solo l'angoscia della Casa Bianca dopo gli attacchi rivive alla vigilia del 14/mo anniversario. In Pennsylvania oggi si rivivono i momenti di terrore che hanno portato allo schianto del volo UA 93 della United Airlines, con a bordo 44 passeggeri.

L'aereo è stato l'unico dei quattro a non aver centrato l'obiettivo che si erano posti gli attentatori dell'11 settembre. Il quadro degli attacchi sarebbe stato completato, infatti, se l'aereo si fosse schiantato contro la Casa Bianca o il Congresso. Il volo UA 93 si è invece schiantato in un campo della Pennsylvania grazie al coraggio dei passeggeri che nel tentativo di riprendere il controllo dell'aereo hanno trovato invece la morte.

La memoria di quei coraggiosi rivivrà attraverso il Flight 93 National Memorial a Shanksville. Nel memoriale sono in mostra foto, video e oggetti che raccontano la storie del volo 93.

"Sono sul volo United 93 - dice la passeggera Linda Gronlund durante una chiamata alla sorella - ed è stato dirottato da terroristi che dicono di avere una bomba. Sembra che abbiano già dirottato un paio di aerei contro il World Trade Center e ora vogliono buttare giù anche questo". La mostra è disposta in modo cronologico ossia dal momento in cui a bordo si apprende degli attacchi e quando passeggeri e personale decidono di lottare per riprendere il controllo dell'aereo.

Gina Di Meo

Il buio oltre la Casa Bianca

"Anacostia? Mi spiace, non faccio servizio lì". Il tassista è risoluto [...]. Eppure il quartiere è a circa 6 chilometri dalla Casa Bianca
Donatella Mulvoni e Manuela Cavalieri, l'Espresso ...

Addio ad Amelia Boynton, l’eroina di Selma

  • Giovedì, 27 Agosto 2015 12:22 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
27 08 2015

Addio all’icona della lotta dei diritti degli afroamericani. E simbolo della marcia di Selma. È morta all’eta di 104 anni Amelia Boynton Robinson, l’attivista che sulla sedia a rotelle e mano nella mano con il presidente Barack Obama ha attraversato il ponte del «Bloody Sunday», quello di Edmund Pettus, in occasione dei 50 anni della marcia di Selma.

È stata una leader coraggiosa e dedicata alla battaglia per i diritti civili. Per la maggior parte dei suoi 104 anni, Amelia si è impegnata in un principio semplice: tutti meritano il diritto di voto”, afferma il presidente americano, Barack Obama, sottolineando che «50 anni fa, Amelia ha marciato a Selma e il calmo eroismo di coloro che hanno marciato ha aiutato ad aprire la strada al Voting Rights Act», con il quale veniva concesso il voto agli afroamericani. «Ma ha continuato a marciare per il resto della sua vita, per assicurarsi che la legge fosse rispettata e le barriere buttate giù. L’America è fortunata. Onorare un eroe americano come Amelia richiede seguire il suo esempio».

Robinson ha trascorso interamente la sua vita a battersi per i diritti degli afroamericani: «Era una persona amorevole e che incoraggiava gli altri, ma i diritti civili erano la sua vita’’ afferma il figlio, Bruce Boynton, annunciando la scomparsa della madre, avvenuta in ospedale dove era ricoverata da luglio. Prima donna afroamericana a candidarsi per il Congresso in Alabama, Robinson aveva invitato nel 1965 Martin Luther King a unirsi alla marcia per reclamare il diritto di voto per i neri.

Una marcia che poi è entrata nella storia americana come «Bloody Sunday»: Robinson era con altri 600 manifestanti sul ponte Edmund Pettus quando, insieme agli altri, è stata attaccata e picchiata dalla polizia. Una foto che la ritrae incosciente sul ponte quel giorno ha fatto il giro d’America, aumentando la consapevolezza e la forza del movimento per i diritti civili. La sua battaglia per il voto agli afroamericani è culminata con la partecipazione, come ospite d’onore, alla firma del “Voting Act Rights” da parte del presidente Lyndon B. Johnson.

Louisiana, vestito da Rambo uccide due persone

  • Giovedì, 27 Agosto 2015 08:47 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
27 08 2015

Nel giorno dell’uccisione di due reporter in diretta tv, in Virginia, paura anche nella cittadina di Sunset, in Louisiana, dove un uomo ha seminato il panico accoltellando due donne e dando vita a una sparatoria con la polizia prima di barricarsi nel minimarket di una stazione di servizio. Alla fine l’arresto, grazie anche all’uso dei gas lacrimogeni. Ma il bilancio finale è pesante: due morti, tra cui un poliziotto, e due feriti.

I testimoni raccontano una scena da film, con il sospetto vestito da Rambo che per sfuggire agli agenti ha sfondato la vetrina del negozio con la sua auto. All’inizio si era parlato di otto ostaggi, ma le autorità hanno poi spiegato come all’interno dell’esercizio commerciale c’erano in tutto tre persone, tra cui il proprietario e un cliente.

Tutto è cominciato in un appartamento poco distante, dove il killer - per motivi ancora sconosciuti - ha fatto irruzione aggredendo con un coltello due donne, sorelle del sindaco di una cittadina vicina. Una delle due è morta, l’altra versa in gravi condizioni. L’uomo ha poi ingaggiato una sparatoria con gli agenti intervenuti: uno di questi è rimasto ucciso. Quindi la fuga finita nel minimarket. La seconda persona ferita sarebbe una donna che era col killer.

Intanto il presidente Barack Obama in un’intervista ha commentato la scioccante uccisione in diretta tv dei due reporter in Virginia, sottolineando come in America l’impressionante diffusione delle armi da fuoco, grazie alla facilità con cui possono essere acquistate da chiunque, fa più vittime del terrorismo. Da tempo la Casa Bianca pressa il Congresso perché vari una stretta sulla vendita delle armi, in particolare rendendo obbligatori i cosiddetti “background check”: i controlli su chi acquista un’arma, per verificare se abbia precedenti penali o soffra di disturbi mentali. L’ultimo appello poche ore fa da parte del portavoce del presidente.

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