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Internazionale
18 09 2015

Le autorità messicane hanno arrestato il presunto responsabile della scomparsa di 43 studenti l’anno scorso nella città di Iguala, nello stato di Guerrero.

Gildardo López Astudillo, chiamato el Gil, di 36 anni, è stato fermato nella città di Taxco, proprio nello stato di Guerrero. È considerato il capo dei sicari dei Guerreros unidos, il cartello della droga che controlla la regione e che secondo la procura ha dato l’ordine alla polizia locale di sequestrare i giovani e poi si è occupato di ucciderli e farli sparire.

Secondo gli investigatori, el Gil era al centro di questo piano criminale. A lui si rivolsero gli agenti, il 26 settembre del 2014, dopo aver arrestato gli alunni di una scuola normale rurale di Ayotzinapa che attraversavano Iguala in bus. È stato el Gil a contattare Sidronio Casarrubias Salgado, il capo dei Guerreros unidos, per sapere che fare degli studenti. In vari dispacci per Salgado, el Gil ha detto che i giovani facevano parte de Los rojos, il cartello rivale. Sulla base di questa informazione falsa, il loro viaggio a Iguala è stato interpretato dai Guerreros unidos come un attacco sul territorio.

Lo stato di Guerrero è il maggior produttore di oppio di tutta l’America e il controllo di Iguala permette di controllare da vicino le piantagioni, le strade, i politici e la polizia, consentendo ai narcos di vivere nell’impunità. Per conquistare Iguala, i Guerreros Unidos hanno impiegato anni. Per questo, quando el Gil riferì al suo capo che 43 componenti della banda rivale erano stati catturati dalla polizia locale, Casarrubias Salgado ha dato l’ordine di ucciderli per difendere il territorio.

El Gil ha eseguito il mandato. Secondo la ricostruzione della procura, si è fatto consegnare gli ostaggi e, con l’aiuto degli altri sicari del cartello, li ha condotti fino a una discarica nella cittadina di Cocula, dove li ha uccisi e poi ha bruciato i corpi. Per non lasciare tracce, ha deciso di gettare i resti nel fiume San Juan, lì vicino.

Le indagini hanno portato finora all’arresto di 11 persone, compreso il capo dei Guerreros Unidos. Eppure restano molti dubbi sulle indagini ufficiali. È inspiegabile il fatto che dei giovani studenti siano stati scambiati per narcotrafficanti de Los rojos. I familiari rifiutano la versione fornita del governo e della procura.

Anche gli esperti internazionali scelti dall’organizzazione degli stati americani (Oea), che sono in Messico per raccogliere prove e studiare il caso, sostengono che non esistano prove del fatto che i giovani siano stati bruciati a Cocula. Ma questo è il punto centrale delle confessioni degli arrestati: se non è successo, tutte le testimonianze perdono credibilità.

Non si uccidono così 43 ragazzi messicani

Le aspre montagne del Guerrero, a tre ore di pullman da Città del Messico, sono punteggiate di cactus, sentinelle minacciose sulla strada verso i campi di cannabis, papavero da oppio e fosse clandestine. Dopo il sequestro il 26 settembre scorso, da parte della polizia municipale di Iguala, di 43 studenti della scuola normale rurale di Ayotzinapa, anche questo Stato - un tempo frequentato dal jet-set internazionale per la sua suggestiva costa e i locali di Acapulco - è entrato nella rosa dei più violenti e corrotti di tutta la Federazione messicana. [...] Ancora oggi la fine dei 43 studenti è avvolta nel mistero.
Roberta Zunini, l'Espresso ...

Colpiti al cuore

  • Venerdì, 13 Febbraio 2015 11:09 ,
  • Pubblicato in Flash news

Internazionale
13 02 2015

Il Messico sta vivendo da tempo una grave crisi.

Ma a livello internazionale questa crisi è diventata visibile soprattutto dopo la scomparsa di 43 studenti della scuola normale rurale di Ayotzinapa, nello stato di Guerrero. L'ultima cosa che sappiamo con assoluta certezza è che questi ragazzi poveri, di sinistra e in gran parte figli di contadini sono stati arrestati da un gruppo di poliziotti la notte del 26 settembre 2014 a Iguala.

Buco nero
La sparizione di questi studenti è un caso eccezionale? Sfortunatamente no. ...

 

Il Fatto Quotidiano
15 01 2015

Proseguono le indagini sul giallo di Iguala, in Messico. L’ex sindaco della città è stato incriminato per il rapimento dei 43 studenti scomparsi lo scorso 26 settembre e che si teme siano stati uccisi. Lo ha riferito Tomas Zeron, direttore delle investigazioni criminali all’ufficio del procuratore generale, spiegando che è stato spiccato un mandato d’arresto per l’ex sindaco José Luis Abarca e per 44 altre persone. Zeron non ha specificato quando sia stato emesso il mandato, ma si tratta delle prime accuse ufficiali nei confronti di Abarca in diretta relazione alla scomparsa degli studenti, probabilmente consegnati a un cartello della droga dopo essere stati arrestati da poliziotti corrotti.

Fin da ottobre gli investigatori si erano detti convinti che dietro le sparizioni ci fossero l’ex sindaco e sua moglie, Maria de los Angeles Pineda. Lunedì l’autorità dei tribunali federali messicana aveva annunciato che la moglie di Abarca sarà processata per i suoi legami con il crimine organizzato. I due sono stati catturati dalla polizia federale a Città del Messico lo scorso novembre.

Il governo messicano ha deciso di permettere ai parenti dei 43 “desaparecidos”, nonché ai cittadini in generale, di visitare le caserme delle Forze Armate nello stato di Guerrero, perché possano confermare che gli studenti non sono stati né catturati né uccisi dai militari. La decisione è stata annunciata al termine di un incontro fra il ministro degli Interni, Miguel Angel Osorio Chong, e i rappresentanti dei parenti dei “desaparecidos”, Felipe de la Cruz e Vidulfo Rosarles, dopo gli scontri violenti registrati ad Iguala quando i famigliari degli studenti si sono visti negare l’accesso a una caserma della fanteria a Iguala.

I parenti del “desaparecidos” – che un mese fa avevano interrotto ogni contatto ufficiale con il governo – hanno indicato alla stampa che dispongono della testimonianza di almeno 10 persone secondo le quali i militari sono intervenuti nella “sparizione” dei studenti dell’istituto magistrale di Ayotzinapa. Zerón ha ribadito da parte sua che non si è trovata alcuna traccia di un intervento dell’Esercito nell’episodio. Secondo la procura, i 43 “desaparecidos” sono stati uccisi da sicari del gruppo narco Guerreros Unidos, ai quali sono stati consegnati dalla polizia municipale di Iguala su ordine del sindaco locale.

"Cerchiamo i 43 nelle caserme"

K.HaringOltre 20 città degli Stati Uniti hanno aderito alla "giornata di protesta contro la visita di Peria Nieto negli Stati Uniti", organizzando manifestazioni e sit-in nei pressi di ambasciate e consolati. Numerose organizzazioni sociali hanno amplificato in rete la protesta, in solidarietà ai 43 studenti normalistas, scomparsi in Messico tra il 26 e il 27 settembre.
Geraldina Colotti, Il Manifesto ...

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